lunedì 23 dicembre 2013

Filastrocca Sgarrupata

Filastrocca sgarrupata

scritta come vien pensata,

filastrocca augurale

perché mo’ viene Natale,

filastrocca “dedicata”

agli amici della blog-brigata,

e che nessuno se ne abbia  a male

se non è poi così speciale.

 Sia un Natale di emozioni sane

per la cara amica Agane,

un Natale rilassante e speciale

per quella forza della natura che è Ale,

un Natale di Valori in ouvertur(e)

per il conterraneo Arthur,

un Natale di respiri, battiti e sole

per l’anima bella di BriCciole.

 Auguri di una brindata conviviale e sacrosanta

ad ognuna delle tante fighissime Diamanta,

auguri festosi di relax e svago

al superlativo Ing. Divago,

auguri di sogni di acciaio inox

per il talentuoso Fox,

auguri sinceri all'Imperfetta.mente

perché il “meeting di Assago” sia divertente. ^_^

 Auguro forza e determinazione bis

alla dolcissima mamma Maris,

auguro coraggio e nuova gagliardia

alla grande quercia che è Nadia,

al gemellino del cuore Robi Cipra

auguro nuove ispirazioni che lo mantengano all’opra,

alla delicata Rosy

auguro giorni spensierati e gioiosi,

infine al mio amico Yelloleaf

auguro di ripetere tra le stelle quel viaggio meraviglioso e un po’ naif.

 Buon Natale a voi bella gente

da una tipa “inquieta serenamente”,

che vuol bene in maniera bizzarra e ganza

ma per favore non chiamate l’ambulanza!

 

lunedì 16 dicembre 2013

Caro Papà...

Caro Papà,
mentre fuori giochi di luce e gelo feriscono il buio in cui è avvolto il paese, eccomi qui a scrivere il tuo nome e a vergare di Te il silenzio che abbraccia il mio cuore.
Sarà il luccichìo delle luminarie che addobbano gli abeti e i presepi, i balconi e le vetrine… sarà che si sta avvicinando il tuo compleanno e Tu non ci sei… ma la malinconia imbratta le pareti dell’anima, disegnando chiaroscuri, ed ogni minimo particolare diventa pretesto per pensarTi.
Ed è dolce ricordarTi, ed è un’esigenza rivederTi in fotogrammi di filmati e foto e fissare, nell’assoluto di quest’attimo bagnato di sale, il sapore d’infinito del nostro Amore.
Son poche le Stelle che rimangono a brillare quando si corre su strade buie, quando tutto sembra un ostacolo ed è difficoltoso raccapezzarsi… Tu Papà sei la mia Stella, ma ci sono giorni – oggi per esempio – in cui questo non mi basta… perché ho bisogno di sentire la tua voce che mi chiama, ho bisogno di sentirmi stretta, anzi no, stritolata, in un tuo abbraccio… ho bisogno di “pelle”, ma l’anima scricchiola, stretta tra brividi e lividi.
Mi manchi papà!
Te lo dico mentre piove… e i tergicristalli dell’anima non funzionano come dovrebbero.

martedì 3 dicembre 2013

Scrivere per passione e... Scriveregiocando!! ^_^

Molti di quelli che fanno parte della mia CerchiAmici hanno avuto modo di conoscere, nel tempo, la mia passione per il “vero su bianco”, per la scrittura come forma prediletta di comunicazione. A chi ancora non lo sa dico che amo scrivere perché le parole scritte, da sempre, sono la mia valvola di sfogo, lo scrigno che ha dato e continua a dare contenuto e forma al tempo della mia vita. Amo scrivere perché amo le parole. Ne amo la potenza e la fragilità, la capacità di imprimere emozioni, stati d’animo e sentimenti e di veicolarli. Le amo scritte. Perché possono essere lette e rilette, abitare la memoria e palpitare nuovamente in chi ad esse si accosta nel tempo. Amo scrivere perché è come raccogliere frammenti di vita vissuta per far si che niente vada perduto. Amo scrivere perché è la mia libertà interiore e insieme il mio limite col mondo esterno, che mi conosce maggiormente per i miei eloquenti silenzi. Amo scrivere perché è VITA vergata tra un respiro e un battito.

E poi...

Poi un giorno accade che un'iniziativa muove le corde del cuore e tu, senza pensarci due volte, doni una parte di te... perchè è nella scrittura che chi non ti ha mai vista nè vissuta mai arriva al "vero" di quella che sei.

Voglio ringraziare due bloggers:

Arthur de http://ilmondodiarthur.wordpress.com/

e Morena de http://morenafanti.wordpress.com
per avermi permesso di dare il mio piccolissimo contributo all'iniziativa natalizia del magazine Scriveregiocando 2013, cui potete accedere cliccando sugli appositi banner nelle colonne laterali dei loro blog.

A tutti e a ciascuno... GRAZIE perchè... è Natale ogni volta che speri, che sorridi alla vita che hai, che credi in una stella anche in mezzo ai tuoi guai. E BUONA LETTURA!

lunedì 25 novembre 2013

Grazie Myblog!

