martedì 27 marzo 2018

Sembra una barzelletta, ma è l'amara verità

Sono stati giorni un po' frenetici. Martedì 13 arriva una telefonata dall'Ospedale Civico di Palermo: la lista è finalmente scorsa ed è arrivato, per mamma, il momento della crioablazione cardiaca. Ci contattano per informarci che dovremo presentarci mercoledì 21 per il pre-ricovero e gli esami di rito e poi martedì 27 per l'ospedalizzazione e l'intervento. Ci mettiamo un po' per riprenderci da una telefonata che, per la verità, non ci aspettiamo più dopo 1 anno e mezzo di attesa... poi iniziamo a preparare il tutto, documentazione varia ed effetti personali compresi.
Ci presentiamo giorno 21 per il pre-ricovero (che va bene, nonostante i 4 buchi fatti a mamma per il prelievo e le sue braccia che assumono da subito un color melanzana) e ci rinviano ad oggi, dicendo che alle 8 dobbiamo essere in ospedale.
Ieri, nonostante qualcosa l'avessi già chiesta, e comunque per non sbagliare, chiamo in ospedale, dico chi sono e che mia madre domani deve essere operata e chiedo quali farmaci deve sospendere e quali invece può continuare; mi rispondono cortesemente e mi salutano con un "a domani".
Oggi sveglia alle 5, viaggio in ansia, arrivo a Palermo alle 7,45, Ci presentiamo all'accettazione, ci dicono di attendere. Sfilano davanti ai nostri occhi diversi pazienti da ricoverare, chiamano tutti ma non mamma. Ad un certo punto chiamano il suo cognome, ma non è lei che vogliono... in realtà hanno bisogno di parlare con un parente. Mi faccio avanti, mi portano in amministrazione e con una faccia da culo (scusate il francesismo, ma quanno ce vò ce vò!) mi dicono: " Ma a lei chi gliel'ha detto che l'intervento di sua madre è oggi? Qui non risulta, dal computer risulta una posizione in stand-by!" Barcollo. "Chi me lo ha detto? Lei!" E lì a snocciolargli parola per parola la telefonata del 13/03, la conversazione vis-à-vis del 21/03 e la telefonata di ieri. "No... sa... io sono mancato nei giorni scorsi... deve essersi creato un esubero degli interventi calendarizzati... evidentemente chi mi ha sostituito, ha spostato la mamma ed altre due persone dimenticando di avvisarvi". "Ammesso e non concesso che tali dimenticanze NON DOVREBBERO ESISTERE, ma IO ieri ho telefonato, che ci voleva ad avvisarmi?" "Lo so, signora, mi scusi, ma ormai il danno è fatto. Oggi non possiamo proprio far nulla. Vi richiameremo dopo Pasqua". Ho lo stomaco sfondato dal nervoso, ma non ce la faccio a replicare. Devo trovare le parole per dirlo a mamma.... per raccontarle quella che sembra una barzelletta ma è l'amara verità.
Inutile dire come ci è rimasta...
 

lunedì 19 marzo 2018

Papino

Papino. Un diminutivo che riempie la bocca, le orecchie, le braccia, il cuore, la Vita. Un diminutivo che sa di affetto, confidenza, intimità traboccanti... che racconta di una presenza, che é presente con te e in te, e dà ragione al tuo stesso esserci... semplicemente amandoti.
 
