mercoledì 25 settembre 2013

Il "mio" Piccolo Posto

Quando il mio cuore si gonfia
di amarezze e brividi di paura,
di cedimenti e delusioni,
di emozioni implose e fragilità,
di gemiti e inquietudini,
di lividi e malinconie,
di oneri e preoccupazioni,
di ribellioni e stordimenti,
di tiepidezze e uggiosità,
di vibrazioni smorte

ARRIVA FORTE

come un desiderio represso
l’esplosione della valvola di sfogo…
e scorrono lacrime a fiotti…
e nelle vene scorre violenta la voglia di urlare al mondo…
…
Quando questo accade
Lui è pronto ad accogliermi senza giudicarmi
e lì, nel "mio" piccolo posto mi sento finalmente libera.
Libera di arrabbiarmi,
di gridare, di piangere,
di essere sola con me stessa
e con un’inquetudine
che non sempre riesce ad essere serena…

Lì mi lascio accarezzare dalla brezza
bagnare dagli spruzzi delle onde
e coccolare dal sole che fa capolino
tra nubi del cielo e quelle del mio cuore.

Il calore trasforma… rende diversi
E per esprimere questa VERITA’… non bastano le parole.

 
Ed eccolo… il “mio” Piccolo Posto!!


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mercoledì 18 settembre 2013

Poeti e Sognatori - II parte


Dopo giorni frenetici e parecchio movimentati al lavoro, eccomi tornata a postare. Come accennavo qualche settimana fa, anche quest’anno ho partecipato al concorso POETI E SOGNATORI. L’ho fatto senza presunzione e senza troppe pretese, semplicemente perché avevo nel cassetto una poesia che pensavo calzasse bene con uno dei temi della gara, e cioè Paesaggio, specchio dell’anima. Si perché IL MIO PICCOLO POSTO, una poesia in cui descrivo il rapporto con il “mio” scoglio, è proprio questo: un corpo a corpo… e un abbraccio… tra paesaggio e anima.

E quindi anche quest’anno ho stampato 7 copie della poesia, compilato la scheda di partecipazione, inserito tutto in una busta che stavolta, però, ho consegnato personalmente alla sede dell’Auser. Anche stavolta, per una sorta di scaramantica pudicizia, non ho detto a nessuno della mia partecipazione. Rogne al lavoro, poi, mi hanno distolto dal “pensiero concorso” almeno per un mese.

17 Agosto, ore 11. Squilla il telefono, è il Presidente dell'Auser ed io, anche quest’anno non lo riconosco subito. “ Sono C. la chiamo per comunicarle che… HA VINTO! Congratulazioni!”. “Ahh… grazie…” (passano gli anni ma io sempre ebete rimango!!) “Bene, ci vediamo allora sabato prossimo alle 21 agli Spazi Socio-Culturali”. “ Ah… sì… guardi, le faccio sapere… perché sabato sono di turno al lavoro!” (Ma sarò cretina?! Sono cose da dirsi?!) Vado nel pallone… e la telefonata si conclude con un cordiale imbarazzo da ambo le parti. Abbassata la cornetta, non posso più nascondere nulla a mia madre... glielo dico… ci rimane male per aver saputo solo adesso quel che ho fatto… Mi chiede di leggerle la poesia… lo faccio… ed un abbraccio fortissimo bagnato di lacrime… e un “sono fiera di te” stemperano il suo apparente malumore. Nei giorni seguenti, più volte mi risuonano nelle orecchie quelle parole “Ha vinto!”… ed io ancora non realizzo che questa cosa sia capitata proprio a me.

Arriva la sera di sabato 24 Agosto e la tanto temuta cerimonia di premiazione. Arrivo al giardino degli Spazi Socio-Culturali accompagnata da mamma e da un’amica di famiglia. Anche quest’anno ci sono abiti eleganti, lustrini e paillettes… anch’io sbrilluccico un po’, quel tanto che basta per non essere confusa con un albero di Natale. Chiedo informazioni agli organizzatori e mi viene detto che devo sedermi in prima fila. Saluto mamma e a passo sostenuto mi dirigo verso la mia poltroncina. Sto quasi arrivando, quando mi sento chiamare e pianto una frenata. Mi volto e scorgo l’Assessore alla Cultura – ancora lei - che mi dice: “Ciao!! Mi fa piacere ritrovarti ancora una volta tra i vincitori, sarebbe bello se fossi nuovamente io a premiarti!” “Grazie… magari!!”- la mia sconclusionata risposta. Mi siedo e faccio la conoscenza degli altri vincitori, signori e signore “over anta” già pluripremiati, anche in concorsi fuori dallo stretto, e con diversi libri di poesie già pubblicati… Mi sento piccola piccola e, per la verità, un po’ fuori luogo, e proprio non riesco a capacitarmi quando, due di loro, mi si avvicinano chiedendomi indirizzo e numero di telefono (incredibbile!! proprio ammè!!!) per invitarmi al concorso di poesia che la citta di Cefalù organizzerà in memoria del più grande poeta cefaludese, Domenico Portera. La mia mano sembra quella di un automa… scrivo i miei recapiti ma ancora non credo che quanto sta accadendo sia vero.