Adesso che la mia personale migrazione si è conclusa, voglio ringraziare a mio modo Myblog per quello che ha rappresentato per me da quando sono entrata nella blogsfera…

Ho affidato alle sue pagine “virtuali”
palpiti di vita estremamente reali.
Facile sarebbe stato apparire sempre simpatica
invece no, mi son mostrata senza retorica:
nel mio essere testarda e lunatica,
nella codardia e nella fatica,
nella paura e nei cedimenti,
nella permalosità e nei tentennamenti,
negli slanci di cuore e nelle ritrosie
e nelle tante lacrime, sempre e comunque"mie".
Non ho condiviso l'inutile,
non ho condiviso scemate,
ho solo scritto di me:
dei palpiti di un cuore che si dona
tra gli alti e bassi delle giornate
e delle ferite che, tra un respiro e un battito,
indelebili sono state lasciate.

domenica 17 novembre 2013

Dentro me

Passeggiata al buio
respirando silenzi e lacrime
con gli occhi alla luna
vedo chiaro dentro me.
Una vita di sbagli e cose azzeccate
giorni passati a combattere
e lunghissime notti per recuperare
una testa di legno,
un cuore ricamato di cicatrici,
solitudine che stringe come una morsa,
nostalgia di sicurezze andate in avaria.
Uno sguardo,
un pensiero che non si riposa,
il "sentire",
il fare attenzione,
è quasi una fissazione
è il mestiere che vivo
di esserne degna
è il mio tentativo.

domenica 10 novembre 2013

Sunday

Giornata di riposo.
E mentre fuori piove
partire, senza bagnarsi,
a zonzo tra i sentieri della mente
con l’orecchio teso all’ascolto…
e incontrare fantasie, desideri,
sogni di anime roride di vita…
e palpare paure e pregiudizi…


Leggere tra le righe della vita
e stupirsi...
come se ogni attimo,
come se ogni paesaggio,
fosse al contempo
il primo mai visto e l’ultimo.

sabato 2 novembre 2013

...

Nostalgica nebbia
scende oggi dagli occhi al cuore,
che vibra d'intensità
emozionando ogni anelito di vita.

  MI MANCHI.

Brividi, ma non di freddo,
rugiada che solca il volto...
Evanescente forza di una realtà
tutt'altro che evanescente.

 

venerdì 25 ottobre 2013

ARS DECLAMATORIA, ARS CANTERINA E ARS COSMETICA ovvero… piccola Calo cresce!

Sì… non c’è che dire… quello di oggi è proprio un post “artistico”!!  :) La sua ragion d’essere è duplice: da un lato,  la volontà di dire di me in tono ironico; dall’altro, il filo conduttore che unisce le mie “arti” e cioè il mio incantarmi da piccola davanti alla tv e, nella specie, davanti ai cartoni animati, agli spettacoli musicali e alle pubblicità..


Per quanto riguarda la mia Ars Declamatoria… beh… ebbi modo di metterla in mostra un pomeriggio che mamma mi portò in chiesa per la “Tredicina di S. Antonio” (una preghiera, molto sentita nella mia prima parrocchia, che si recita per 13 giorni, dal 31 maggio al 12 giugno, in preparazione alla festa del Santo).  Nonostante non capissi il senso delle preghiere che venivano recitate solennemente in coro, ebbi subito ben chiaro che era qualcosa che andava detto a voce alta… e allora, senza pensarci due volte mi schiarì la voce e declamai qualcosa che, in tv, avevo sentito declamare con altrettanta solennità: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame!!?” Ricordo ancora lo “shhhhhhh” di mamma e i volti, alcuni indispettiti altri sorridenti, delle nostre vicine di banco…


Passando all’Ars Canterina una premessa è d’obbligo: adoro le chermesse canore, di qualunque natura e tipo siano, dal Festival di Sanremo a quello della Canzone siciliana. Ebbene, era il venerdì santo di non so quanti anni fa ed io, seduta per terra sul balcone di casa, con le gambine che penzolavano tra gli spazi della ringhiera, attendevo il passaggio della processione. Una processione triste, con canti tristi e lamentazioni. Ad un certo punto la banda iniziò a suonare e il prete intonò un canto della tradizione popolare… “… sono stati i miei peccati, Gesù mio, perdon, pieta!” Non so bene quale lampadina si accese nella mia mente, ma capì che quello era il momento di cantare… ed ecco che da quel balcone al secondo piano arrivò un controcanto… originalissimo… “… Oh mammà mi vogghiu marità, oh mammà mi vogghiu marità, oh mammà mi vogghiu marità! Figghia mia a cù ta’ ddari? Mamma mia pinsaci tu!”


E di malafiura in malafiura arriviamo all’esternazione, o meglio alla “messa in pratica”, della mia Ars Cosmetica. Dopo tanti spot pubblicitari di signore bellissime e di creme per il viso un pomeriggio pensai bene di emularle. Da giorni avevo avvistato nella scrivania un barattolino bianco col coperchio e le scritte blu... aprendolo avevo già visto che era dotato di un pennellino... Ebbene, quel pomeriggio, lontano da sguardi indiscreti, ho aperto quel barattolo e con il pennellino mi sono spalmata sul viso una quantità industriale di prodotto... che però NON ERA una crema per il viso... ma colla Coccoina!! :( Arrivai da mamma che ero praticamente imbalsamata...  Lei riuscì a ripulirmi bene bene dopo strofinamenti e copiose quantità di acqua calda... ma per più di una settimana ebbi il faccino...diciamo... ustionato...


