martedì 29 marzo 2016

Latitanza & Work in progress...

Entro nel blog e mi rendo conto che è da un po' che non bazzico da queste parti.
Per la verità... bazzicare ho bazzicato... ma ho postato poco e niente.
Non è lagnusìa o mancanza di ispirazione... io la chiamo, piuttosto, latitanza da "Associazione a condividere - progettare - realizzare di stampo affettuoso"... che altro non è che il segretissimo piano, che coinvolge me, mio fratello e mia cognata, nell'organizzazione della festa a sorpresa per i 70 anni di Mamma.
Il locale è prenotato, il bouquet e le torte (due, una per la festa noi quattro e l'altra per la festa a sorpresa) pure, parenti e amici avvisati per tempo.
Adesso è questione di dettagli da definire e di silenzio da mantenere (fino ad ora non ha sospettato nulla e non vogliamo farci sgamare proprio alla fine!).
Incrociate le dita per noi! Ci risentiamo per raccontarvi tutto! :-)

sabato 19 marzo 2016

Ricordi e lacrime di silenzio

Ecco! Ora magari passerò per una dai gusti musicali "antichi". E chissenefrega!!
Ho sempre amato questa canzone. L'ho ascoltata, cantata, ballata.
E in giorni come questo... le permetto di scandire, scorrendolo, il pentagramma dei ricordi... di arrivare alle porte del cuore... e lì suonare lacrime di silenzio.
 
 
 

 
 
Auguri Papà!

domenica 13 marzo 2016

A volte mi butta così

A volte sento il bisogno di chiudermi in me stessa... per ascoltarmi, provare a capirmi, volermi bene in questo farmi bene.

Altre volte... mi chiudo a doppia mandata, getto la chiave in un pantano di solitudine e me ne sto rannicchiata in un cantuccio, dentro a paure che bagnano il volto e i pensieri e graffiano ogni angolo di me.

A volte mi butta così. Soprattutto quando il Cielo versa lacrime di nubilosa tristezza.

domenica 6 marzo 2016

Matilde


E' un'arzilla, simpatica e chiacchierona donnina di quasi 86 anni. E' una degli ammalati che ho incontrato e imparato a conoscere grazie al mio servizio di Ministro Straordinario della Comunione.

Il mese scorso è caduta in casa, ha riportato una lesione al femore, è stata operata ed è rimasta 20 giorni in ospedale. Più volte mi ha mandato i suoi saluti, col parroco e con alcuni parenti miei vicini di casa, sempre aggiungendo “perché io le voglio troppo bene a quella ragazza!”. Mi è spiaciuto non essere riuscita ad andare a trovarla in ospedale ma, guarda caso, i giorni della sua degenza sono stati quelli in cui io ero a letto con la bronchite.

E' stata dimessa ed io mi sono ripresa. Ieri, finalmente, sono andata a trovarla. Finalmente perché c'ero già andata due volte ma non mi aveva aperto nessuno. Matilde vive da sola. Non ha parenti prossimi. In questo periodo che è ancora allettata si prende cura di lei un nipote che le prepara i pasti e l'assiste durante gli stessi. Lui ha le chiavi di casa ed è lui che concorda, in base ai suoi orari e alla sua disponibilità, gli interventi della signora delle pulizie e le visite dei ragazzi del servizio civile che si occupano di farle la spesa e di acquistarle i medicinali.

Evidentemente, le due volte precedenti avevo sbagliato orario!

Mercoledì scorso però, ad una riunione dei Ministri Straordinari, ho avvicinato la signora che attualmente le porta la Comunione e le ho chiesto se fosse già andata da Matilde da quando era stata dimessa. “Sì, mi sono messa d'accordo con suo nipote! Lui mi da un orario, viene, mi apre la casa e poi ritorna una volta che il rito è concluso”.

Colgo la palla al balzo e mi auto-invito per accompagnare la signora e poter così far visita a Matilde. Arriva ieri e alle 16,30 varco in silenzio e per ultima quella porta. La signora saluta Matilde, le chiede come sta e le dice di averle portato una sorpresa. “Mamma mia che bello! Sarà mica Calogera?!?”

La signora sbianca per l'imbarazzo di essere stata sgamata. Imbarazzata lo sono pure io per l'affetto e il bene grande che Matilde mi vuole e mi esterna, perché così forte e bello non lo ha mai esternato a quella che adesso è il suo nuovo Ministro Straordinario della Comunione. Entro nella camera da letto e… “ Calogera! Amore mio, bella mia! Che bello che sei venuta! Quanto sono felice!Quanto ti voglio bene!” Mi avvicino per salutarla e abbracciarla. Restiamo così, strette e felici, per dieci minuti. Con Matilde che ripete ininterrottamente la sua la sua felicità e il suo volermi bene e la signora che richiama Matilde all'ordine perché deve fare la Comunione…

...
Fa' il bene e scordatene. Gioirai quando ti tornerà indietro centuplicato, in due occhi sfavillantemente sorridenti e grati