Finalmente, richiamati tutti all’ordine, ha inizio la serata. Intermezzi musicali si alternano alla lettura delle poesie e alla premiazione dei vincitori. Spero che la premiazione della mia sezione sia a inizio serata, non per andarmene via subito (o forse si!!), ma per togliermi il pensiero e per allentare una tensione che sta via via crescendo; scopro invece che la sezione Paesaggio, specchio dell’anima sarà proprio l’ultima ad essere premiata.

E’ quasi mezzanotte quando la presentatrice proclama IL MIO PICCOLO POSTO poesia vincitrice del primo premio nella sezione Paesaggio, specchio dell’anima, e chiede al presidente della giuria di leggere la relativa motivazione: “Nata per esprimere un paesaggio come specchio dell’anima, la lirica ritrae la personalità di una donna sensibile, con tutte le sfumature e le nuances di una femminilità introversa, spirituale e aperta al sublime. Le emozioni, attraverso implosioni ed esplosioni, con ricchezza nominale e doppia sostantivazione, scorrono nei versi fino alla consapevolezza dell’ultima strofa per cui IL CALORE TRASFORMA… RENDE DIVERSI / E PER ESPRIMERE QUESTA VERITA’… NON BASTANO LE PAROLE.”

Un boato di applausi e di “Brava!!” rompe il silenzio che, fino a qualche istante prima, regnava in quello spazio. Ho gli occhi lucidi e il cuore che batte all’impazzata: quelle parole mi hanno emozionato, quegli applausi e quell’apprezzamento così… “rumoroso” mi hanno un po’ intontito. Ed ecco che l’attrice Caterina Di Francesca,  già allieva di Proietti e Strehler, inizia a declamare la mia poesia. Sono tutta un fremito, ogni parola scandisce una vibrazione e uno stato d’animo… è come se stessi rivivendo sulla mia pelle i momenti che ho descritto. La declamazione sta quasi per finire quando, da una campagna lì vicino, partono dei fuochi d’artificio: è mezzanotte e si sta festeggiando un 18° compleanno. Ma tanto basta per far ripartire gli applausi e gli apprezzamenti.

La presentatrice chiama a ritirare il premio la “poetessa” B. Poetessa? A me? Fino a quel momento a ritirare i premi erano stati chiamati “l’autore o l’autrice” e adesso? Penso ad un errore e non mi scollo dalla mia poltroncina. Quando poi mi chiamano per nome e cognome, realizzo che è il mio momento. E’ ancora una volta l’Assessore alla Cultura a premiarmi: “E siamo a due!! Sono fiera di premiarti ancora una volta. Di premiare la tua timidezza e la tua sensibilità, la tua discrezione e il tuo modo di scrivere. Ho visto più di una persona con gli occhi lucidi e di questo ti ringrazio. Riuscire ad emozionare qualcuno è un dono grande: coltivalo, non abbandonarlo, non mollare!”

Cosa ricordo di quel che è successo dopo? Applausi, congratulazioni, abbracci, strette di mano, foto di rito (anche col Sindaco, visto che anche quest’anno sono stata l’unica concittadina premiata) e un invito. Un invito che mi ha riempita d’orgoglio: a leggere alcuni dei miei scritti in uno degli INCONTRI D’AUTUNNO che vedranno partecipare, a Cefalù, poeti affermati ed emergenti del comprensorio. Ho accettato. Ma a distanza di quasi un mese non riesco ancora a credere che quell’invito sia stato rivolto proprio a me.   Che ci volete fare? Sono proprio una tipa strana, ma strana forte!! ;-)

P.S. Il testo della poesia premiata… al prossimo post!