Che dire? Giufà fin da allora!!! ^_^

venerdì 18 ottobre 2013

Dire di te

 Non so come cercarti
non so dove trovarti
ma sento il bisogno di dire di te
dell’amore che ci ha legati
e che ci unisce ancora
nutrito di una tenerezza dilatata nel tempo. 

Tra un respiro e un battito
intravedo un cuore… il MIO
che fatica ad accettare la notte della morte
e si chiude a riccio
e un altro…
il TUO… che lo solletica
lo stuzzica, lo sprona
perchè la luce non può nascondersi a lungo
la gioia non può tacere per sempre

e l’inverno, prima o poi, deve far spazio alla primavera.

Chiudo gli occhi e ti vedo
sento il tuo respiro
ti percepisco presente e vicino
e la tua mano che stringe la mia
ancora una volta mi dona forza
ancora una volta mi dona VITA.

Si, tu vivi! 

Vivi nell’Amore,
nell’Amore donato e contraccambiato
che scorre nelle mie vene
e trasforma la mancanza
in PIENEZZA.

martedì 8 ottobre 2013

Un solo, piccolo dettaglio

Certi giorni sono diversi.

Potrebbero sembrare giorni qualunque, ma hanno qualcosa in più. Non molto... solo un dettaglio... spesso minuscolo. Di solito non ci si fa caso, perché un dettaglio non è fatto per essere notato. Ma se ci concediamo il tempo di scoprirlo, ecco che all’improvviso è così presente... da diventare immenso!

E allora accade che un solo minuscolo dettaglio ti illumina la giornata e ti fa tornare il sorriso! :-)

Qual è il dettaglio che oggi mi fa sorridere? L'aver appena scoperto che, dopo un periodo di magra, l'Ente per cui lavoro mi ha finalmente accreditato lo stipendio di... giugno!!

 

martedì 1 ottobre 2013

"Calmesion e sangue freddo": il mio primo Reading di Poesia

In principio fu il “calmesion” di Robi… e il mio pensiero immaginato di due gemellini intenti a "OHMmare" durante una seduta di yoga. Poi fu la volta del ritornello, imperterritamente martellante, della canzone di Luca Dirisio “Calma e sangue freddo”. Questo il training autogeno con cui mi sono preparata al mio primo Reading di Poesia.
E’ andata bene – e lo dico con un misto di serenità, soddisfazione e orgoglio.
Ho disertato le prime file degli habituè, intenti a raccontarsi delle ultime opere pubblicate. Mi sono scelta un posticino defilato e da cui sarebbe stato facile defilarsi a fine serata. Ho sperato di non essere io la prima a calcare quel palco, ma – accidenti a chi ha inventato l’ordine alfabetico! - la mia speranza è stata vana. E così, con un “che culo!”, sussurrato con un fil di voce a mamma e cognata, mi sono alzata ed ho raggiunto il leggìo e il microfono predisposti per i poeti. E da lì, senza troppi convenevoli e senza alzare quasi mai lo sguardo dal libretto che mi ero preparata, ho dato voce, la mia voce, alle mie creature… Al crescendo di emozione e pathos de “Il mio Piccolo Posto” e ai ricordi dolceamari de “L’abbraccio di un Padre”…
Alla fine non sono stati gli applausi a darmi l’emozione più grande. Avrei voluto raggiungere, quanto prima e a sguardo basso, il mio posticino, ma mi sono trovata in mezzo ad un “appostamento”… di mani che volevano stringere le mie… di occhi lucidi e gonfi di pianto che cercavano di incrociare i miei… di labbra sconosciute che cercavano semplicemente di avvicinarsi per sussurrare un Grazie… Ho dispensato sorrisi, ringraziamenti, strette di mano… gelidamente ghiacciate. Si perché a forza di canticchiarmi “ci vuole calma e sangue freddo” il mio sangue si era davvero raggelato, ero un freezer che camminava. E tale sono rimasta per tutta la durata della manifestazione.
Delle due l’una:
  • O la tensione, stavolta, si è manifestata così (e meno male, perché tachicardia e groppi in gola sarebbero stati peggio!)
  • O la mia proverbiale ipotensione(i miei valori “normali” sono 80/55) si è resa presente anche in questa occasione (e meno male che si manifestata “solo” così e senza svenimenti vari!!)
Lo dico io… come me nessuna c’è!! ;-)

mercoledì 25 settembre 2013

Il "mio" Piccolo Posto

Quando il mio cuore si gonfia
di amarezze e brividi di paura,
di cedimenti e delusioni,
di emozioni implose e fragilità,
di gemiti e inquietudini,
di lividi e malinconie,
di oneri e preoccupazioni,
di ribellioni e stordimenti,
di tiepidezze e uggiosità,
di vibrazioni smorte

