Dopo giorni frenetici e parecchio movimentati al lavoro, eccomi tornata a postare. Come accennavo qualche settimana fa, anche quest’anno ho partecipato al concorso POETI E SOGNATORI. L’ho fatto senza presunzione e senza troppe pretese, semplicemente perché avevo nel cassetto una poesia che pensavo calzasse bene con uno dei temi della gara, e cioè Paesaggio, specchio dell’anima. Si perché IL MIO PICCOLO POSTO, una poesia in cui descrivo il rapporto con il “mio” scoglio, è proprio questo: un corpo a corpo… e un abbraccio… tra paesaggio e anima.
E quindi anche quest’anno ho stampato 7 copie della poesia, compilato la scheda di partecipazione, inserito tutto in una busta che stavolta, però, ho consegnato personalmente alla sede dell’Auser. Anche stavolta, per una sorta di scaramantica pudicizia, non ho detto a nessuno della mia partecipazione. Rogne al lavoro, poi, mi hanno distolto dal “pensiero concorso” almeno per un mese.
17 Agosto, ore 11. Squilla il telefono, è il Presidente dell'Auser ed io, anche quest’anno non lo riconosco subito. “ Sono C. la chiamo per comunicarle che… HA VINTO! Congratulazioni!”. “Ahh… grazie…” (passano gli anni ma io sempre ebete rimango!!) “Bene, ci vediamo allora sabato prossimo alle 21 agli Spazi Socio-Culturali”. “ Ah… sì… guardi, le faccio sapere… perché sabato sono di turno al lavoro!” (Ma sarò cretina?! Sono cose da dirsi?!) Vado nel pallone… e la telefonata si conclude con un cordiale imbarazzo da ambo le parti. Abbassata la cornetta, non posso più nascondere nulla a mia madre... glielo dico… ci rimane male per aver saputo solo adesso quel che ho fatto… Mi chiede di leggerle la poesia… lo faccio… ed un abbraccio fortissimo bagnato di lacrime… e un “sono fiera di te” stemperano il suo apparente malumore. Nei giorni seguenti, più volte mi risuonano nelle orecchie quelle parole “Ha vinto!”… ed io ancora non realizzo che questa cosa sia capitata proprio a me.
Arriva la sera di sabato 24 Agosto e la tanto temuta cerimonia di premiazione. Arrivo al giardino degli Spazi Socio-Culturali accompagnata da mamma e da un’amica di famiglia. Anche quest’anno ci sono abiti eleganti, lustrini e paillettes… anch’io sbrilluccico un po’, quel tanto che basta per non essere confusa con un albero di Natale. Chiedo informazioni agli organizzatori e mi viene detto che devo sedermi in prima fila. Saluto mamma e a passo sostenuto mi dirigo verso la mia poltroncina. Sto quasi arrivando, quando mi sento chiamare e pianto una frenata. Mi volto e scorgo l’Assessore alla Cultura – ancora lei - che mi dice: “Ciao!! Mi fa piacere ritrovarti ancora una volta tra i vincitori, sarebbe bello se fossi nuovamente io a premiarti!” “Grazie… magari!!”- la mia sconclusionata risposta. Mi siedo e faccio la conoscenza degli altri vincitori, signori e signore “over anta” già pluripremiati, anche in concorsi fuori dallo stretto, e con diversi libri di poesie già pubblicati… Mi sento piccola piccola e, per la verità, un po’ fuori luogo, e proprio non riesco a capacitarmi quando, due di loro, mi si avvicinano chiedendomi indirizzo e numero di telefono (incredibbile!! proprio ammè!!!) per invitarmi al concorso di poesia che la citta di Cefalù organizzerà in memoria del più grande poeta cefaludese, Domenico Portera. La mia mano sembra quella di un automa… scrivo i miei recapiti ma ancora non credo che quanto sta accadendo sia vero.
Finalmente, richiamati tutti all’ordine, ha inizio la serata. Intermezzi musicali si alternano alla lettura delle poesie e alla premiazione dei vincitori. Spero che la premiazione della mia sezione sia a inizio serata, non per andarmene via subito (o forse si!!), ma per togliermi il pensiero e per allentare una tensione che sta via via crescendo; scopro invece che la sezione Paesaggio, specchio dell’anima sarà proprio l’ultima ad essere premiata.
