giovedì 25 settembre 2014

La volpe e il picchio esaudisci desideri

Sui pendii di Piano delle Fate viveva uno splendido esemplare di volpe rossa. Era snella, con le orecchie grandi e dritte, il muso appuntito e la folta coda rossiccia con sfumature nere. Da qualche giorno non riusciva a catturare qualcosa di cui cibarsi e la sua proverbiale furbizia era messa a dura prova. Girovagando qua e là notò un picchio intento a picchiettare ritmicamente la robusta corteccia di un albero. "Almeno mi calmerà i morsi della fame" - pensò la volpe. Presagendo il pericolo, il picchio cercò di prendere tempo. "Ciao! Cosa fai? Cosa Cerchi?” “Cerco da mangiare - rispose la volpe- e tu mi sembri proprio un' ottima preda!” “Non credo proprio sai - ribattè il picchio. Puoi fare di meglio: esprimi un desiderio su quello che vorresti mangiare, ed io lo esaudirò”! “Questa poi – disse la volpe - non si è mai visto un picchio che esaudisce i desideri… Sono affamata, mica scema!” “Prova a fidarti – le disse il picchio – non voglio prenderti in giro!” “Mah… vediamo un po’ che sai fare… Io ho voglia di pane… e anche di salame!!" – esclamò la volpe.


Il picchio volò verso il sentiero che conduceva in paese e intravide Bianca, la moglie del fornaio, che si preparava a fare le consegne. La raggiunse e iniziò a picchiettare insistentemente sul vetro del furgoncino del panificio. “Ma guarda un po’ sto picchio, proprio qui doveva venire?”- esclamò infastidita la donna- Adesso ti faccio vedere io!” Scese dal furgoncino, ma l’uccellino cominciò a prendere di mira prima i suoi capelli, poi il grembiule, poi le scarpe… La donna si contorceva di qua e di là per cacciarlo, ma non ci riuscì. Anzi, approfittando di un suo momento di distrazione, e della portiera che la donna aveva lasciato aperta, il picchio riuscì a sottrarre dal furgoncino una rosetta e tornò dalla volpe. “Beh? Hai esaudito solo metà del mio desiderio, non sei poi così bravo!”- lo apostrofò l’animale. “Volpe di poca fede!” – replicò il picchio. “Aspetta e vedrai!”


Tornò sul sentiero e vide Sebastiano, il figlio di un allevatore del luogo, che stava portando in macelleria un cesto con alcuni dei salami e delle salsicce che il suo papà preparava. Volò in picchiata verso di lui e il bambino, non capendo cosa fosse, per evitare l’impatto lasciò andare il cesto e si portò le mani sulla testa. Era quello che il picchio voleva!! Arrivato vicinissimo a Sebastiano, infatti, l’uccellino cambiò direzione, si posò sul cesto e riuscì ad imbeccare un piccolo salamino. Poi volò via verso la volpe, ancora incredula per quello che aveva visto.


"Spero che adesso mi crederai – le disse il picchio – e farai a meno di me per il tuo pranzo”. La volpe, troppo intenta a leccarsi i baffi per tanta bontà, disse solo: “Ti sei meritato la libertà" e continuò a mangiare, senza curarsi del picchio che, nel frattempo, era volato via lontano.

giovedì 18 settembre 2014

Settembre

Scorrono sul calendario stagioni
e attimi di eternità pregni di sensazioni:
i timori che non vorrei svelare mai
e le timidezze note ai più...
le maree delle mie inquietudini,
i brividi delle mie insicurezze...
le foglie gialle regalate
e quelle relegate nell'eco della mia coscienza.

lunedì 8 settembre 2014

Una voce

Registrata in un filmato o su un nastro,


ormeggiata sulla riva dei ricordi,


basta evocarla, ascoltarla


e il cuore sussulta, tra lacrime e sorrisi,


ritrosie e slanci generosi,


timidezza e tenerezza,


ornamento di una voce che si fa presenza.


 Beato chi sa ascoltare


emozionandosi, la voce e l'anima delle persone,


ridere delle sorprese della vita e


timidamente ripercorrerle nei pensieri


o nelle immagini che le hanno accompagnate...


...


Novello stordimento di chi mai saprà


se è stato solo un sogno o se è realtà.

lunedì 1 settembre 2014

5 anni

5 anni fa, all'incirca a quest'ora, yeasty_waves iniziava la sua avventura nella blogosfera col suo Serenamente Inquieta.


Oggi Serenamente Inquieta c'è ancora, ma non c'è più yesty_waves, nè nessuno degli altri nicknames che nel tempo si sono succeduti. C'è Calo, una Calo un tantino più forte e consapevole, col suo cuore alato ricamato di cicatrici. Una Calo cresciuta e grata a questo spazio e a chi lo ha riempito del dono di sè.


E' stato liberatorio per me trovare rifugio tra queste pagine nel tentativo di "far sfiatare" il caos che avevo dentro e tornare a riappropriarmi del senso della mia vita. Ed è stato profondamente arricchente farlo con compagni di viaggio cui devo tanto e che porto nel cuore. A tutti e a ciascuno:



GRAZIE e... AD MAIORA!