ARRIVA FORTE

come un desiderio represso
l’esplosione della valvola di sfogo…
e scorrono lacrime a fiotti…
e nelle vene scorre violenta la voglia di urlare al mondo…
…
Quando questo accade
Lui è pronto ad accogliermi senza giudicarmi
e lì, nel "mio" piccolo posto mi sento finalmente libera.
Libera di arrabbiarmi,
di gridare, di piangere,
di essere sola con me stessa
e con un’inquetudine
che non sempre riesce ad essere serena…

Lì mi lascio accarezzare dalla brezza
bagnare dagli spruzzi delle onde
e coccolare dal sole che fa capolino
tra nubi del cielo e quelle del mio cuore.

Il calore trasforma… rende diversi
E per esprimere questa VERITA’… non bastano le parole.

 
Ed eccolo… il “mio” Piccolo Posto!!


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mercoledì 18 settembre 2013

Poeti e Sognatori - II parte


Dopo giorni frenetici e parecchio movimentati al lavoro, eccomi tornata a postare. Come accennavo qualche settimana fa, anche quest’anno ho partecipato al concorso POETI E SOGNATORI. L’ho fatto senza presunzione e senza troppe pretese, semplicemente perché avevo nel cassetto una poesia che pensavo calzasse bene con uno dei temi della gara, e cioè Paesaggio, specchio dell’anima. Si perché IL MIO PICCOLO POSTO, una poesia in cui descrivo il rapporto con il “mio” scoglio, è proprio questo: un corpo a corpo… e un abbraccio… tra paesaggio e anima.

E quindi anche quest’anno ho stampato 7 copie della poesia, compilato la scheda di partecipazione, inserito tutto in una busta che stavolta, però, ho consegnato personalmente alla sede dell’Auser. Anche stavolta, per una sorta di scaramantica pudicizia, non ho detto a nessuno della mia partecipazione. Rogne al lavoro, poi, mi hanno distolto dal “pensiero concorso” almeno per un mese.

17 Agosto, ore 11. Squilla il telefono, è il Presidente dell'Auser ed io, anche quest’anno non lo riconosco subito. “ Sono C. la chiamo per comunicarle che… HA VINTO! Congratulazioni!”. “Ahh… grazie…” (passano gli anni ma io sempre ebete rimango!!) “Bene, ci vediamo allora sabato prossimo alle 21 agli Spazi Socio-Culturali”. “ Ah… sì… guardi, le faccio sapere… perché sabato sono di turno al lavoro!” (Ma sarò cretina?! Sono cose da dirsi?!) Vado nel pallone… e la telefonata si conclude con un cordiale imbarazzo da ambo le parti. Abbassata la cornetta, non posso più nascondere nulla a mia madre... glielo dico… ci rimane male per aver saputo solo adesso quel che ho fatto… Mi chiede di leggerle la poesia… lo faccio… ed un abbraccio fortissimo bagnato di lacrime… e un “sono fiera di te” stemperano il suo apparente malumore. Nei giorni seguenti, più volte mi risuonano nelle orecchie quelle parole “Ha vinto!”… ed io ancora non realizzo che questa cosa sia capitata proprio a me.

Arriva la sera di sabato 24 Agosto e la tanto temuta cerimonia di premiazione. Arrivo al giardino degli Spazi Socio-Culturali accompagnata da mamma e da un’amica di famiglia. Anche quest’anno ci sono abiti eleganti, lustrini e paillettes… anch’io sbrilluccico un po’, quel tanto che basta per non essere confusa con un albero di Natale. Chiedo informazioni agli organizzatori e mi viene detto che devo sedermi in prima fila. Saluto mamma e a passo sostenuto mi dirigo verso la mia poltroncina. Sto quasi arrivando, quando mi sento chiamare e pianto una frenata. Mi volto e scorgo l’Assessore alla Cultura – ancora lei - che mi dice: “Ciao!! Mi fa piacere ritrovarti ancora una volta tra i vincitori, sarebbe bello se fossi nuovamente io a premiarti!” “Grazie… magari!!”- la mia sconclusionata risposta. Mi siedo e faccio la conoscenza degli altri vincitori, signori e signore “over anta” già pluripremiati, anche in concorsi fuori dallo stretto, e con diversi libri di poesie già pubblicati… Mi sento piccola piccola e, per la verità, un po’ fuori luogo, e proprio non riesco a capacitarmi quando, due di loro, mi si avvicinano chiedendomi indirizzo e numero di telefono (incredibbile!! proprio ammè!!!) per invitarmi al concorso di poesia che la citta di Cefalù organizzerà in memoria del più grande poeta cefaludese, Domenico Portera. La mia mano sembra quella di un automa… scrivo i miei recapiti ma ancora non credo che quanto sta accadendo sia vero.