 

mercoledì 11 settembre 2013

L'abbraccio di un padre


Come vi ho già anticipato, eccovi la poesia con la quale 2 anni fa mi sono classificata terza al concorso Poeti e Sognatori.

Parla di un profumo inconfondibile

che è il Suo,

del calore di un battito

che in quell'istante magico

è solo per te,

di quella stretta tenera e forte

che avvolge e ripara,

rasserena e conforta,

sostiene e protegge.

 C'è chi dice

che il calore di quell'abbraccio

non lo si può spiegare,

che l'Amore che esso mette in circolo

non lo si può raccontare...

Probabile.

Ma non impossibile.

 ...

Immagina una mattina di Luglio, afosissima.

E un'Aula Magna, in tiro per una seduta di laurea

e affollatissima.

"Con i poteri che mi sono conferiti

la dichiaro Dottore in Giurisprudenza!"

Applausi.

 Immagina di voltarti

col desiderio di scorgere chi ami...

Ed ecco che

tra centinaia di volti e vissuti

spuntano due braccia,

aperte e accoglienti

come il colonnato del Bernini a S. Pietro.

 Eccole farsi strada tra la calca

incuranti di essere le sole

che hanno smesso anzitempo di applaudire,

solo per cercarti, 

trovarti

e stringerti

perchè quella vittoria non è solo tua...

In quella stretta fittissima

c'è spazio solo per voi

e per un sussurro:

"Fanculo alla bestia,

ce l'ho fatta a vederti laureare!"

 ...

 Immagina un pomeriggio di Luglio,

una chiesa e il tuo "Sì, lo voglio".

E lui è lì con te:

trepidante

felice

consapevole

...

 E in quell'abbraccio bagnato di lacrime,

mentre tutti vorrebbero congratularsi

e tu li ignori,

la percepisci tutta quella consapevolezza:

il vostro legame conoscerà un "dippiù"

perchè sarai TU

e quel ministero

a donargli il conforto e la serenità

che lo accompagneranno

fino all'ultimo giorno.

...

 Mi manca l'abbraccio di mio padre

mi manca la fisicità di quel gesto

ma se chiudo gli occhi...

...

quell'abbraccio è lì

marchiato a fuoco sulla pelle

come una stretta in fondo al cuore.


 

mercoledì 4 settembre 2013

Poeti e Sognatori - I Parte


Questa estate ho partecipato a POETI E SOGNATORI, un concorso di poesia che il mio Comune, in collaborazione con l'Auser, organizza ormai da 8 anni a questa parte. A dire il vero, lo avevo già fatto due anni fa. Ed è di quella esperienza che voglio parlarvi oggi... perchè si può comprendere appieno il presente solo avendo chiaro il passato! :-)

Dunque... Vi siete mai trovati in una situazione di perplessa incertezza mista a titubante indecisione? Avete mai ricevuto da un amico, un familiare, o chi altro volete voi, un colpo sulla spalla, accompagnato da un: "Ma daiiiiii! Se vuoi, puoi!"? Ecco, tutto ha avuto inizio così, un pomeriggio di Luglio del 2011, mentre smanettavo al pc. Già da qualche giorno avevo notato quel bando, quello della VI edizione del concorso POETI E SOGNATORI... lo avevo quasi imparato a memoria, negli intervalli della partita a ping pong tra la gemellina del "quasi quasi ci provo!" e quella del "ma lascia stare, ma chi te lo fa fare!"... Poi, quel 21 Luglio, a 24 ore o poco più dalla scadenza del termine per la presentazione dei lavori, mentre gli occhi erano ancora una volta incollati a quella pagina web... ecco quel colpo sulla spalla, quelle parole... E un brivido. Non c'era nessuno accanto a me.

Vi è mai capitato di sentirvi straconvinti e assolutamente certi del fatto vostro? Ebbene, straconvinta e forte della certezza che fosse papà a chiedermelo, ho stampato 7 copie di "quella" poesia (L'ABBRACCIO DI UN PADRE, che vi posterò presto), ho compilato la scheda di partecipazione, inserito tutto in una busta, che ho affrancato e imbucato. Erano le 19,30. Da quel momento, e per oltre un mese, la "pratica concorso" è stata messa nel dimenticatoio e non ne ho fatto parola con nessuno... anche perchè, intanto, era iniziata l'altra partita tra la gemellina scaramantica e quella per la quale avevo fatto il passo più lungo della gamba.