E’ quasi mezzanotte quando la presentatrice proclama IL MIO PICCOLO POSTO poesia vincitrice del primo premio nella sezione Paesaggio, specchio dell’anima, e chiede al presidente della giuria di leggere la relativa motivazione: “Nata per esprimere un paesaggio come specchio dell’anima, la lirica ritrae la personalità di una donna sensibile, con tutte le sfumature e le nuances di una femminilità introversa, spirituale e aperta al sublime. Le emozioni, attraverso implosioni ed esplosioni, con ricchezza nominale e doppia sostantivazione, scorrono nei versi fino alla consapevolezza dell’ultima strofa per cui IL CALORE TRASFORMA… RENDE DIVERSI / E PER ESPRIMERE QUESTA VERITA’… NON BASTANO LE PAROLE.”
Un boato di applausi e di “Brava!!” rompe il silenzio che, fino a qualche istante prima, regnava in quello spazio. Ho gli occhi lucidi e il cuore che batte all’impazzata: quelle parole mi hanno emozionato, quegli applausi e quell’apprezzamento così… “rumoroso” mi hanno un po’ intontito. Ed ecco che l’attrice Caterina Di Francesca, già allieva di Proietti e Strehler, inizia a declamare la mia poesia. Sono tutta un fremito, ogni parola scandisce una vibrazione e uno stato d’animo… è come se stessi rivivendo sulla mia pelle i momenti che ho descritto. La declamazione sta quasi per finire quando, da una campagna lì vicino, partono dei fuochi d’artificio: è mezzanotte e si sta festeggiando un 18° compleanno. Ma tanto basta per far ripartire gli applausi e gli apprezzamenti.
La presentatrice chiama a ritirare il premio la “poetessa” B. Poetessa? A me? Fino a quel momento a ritirare i premi erano stati chiamati “l’autore o l’autrice” e adesso? Penso ad un errore e non mi scollo dalla mia poltroncina. Quando poi mi chiamano per nome e cognome, realizzo che è il mio momento. E’ ancora una volta l’Assessore alla Cultura a premiarmi: “E siamo a due!! Sono fiera di premiarti ancora una volta. Di premiare la tua timidezza e la tua sensibilità, la tua discrezione e il tuo modo di scrivere. Ho visto più di una persona con gli occhi lucidi e di questo ti ringrazio. Riuscire ad emozionare qualcuno è un dono grande: coltivalo, non abbandonarlo, non mollare!”
Cosa ricordo di quel che è successo dopo? Applausi, congratulazioni, abbracci, strette di mano, foto di rito (anche col Sindaco, visto che anche quest’anno sono stata l’unica concittadina premiata) e un invito. Un invito che mi ha riempita d’orgoglio: a leggere alcuni dei miei scritti in uno degli INCONTRI D’AUTUNNO che vedranno partecipare, a Cefalù, poeti affermati ed emergenti del comprensorio. Ho accettato. Ma a distanza di quasi un mese non riesco ancora a credere che quell’invito sia stato rivolto proprio a me. Che ci volete fare? Sono proprio una tipa strana, ma strana forte!! ;-)
P.S. Il testo della poesia premiata… al prossimo post!
Sei formidabile!
RispondiEliminaTi abbraccio forte forte e ti faccio i miei più sentiti, sentiti davvero davvero, complimenti.
:)
RispondiEliminaUn grazie grazie, sentito sentito!!
E non solo per i complimenti, sempre graditi, ma per quella che sei e per la forza che hai!
Bisognerebbe inventarti :)
RispondiEliminaPovero inventore!! Che filo da torcere avrebbe!!
RispondiEliminaBenvenuta e... bentrovata!!
che grande coppia la numero 106: una poetessa e un sognatore (il gemello modesto è temporaneamente assente).
RispondiEliminaAbbraccio Caloroso. robi
:-) Che dici... potremo essere scritturati per... LA CARICA DEI 106? ;-) Sempre grazie al gemellino romantico e alla sua signora!
RispondiEliminaEvvai, complimentoni quindi. E allora attendo di leggere la poesia.
RispondiEliminaCiao e buon fine settimana. :-)
Grazie dei complimentoni Arthur! ^_^
RispondiEliminaBuon fine settimana anche a te e tranquillo... non ti farò attendere troppo per leggere la mia poesia!
Calo, ma che bello seguire le tue vicende!!
RispondiEliminaNon sei strana affatto....sei semplicemente te stessa...ed è meraviglioso così :-)
^___^
RispondiEliminaGrazie cara Maris!! A proposito di... seguire le mie vicende... ti ho mandato una mail... ^______^
Abbraccio formato famiglia e sereno weekend!