Finalmente, richiamati tutti all’ordine, ha inizio la serata. Intermezzi musicali si alternano alla lettura delle poesie e alla premiazione dei vincitori. Spero che la premiazione della mia sezione sia a inizio serata, non per andarmene via subito (o forse si!!), ma per togliermi il pensiero e per allentare una tensione che sta via via crescendo; scopro invece che la sezione Paesaggio, specchio dell’anima sarà proprio l’ultima ad essere premiata.

E’ quasi mezzanotte quando la presentatrice proclama IL MIO PICCOLO POSTO poesia vincitrice del primo premio nella sezione Paesaggio, specchio dell’anima, e chiede al presidente della giuria di leggere la relativa motivazione: “Nata per esprimere un paesaggio come specchio dell’anima, la lirica ritrae la personalità di una donna sensibile, con tutte le sfumature e le nuances di una femminilità introversa, spirituale e aperta al sublime. Le emozioni, attraverso implosioni ed esplosioni, con ricchezza nominale e doppia sostantivazione, scorrono nei versi fino alla consapevolezza dell’ultima strofa per cui IL CALORE TRASFORMA… RENDE DIVERSI / E PER ESPRIMERE QUESTA VERITA’… NON BASTANO LE PAROLE.”

Un boato di applausi e di “Brava!!” rompe il silenzio che, fino a qualche istante prima, regnava in quello spazio. Ho gli occhi lucidi e il cuore che batte all’impazzata: quelle parole mi hanno emozionato, quegli applausi e quell’apprezzamento così… “rumoroso” mi hanno un po’ intontito. Ed ecco che l’attrice Caterina Di Francesca,  già allieva di Proietti e Strehler, inizia a declamare la mia poesia. Sono tutta un fremito, ogni parola scandisce una vibrazione e uno stato d’animo… è come se stessi rivivendo sulla mia pelle i momenti che ho descritto. La declamazione sta quasi per finire quando, da una campagna lì vicino, partono dei fuochi d’artificio: è mezzanotte e si sta festeggiando un 18° compleanno. Ma tanto basta per far ripartire gli applausi e gli apprezzamenti.

La presentatrice chiama a ritirare il premio la “poetessa” B. Poetessa? A me? Fino a quel momento a ritirare i premi erano stati chiamati “l’autore o l’autrice” e adesso? Penso ad un errore e non mi scollo dalla mia poltroncina. Quando poi mi chiamano per nome e cognome, realizzo che è il mio momento. E’ ancora una volta l’Assessore alla Cultura a premiarmi: “E siamo a due!! Sono fiera di premiarti ancora una volta. Di premiare la tua timidezza e la tua sensibilità, la tua discrezione e il tuo modo di scrivere. Ho visto più di una persona con gli occhi lucidi e di questo ti ringrazio. Riuscire ad emozionare qualcuno è un dono grande: coltivalo, non abbandonarlo, non mollare!”

Cosa ricordo di quel che è successo dopo? Applausi, congratulazioni, abbracci, strette di mano, foto di rito (anche col Sindaco, visto che anche quest’anno sono stata l’unica concittadina premiata) e un invito. Un invito che mi ha riempita d’orgoglio: a leggere alcuni dei miei scritti in uno degli INCONTRI D’AUTUNNO che vedranno partecipare, a Cefalù, poeti affermati ed emergenti del comprensorio. Ho accettato. Ma a distanza di quasi un mese non riesco ancora a credere che quell’invito sia stato rivolto proprio a me.   Che ci volete fare? Sono proprio una tipa strana, ma strana forte!! ;-)

P.S. Il testo della poesia premiata… al prossimo post!


 

mercoledì 11 settembre 2013

L'abbraccio di un padre


Come vi ho già anticipato, eccovi la poesia con la quale 2 anni fa mi sono classificata terza al concorso Poeti e Sognatori.

Parla di un profumo inconfondibile

che è il Suo,

del calore di un battito

che in quell'istante magico

è solo per te,

di quella stretta tenera e forte

che avvolge e ripara,

rasserena e conforta,

sostiene e protegge.

 C'è chi dice

che il calore di quell'abbraccio

non lo si può spiegare,

che l'Amore che esso mette in circolo

non lo si può raccontare...

Probabile.

Ma non impossibile.

 ...

Immagina una mattina di Luglio, afosissima.

E un'Aula Magna, in tiro per una seduta di laurea

e affollatissima.

"Con i poteri che mi sono conferiti

la dichiaro Dottore in Giurisprudenza!"

Applausi.

 Immagina di voltarti

col desiderio di scorgere chi ami...

Ed ecco che

tra centinaia di volti e vissuti

spuntano due braccia,

aperte e accoglienti

come il colonnato del Bernini a S. Pietro.

 Eccole farsi strada tra la calca

incuranti di essere le sole

che hanno smesso anzitempo di applaudire,

solo per cercarti, 

trovarti

e stringerti

perchè quella vittoria non è solo tua...

In quella stretta fittissima

c'è spazio solo per voi

e per un sussurro:

"Fanculo alla bestia,

ce l'ho fatta a vederti laureare!"

 ...

 Immagina un pomeriggio di Luglio,

una chiesa e il tuo "Sì, lo voglio".

E lui è lì con te:

trepidante

felice

consapevole

...