23 Agosto, ore 12,45. Squilla il telefono e il Presidente dell'Auser in persona mi comunica, congratulandosi, che sono tra i finalisti del concorso e mi da appuntamento alla domenica successiva per la premiazione. Vi è mai capitato di fare la figura degli ebeti perchè non riuscite a spiccicare una parola? Ecco, in quei 5 minuti di telefonata mi si è talmente rintronato il cervello che avrò detto una cinquantina di volte GRAZIE, ma nulla più. Abbassata la cornetta... salti e lacrime di gioia: ero arrivata in finale e c'ero arrivata con papà mio!! Per me il tempo si sarebbe potuto fermare in quel momento.

Troppa grazia!! Significava negare alle gemelline la rituale partita di ping pong... e questo non era possibile! E allora per 5 lunghissimi giorni ho alternato momenti di apparente nonchalance a momenti di "non ci voglio andare!"... momenti in cui leggevo e rileggevo la poesia per prepararmi alla lettura in pubblico e momenti in cui mi assaliva il terrore che lacrime e groppi in gola potessero giocarmi brutti scherzi.

E finalmente arriva la sera di domenica 28 Agosto. Arrivo al giardino degli Spazi Socio-Culturali accompagnata da mamma, fratello e cognata, ed è subito... DISAGIO!! Giiacche e cravatte, abiti eleganti, lustrini e paillettes, ed io... casual che più casual non si può! Con i miei ci dirigiamo verso l'ultima fila delle poltroncine in platea e con un NO secco metto a tacere mio fratello che mi chiede se non sia il caso che mi faccia vedere da qualcuno degli organizzatori. Durante l'attesa, sento che saranno due attori professionisti a declamare le poesie. E spontaneamente liberatorio fuoriesce un sospiro di sollievo.

Una voce al microfono chiama all'appello i 13 finalisti, invitandoli a salire sul palco e a sistemarsi di fronte alla giuria. Qualche minuto dopo, l'esibizione di una giovane soprano da' il via alla serata. E al mio incommensurabile desiderio che tutto finisca il più presto possibile. Mi sento fuori luogo e ogni muscolo del mio corpo svela questo disagio. E' trascorsa un'ora quando il Presidente dell'Auser comunica, con un misto di soddisfazione e di orgoglio, che il terzo posto della sezione Adulti/tema libero è di una concittadina. Mi guardo attorno. Non faccio in tempo a rendermi conto che gli altri finalisti son tutti forestieri, che sento il mio nome echeggiare in quell'aere che profuma di mare. Con le gambe che potrebbero cedere da un momento all'altro raggiungo il Presidente che mi stringe la mano e insieme ascoltiamo la motivazione del premio. "Attraverso sequenze poetiche cariche di rinvii evocativi e simbolici, l'autrice crea una forte intensità di toni e di atmosfere. L'ineffabile si traduce in poesia che tocca le corde dell'anima. A premere sullo spirito il peso delle assenze struggenti e delle perdite irreparabili che segnano la vita e la storia personale di qualsiasi umana avventura".

Non ci credo. Non riesco a credere che quelle parole siano rivolte a me e a quello scritto che era nato per essere solo mio. L'Assessore alla Cultura si avvicina e mi dice: "Sono fiera di premiarti perchè sei l'unica concittadina, per questa splendida motivazione e perchè so cosa c'è dietro. Congratulazioni". La ringrazio, prendo la targa, ma non ci credo ancora! Non sento nemmeno gli applausi di rito, vorrei solo sparire. Ma non si può: l'attore Vincenzo Giannone si appresta a declamare la mia poesia.

Provo a tranquillizzarmi, convinta che il più è fatto, ma l'ingenuità del principiante mi gioca un brutto scherzo. Perchè quella voce da' colore, sfumature e vibrazioni al mio scritto... il cuore è pizzicato nelle corde più intime... le barriere annientate... E silenziose scendono le lacrime.  Alla fine... un boato di applausi mi rimbambisce. Poi, l'abbraccio e il bacio del sindaco, anche lui in lacrime, e le sue parole: "Non potevi fare regalo più bello a papà", mi donano la gioia e la serenità che placano l'inquietudine.

Un'ora e mezza dopo, a fine serata ma senza neanche aspettare il rinfresco, vado via ad occhi bassi e passo sostenuto, volendo evitare gli appostamenti per i complimenti e le congratulazioni. Vado via perchè non vedo l'ora di tornare a casa per abbracciare quella foto e sentire... quanto è orgoglioso di me.