lunedì 27 gennaio 2014

Gennaio

Getti di grandine e pioggia battente


evocano, insolenti,


nostalgie e tormenti.


Non sempre il calore basta


a scaldare le pareti di un’anima


inquieta e insistentemente speranzosa


oltre la nebbia di questi giorni.


 

domenica 19 gennaio 2014

Adagina e Piroettina

C'era una volta una lumaca. Il suo nome era Adagina e viveva nel villaggio di Dammitempo con i suoi genitori e suo fratello Striscio. Durante il giorno, quando mamma Flemma e papà Posapiano andavano a cercare foglie da portare a casa, Adagina usciva con Striscio e trascorreva il tempo passeggiando, chiacchierando e giocando con le lumachine e i lumachini suoi amici. La sera, invece, Adagina saliva sulla sua foglia-letto, si sistemava ben bene e da lì guardava il cielo.


Le piaceva tantissimo farlo, le donava pace e serenità! Per non parlare poi della meraviglia e dello stupore che provava quando scorgeva una nuova stella: quei puntini sbrilluccicanti come pietre preziose la incuriosivano e la emozionavano! Aveva imparato a conoscerle leggendo un libro di astronomia che aveva trovato a casa di nonno Valentino. Le piacevano tutte, ma aveva una predilezione per le stelle cadenti, per quelle lucine che talvolta lasciavano il cielo e scendevano giù. “Perché cadono dal cielo?”. “Dove vanno a finire?” “Continuano a splendere anche qui?” La curiosità di Adagina la portava a fare tante domande, ma nessuno, fino ad allora, era riuscito a darle le risposte che voleva.


Quella notte, era la notte di San Lorenzo, il cielo offriva uno spettacolo meraviglioso: non c’erano nubi e le stelle cadenti sembravano fuochi d’artificio! A naso insù, Adagina seguiva le peripezie delle stelle. Ad un certo punto, una stella sembrò cadere non lontano da lei. Impaurita ed emozionata, la lumachina non sapeva che fare. Un “ciao” sciolse ogni indugio. “Chi sei? Vieni fuori!”- disse Adagina non vedendo nessuno. Un esserino strano, splendente di una luce intermittente, le si presentò davanti. “ Ciao, io sono Piroettina. Sono una stella cadente”. Adagina cominciò a stropicciarsi gli occhi e a darsi pizzicotti: non poteva essere vero, doveva trattarsi di un sogno! “Tranquilla – continuò Piroettina- sono una stella vera, non stai sognando. So che tu osservi sempre il cielo. Anche io ti osservo. Ogni stella ha un punto di riferimento sulla terra ed io ho scelto te.” La lumachina era confusa, ma volle fidarsi di questa nuova amica che il cielo le aveva donato. La invitò ad accomodarsi sulla sua foglia-letto e si mise ad ascoltarla.


“ Vedi Adagina - disse la stella – in realtà io non è che sono proprio caduta. A dire il vero sono in missione, sono qui per esaudire il tuo desiderio segreto”. “Il mio desiderio segreto? E tu che ne sai?”. Piroettina sorrise. “Come ti dicevo prima, ho avuto modo di osservarti ed ho imparato ad ascoltare le tue parole al cielo e a leggerti nel pensiero i desideri che non hai mai condiviso con nessuno. E così ho scoperto che ti piacerebbe fare un viaggio tra le stelle.” In un misto di emozione, stupore e vergogna, Adagina era arrossita come quando la mamma scopriva le sue marachelle. “Dai, non hai motivo di fare così – disse Piroettina - è un gran bel desiderio il tuo. Può sembrare improbabile da realizzare, ma ricorda: IMPROBABILE NON VUOL DIRE IMPOSSIBILE! Ti fidi di me?” “Sì” –rispose Adagina . “E allora sali in groppa che si parte!”


Una forza misteriosa li sollevò da terra e Adagina chiuse gli occhi per la paura. Quando li riaprì… meraviglia!! Intorno era tutto blu!! Un blu intenso, quasi dipinto… proprio come nella canzone che cantava spesso nonno Valentino:“ Volare oh oh, cantare oh oh oh oh, nel blu dipinto di blu…” Ad un certo punto tantissimissime lucine iniziarono a sbrilluccicare attorno a loro. “Sono le mie sorelle – disse Piroettina – brillano così intensamente e velocemente per darti il loro benvenuto. E questo è un regalo per te”. Una stellina piccola piccola si posò sul guscio di Adagina e lasciò andare un po’ della propria polvere di stelle sulle sue cornicchie, che iniziarono a splendere lampeggianti. Adagina era affascinata. Possibile che tutto questo stava capitando proprio a lei?