Buona Festa del Papà e Buon Onomastico, Papino mio!

lunedì 12 marzo 2018

E mi dà gioia

... E mi dà gioia questo pensare,
questo cercare, questo assemblare,
questo fare di cure e cuore
in cui mie son le mani
ma il motore è l'Amore...
Pensiero estemporaneo mentre sto preparando i "regalini pasquali" per i bimbi del catechismo e per i miei ammalati...

giovedì 8 marzo 2018

Libri 2018 - Reading in progress

Torno dopo quasi un mese su queste sponde e lo faccio con un post... inusuale! Sì perché quest'anno ho deciso che parlerò delle mie letture NON in un unico post a fine anno, ma in itinere, periodicamente e, quindi, in più post. Cosa mi ha spinto a questo cambiamento di rotta? Forse la volontà e il bisogno di... battere il ferro finché è caldo ;-)
 
Allora... Ho iniziato il mio ciclo di letture del nuovo anno, con LA GHOSTWRITER DI BABBO NATALE, un racconto di e con Vani Sarca, la “non convenzionale creatura letteraria” dell'eclettica Alice Basso. Una storia divertente ma non stucchevole, letta in piacevole spensieratezza.
 
E' stata poi la volta di SONO PURI I LORO SOGNI di Matteo Bussola. Non sono un genitore e nemmeno un'insegnante. Ma avendo a che fare, quasi quotidianamente, con lo straordinario mondo dei ragazzi… con i loro genitori e i loro insegnanti… mi sento di consigliare la lettura di questa “lettera”… non foss'altro per un comune senso del… buonsenso! ;-)
 
E' poi arrivato SE MI TORNASSI QUESTA SERA ACCANTO di Carmen Pellegrino. Un romanzo che racconta di conflitti… tra tradizione e modernità… tra genitori e figli… e della distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli essere umani con legami di sangue.  Protagonista è Lulù che, dopo anni di rinunce, privazioni, infelicità, decide che è arrivato il momento di liberarsi dalla stretta di una madre perduta nella sua demenza e di un padre visionario ed ottuso. E se ne va,... decisa a non tornare più.  Lui incassa il colpo. Ma inizia a scriverle. Ed affida al fiume le sue lettere per lei… lettere da cui traspare la consapevolezza di non essere riuscito a dimostrarle quanto l’ha amata e quanto l’ama, il rimpianto di non aver tenuto in considerazione i suoi desideri e le sue necessità e di averla privata della possibilità di realizzarsi e di essere felice. E mentre la narrazione scava nella “riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta”… Lulù, grazie all'esperienza dell'altro da sé, elabora una nuova consapevolezza e tenta una possibile riconciliazione.
 
Quest'anno, "per non dimenticare" mi sono regalata IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris. La storia vera di Lale e Gita e di un Amore, più forte della morte e dell'inferno di odio e violenza che é stato Auschwitz... rievocata con nitida e inquietante luciditá da uno dei protagonisti... in un libro dolorosamente drammatico e coinvolgente che squassa le fondamenta dell'anima. Assolutamente da leggere e meditare!
 
Dulcis in fundo è arrivato IL CANTO DELLA PIANURA di Kent Haruf. Sono tornata a questo scrittore dopo aver letto e amato LE NOSTRE ANIME DI NOTTE, ed è stato come immergermi in una quotidianità, ora dura e nera, ora lieve e luminosa, ma sempre con il comune denominatore della solitudine… come incontrare ed essere compartecipe di tante vite, a loro modo diversamente spezzate, che sembra non abbiano possibilità alcuna di riscatto e di rinascita ed invece trovano nel coraggio di voler bene a qualcuno il Senso di una nuova occasione, di un nuovo inizio.
Penso proprio che il “protagonista forte” (anche se non in carne ed ossa!) del romanzo sia il desiderio di bene, quello che porta a sperare contro ogni speranza, a tendere una mano, ad aprirsi ad un'insperata e generosa solidarietà. E Maggie, Tom, Ike, Bobby, Victoria, Harold e Raymond sono voci che riecheggiano di questo desiderio, incarnandolo nel proprio sé e rendendone partecipe il lettore. Anche stavolta Kent Haruf non si è smentito!
 
Ecco, per adesso è tutto. Non anticipo nulla sul libro che ho appena iniziato... dico solo che me lo sto gustando moooooolto lentamente, lasciando che mi lavori dentro. :-)