 E in quell'abbraccio bagnato di lacrime,

mentre tutti vorrebbero congratularsi

e tu li ignori,

la percepisci tutta quella consapevolezza:

il vostro legame conoscerà un "dippiù"

perchè sarai TU

e quel ministero

a donargli il conforto e la serenità

che lo accompagneranno

fino all'ultimo giorno.

...

 Mi manca l'abbraccio di mio padre

mi manca la fisicità di quel gesto

ma se chiudo gli occhi...

...

quell'abbraccio è lì

marchiato a fuoco sulla pelle

come una stretta in fondo al cuore.


 

mercoledì 4 settembre 2013

Poeti e Sognatori - I Parte


Questa estate ho partecipato a POETI E SOGNATORI, un concorso di poesia che il mio Comune, in collaborazione con l'Auser, organizza ormai da 8 anni a questa parte. A dire il vero, lo avevo già fatto due anni fa. Ed è di quella esperienza che voglio parlarvi oggi... perchè si può comprendere appieno il presente solo avendo chiaro il passato! :-)

Dunque... Vi siete mai trovati in una situazione di perplessa incertezza mista a titubante indecisione? Avete mai ricevuto da un amico, un familiare, o chi altro volete voi, un colpo sulla spalla, accompagnato da un: "Ma daiiiiii! Se vuoi, puoi!"? Ecco, tutto ha avuto inizio così, un pomeriggio di Luglio del 2011, mentre smanettavo al pc. Già da qualche giorno avevo notato quel bando, quello della VI edizione del concorso POETI E SOGNATORI... lo avevo quasi imparato a memoria, negli intervalli della partita a ping pong tra la gemellina del "quasi quasi ci provo!" e quella del "ma lascia stare, ma chi te lo fa fare!"... Poi, quel 21 Luglio, a 24 ore o poco più dalla scadenza del termine per la presentazione dei lavori, mentre gli occhi erano ancora una volta incollati a quella pagina web... ecco quel colpo sulla spalla, quelle parole... E un brivido. Non c'era nessuno accanto a me.

Vi è mai capitato di sentirvi straconvinti e assolutamente certi del fatto vostro? Ebbene, straconvinta e forte della certezza che fosse papà a chiedermelo, ho stampato 7 copie di "quella" poesia (L'ABBRACCIO DI UN PADRE, che vi posterò presto), ho compilato la scheda di partecipazione, inserito tutto in una busta, che ho affrancato e imbucato. Erano le 19,30. Da quel momento, e per oltre un mese, la "pratica concorso" è stata messa nel dimenticatoio e non ne ho fatto parola con nessuno... anche perchè, intanto, era iniziata l'altra partita tra la gemellina scaramantica e quella per la quale avevo fatto il passo più lungo della gamba.

23 Agosto, ore 12,45. Squilla il telefono e il Presidente dell'Auser in persona mi comunica, congratulandosi, che sono tra i finalisti del concorso e mi da appuntamento alla domenica successiva per la premiazione. Vi è mai capitato di fare la figura degli ebeti perchè non riuscite a spiccicare una parola? Ecco, in quei 5 minuti di telefonata mi si è talmente rintronato il cervello che avrò detto una cinquantina di volte GRAZIE, ma nulla più. Abbassata la cornetta... salti e lacrime di gioia: ero arrivata in finale e c'ero arrivata con papà mio!! Per me il tempo si sarebbe potuto fermare in quel momento.

Troppa grazia!! Significava negare alle gemelline la rituale partita di ping pong... e questo non era possibile! E allora per 5 lunghissimi giorni ho alternato momenti di apparente nonchalance a momenti di "non ci voglio andare!"... momenti in cui leggevo e rileggevo la poesia per prepararmi alla lettura in pubblico e momenti in cui mi assaliva il terrore che lacrime e groppi in gola potessero giocarmi brutti scherzi.

E finalmente arriva la sera di domenica 28 Agosto. Arrivo al giardino degli Spazi Socio-Culturali accompagnata da mamma, fratello e cognata, ed è subito... DISAGIO!! Giiacche e cravatte, abiti eleganti, lustrini e paillettes, ed io... casual che più casual non si può! Con i miei ci dirigiamo verso l'ultima fila delle poltroncine in platea e con un NO secco metto a tacere mio fratello che mi chiede se non sia il caso che mi faccia vedere da qualcuno degli organizzatori. Durante l'attesa, sento che saranno due attori professionisti a declamare le poesie. E spontaneamente liberatorio fuoriesce un sospiro di sollievo.