Il meglio, però, doveva ancora venire. Piroettina e le sue sorelle diedero vita ad una vera e propria gara di salto sulle nuvole. Era il loro divertimento preferito e poi… atterrare sul soffice manto delle nuvole era bellissimo, sembrava quasi di immergersi nella panna! Adagina aveva sempre immaginato il cielo come un luogo silenzioso, invece il vociare e il ridere delle stelle le ricordava tanto il momento della ricreazione, quando il giardino della scuola si riempiva delle voci e delle risate di tutte le lumachine e i lumachini. “Sei stanca?” – chiese Piroettina. “No, perché?” “Perché voglio farti fare un giro memorabile in questo spazio sconfinato! Te la senti?” “Certo che sì” – rispose Adagina.


La stella iniziò a piroettare su se stessa e poi spiccò il volo in quello spazio infinito. Piroettando piroettando, avanzarono tra comete incandescenti e meteore, fecero uno slalom tra i pianeti e poi una nuotata in un mare che non era salato ma sapeva di latte! Arrivarono infine alla Spiaggia Celeste e per Adagina ci fu una nuova, bellissima sorpresa: in quel luogo che profumava di borotalco e frutta fresca la grande famiglia delle stelle aveva organizzato una festa solo per lei. C’era la musica in sottofondo, c’erano festoni e palloncini colorati e una tavola imbandita di cose buonissime. Adagina ne mangiò a sazietà e poi crollò in un sonno profondo.


“Adagina, Adagina, sveglia che è tardi e devi andare a scuola!”- la voce della mamma l’aveva svegliata di botto. “Uff, è stato solo un sogno”- pensò mentre si preparava. Ma quando, prima di uscire di casa, si guardò allo specchio, il luccichìo delle sue cornicchie le ricordò quel che Piroettina le aveva detto: “Improbabile non vuol dire impossibile!”. E sorridente se ne andò a scuola.

domenica 12 gennaio 2014

Questione di... sensibilità!

Un giorno come tanti. Un telefonino che avvisa di un sms in arrivo.


“La sensibilità è una condanna,


ma ti consente di cogliere milioni di colori


in un viaggio bianco e nero.”


C’è un motivo particolare per cui ricevo questo messaggio? No, non c’è. Non ce n’è bisogno. Semplicemente chi lo ha mandato mi conosce bene. Conosce la mia personalità, complessa e a volte complicata, sensibile e vulnerabile… Conosce i miei occhi, spesso abbassati per paura di mostrare, e poi vedere violato, un mondo interiore che a volte vorrei "solo mio"… Conosce i miei eloquenti silenzi e i miei scritti... Conosce i paradossi del mio carattere… l'estrema dolcezza facilmente "infiammabile"… la generosità che a volte fa a botte con la viscerale possessività… l'apparente corazza che si scioglie allo scorrere della prima lacrima… Conosce questa donna che ha preso il largo nel mare della vita, assaporando la violenza delle onde, ma anche la tranquillità del mare calmo….


Conosce la “vera Calo” e la convince, ogni giorno di più, che il meglio debba ancora venire.


 

mercoledì 1 gennaio 2014

2014

Disegnare un percorso di viaggio


un nuovo inizio che profuma di impegno,


essere senso, sogno, e segno


meraviglia mista a volontà e coraggio,


incisivo sguardo di speranza,


luminosità di un Cielo che oltrepassa la stanza,


abbraccio che parla oltre le parole…


Quanta VITA si può raggiungere con un raggio di sole?


Una scommessa da non perdere


ambizioni e desideri in cui credere,


ticchettìo generoso di tempo donato


trepidante azione di chi mai si è risparmiato,


occhi convinti di motivazioni


ritmo nel cuore per concretizzare intenzioni,


doni e talenti da mettere in circolo


imparando ogni giorno che la vita è stupore e spettacolo.


Creare una culla ai sogni e ai perché:


inquieta serenamente comincerò da me.


 


A tutti e a ciascuno... Buon 2014!