Una voce al microfono chiama all'appello i 13 finalisti, invitandoli a salire sul palco e a sistemarsi di fronte alla giuria. Qualche minuto dopo, l'esibizione di una giovane soprano da' il via alla serata. E al mio incommensurabile desiderio che tutto finisca il più presto possibile. Mi sento fuori luogo e ogni muscolo del mio corpo svela questo disagio. E' trascorsa un'ora quando il Presidente dell'Auser comunica, con un misto di soddisfazione e di orgoglio, che il terzo posto della sezione Adulti/tema libero è di una concittadina. Mi guardo attorno. Non faccio in tempo a rendermi conto che gli altri finalisti son tutti forestieri, che sento il mio nome echeggiare in quell'aere che profuma di mare. Con le gambe che potrebbero cedere da un momento all'altro raggiungo il Presidente che mi stringe la mano e insieme ascoltiamo la motivazione del premio. "Attraverso sequenze poetiche cariche di rinvii evocativi e simbolici, l'autrice crea una forte intensità di toni e di atmosfere. L'ineffabile si traduce in poesia che tocca le corde dell'anima. A premere sullo spirito il peso delle assenze struggenti e delle perdite irreparabili che segnano la vita e la storia personale di qualsiasi umana avventura".

Non ci credo. Non riesco a credere che quelle parole siano rivolte a me e a quello scritto che era nato per essere solo mio. L'Assessore alla Cultura si avvicina e mi dice: "Sono fiera di premiarti perchè sei l'unica concittadina, per questa splendida motivazione e perchè so cosa c'è dietro. Congratulazioni". La ringrazio, prendo la targa, ma non ci credo ancora! Non sento nemmeno gli applausi di rito, vorrei solo sparire. Ma non si può: l'attore Vincenzo Giannone si appresta a declamare la mia poesia.

Provo a tranquillizzarmi, convinta che il più è fatto, ma l'ingenuità del principiante mi gioca un brutto scherzo. Perchè quella voce da' colore, sfumature e vibrazioni al mio scritto... il cuore è pizzicato nelle corde più intime... le barriere annientate... E silenziose scendono le lacrime.  Alla fine... un boato di applausi mi rimbambisce. Poi, l'abbraccio e il bacio del sindaco, anche lui in lacrime, e le sue parole: "Non potevi fare regalo più bello a papà", mi donano la gioia e la serenità che placano l'inquietudine.

Un'ora e mezza dopo, a fine serata ma senza neanche aspettare il rinfresco, vado via ad occhi bassi e passo sostenuto, volendo evitare gli appostamenti per i complimenti e le congratulazioni. Vado via perchè non vedo l'ora di tornare a casa per abbracciare quella foto e sentire... quanto è orgoglioso di me.


 

martedì 27 agosto 2013

Dicono di me...

Oggi voglio farmi conoscere attraverso le parole di tre persone che... mi conoscono abbastanza! :-)

Hai il grande difetto di non saper rinunciare ad amare.

Penso che tu sia come una colorata farfalla perchè mi dai l'impressione di cercare sempre di volare anche se piove o tira vento. Credo tu abbia faticato parecchio a riprenderti dalla morte del tuo papà perchè eri molto, molto, molto legata a lui ma credo anche che ti abbia dato le basi migliori per poter diventare una donna sensibile e che ha sempre un pensiero per tutti. E poi… hai una sorta di timidezza interiore, una specie di paura di non piacere e sbagli… insomma ti fai delle fisime per nulla!  :-)

Penso che tu sia una persona molto spesso insicura e fragile. La tua fragilità si manifesta spesso dai tuoi repentini cambi d'umore, i tuoi alti e bassi, le tue "sparizioni" e i tuoi ritorni improvvisi. Mi sembri una persona bella dentro che ha avuto molte delusioni dalla sua vita e che sta cercando di combatterle per ritrovare un po' di serenità. Hai un carattere un po' lunatico, ma non ti si può non voler bene e affezionarsi a te! :-)

domenica 18 agosto 2013

Ad occhi chiusi sull'altalena dei ricordi

Era bastata una mattinata in spiaggia per renderla un confetto da laurea; quella che le si prospettava davanti era una notte da "surci addumati". Aveva messo in pratica il vecchio rimedio dei bendaggi ghiacciati, che le aveva donato del sano refrigerio durante il suo primo sonno, ma ora quel brivido caldo l'aveva svegliata e provata.

Era un tizzone acceso. Tutto voleva fuorchè giacere in quel letto incandescente, a contemplare il soffitto e ascoltare le voci della notte. Aveva preso il suo cuscino e si era sdraiata per terra, aveva chiuso gli occhi provando a concentrarsi su pensieri positivi. E, soprattutto, freschi.

Inaspettata, una dolce brezza le accarezza il viso e le scompiglia i capelli. E si vede lì, a dondolarsi su quell'altalena rudimentale che il suo papà aveva legato ad un albero di ulivo. Alla piacevole sensazione di freschezza si accompagna un benessere generale che le stampa un sorriso sul volto.. sulla scena, ora, c'è anche suo padre e lei, che raggiante gli ripete: "Più forte papà, fammi volare!"

Quel dondolìo ora forte ora lieve, come un pendolo segna i rintocchi di un tempo felice... di una composizione ricca di note, in cui ogni nota è ricca di ricordi, ricca di VITA.

Come quando lui le insegna a fare il nodo e il doppio nodo alle scarpe... o le fa fare il cavalluccio... o le fa la "cicchirignola"... come quando lui le insegna a ballare il valzer e la mazurca e lei, di contro, lo trascina nei trenini dei veglioni di capodanno... come quando giocano a braccio di ferro, a carte o a dama e lei perde sempre... come quando non c'è scesa a Palermo senza panino con le panelle o con la milza "ngranciata"... come quando è un piacere vederli mangiare fave bollite pucciate nell'olio nuovo oppure pane, pomodoro, cipolla e ricotta salata...

Viaggia la mente sull'altalena dei ricordi, sospinta da una brezza che profuma di nostalgia e di dolce tenerezza. Ma lei sa che, quando sarà scesa da lì, la luce di quell'Amore resterà per sempre nei suoi occhi e nel suo cuore. 

sabato 10 agosto 2013

Notte di San Lorenzo

In questa notte fantastica

che tutto sembra possibile

mi ritrovo a naso insù

a contemplare quella porzione di Cielo

che fa sognare ad occhi aperti

per la sua bellezza infinita.

 E sono proiettata indietro nel tempo

alle estati dei campiscuola

e alle notti su quel terrazzo

in compagnia degli amici e delle stelle

quando a naso insù si cercavano le rotte del cielo

per scorgervi i desideri e i sogni che vi erano tracciati…

 In questa notte fantastica

come le stelle sento la nostalgia dell’infinito

vorrei aggrapparmi ad un desiderio

che però non ha la forza di arrivare dove io voglio.

…

E allora a naso insù

semplicemente perché

così mi sento più vicina a TE.

venerdì 2 agosto 2013

Pensierino dalle ferie

Solo chi vuol bene veramente

non rimane indifferente o disorientato dinanzi alle lacrime,

al mutismo, al chiudersi in se stesso dell’amico…

Solo chi vuol bene… e vuole il bene dell’altro…

riconosce il dolore celato dietro un sorriso,

la delusione celata dietro il silenzio e il distacco…

E comprende.

...

Comprende cosa è meglio per TE.

domenica 28 luglio 2013

In volo

Anima in volo nel cielo di questa vita.

Spirito ora libero

che vola coraggioso verso una meta,

ora smarrito e confuso

in cerca di qualcosa che riempia il cuore.

 L’orizzonte a volte basta così com’è

come una voglia che non ha bisogno di essere soddisfatta,

altre volte chiama e attira a sé

come un invito irrinunciabile.

E allora non si può fare altro

che spiccare un nuovo volo

alla ricerca di sè,

 del proprio tempo

e del proprio fine ultimo.

mercoledì 24 luglio 2013

Ricordando Saint-Exupéry...


"... E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante... Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..." (da Il Piccolo Principe)


Ho sempre dato tanta importanza ai legami. Quando tengo a qualcuno mi ci aggrappo come fa un bimbo quando riceve il regalo tanto atteso e desiderato... Ma quando i miei “punti di appiglio” barcollano in qualche modo… beh… barcollo anche io… e quella rosa che era stata addomesticata… che era stata parte in causa nella creazione di un legame… è come se perdesse colore e profumo… e insieme la voglia di continuare a donarli…


Ognuno di noi è responsabile dei legami che ha creato e di cui è parte. E responsabilità vuol dire che quel legame, quella persona, ci sta a cuore e per ciò stesso  vanno bandite la distrazione e la superficialità. Nessuno si salva da solo.


 

lunedì 22 luglio 2013

A modo mio... amo!

Inizio una nuova avventura... Come ogni "prima volta" che si rispetti si rende necessaria una presentazione... la faccio prendendo spunto da una canzone che per adesso ascolto spesso, A MODO MIO AMO di Annalisa... ed ecco il mio personalissimo... "a modo mio... amo"!



Amo l'AMORE donato e ricevuto... quello che si accoglie a piene mani e si custodisce come il più prezioso dei tesori.
Amo il buonumore... perché si spreca sin troppo tempo ad essere nubilosi!
Amo il coraggio e l'intraprendenza... perchè vola solo chi osa farlo!
Amo i desideri che si realizzano.
Amo le emozioni che fanno friccicare gli occhi e il cuore e ricordano quanto straordinaria è la vita!
Amo la fiducia... perchè a stare sulla difensiva non si va da nessuna parte!
Amo le gioie semplici che poi sono le più belle perchè mettono in circolo le sensazioni più vere.
Amo l'impegno operoso, quello che lascia il segno e porta frutto.
Amo il lavoro... quello che ti fa un'iniezione di autostima e dignità e ti fa rimanere a galla nel mare della "crisi".
Amo le motivazioni che accendono il sacro fuoco dell'entusiasmo, della propositività, della voglia di fare.
Amo le nascite... perchè la vita che dona la Vita è il miracolo più grande!
Amo i propositi fatti e realizzati.
Amo i quesiti che danno linfa alla curiosità e all'inquietudine della vita.
Amo le risate che fanno bene allo spirito e distendono le rughe.
Amo la buona salute... e la forte e fiduciosa speranza nella sofferenza.
Amo la tenerezza, perchè nessuno è così povero da non poterne donare o così ricco da poterne fare a meno!
Amo l'umorismo, perchè chi sa ridere di sè è un passo avanti!
Amo la verità da difendere e testimoniare con convinzione.
Amo le zavorre che si lasciano andare per volare alto!!