Questa estate ho partecipato a POETI E SOGNATORI, un concorso di poesia che il mio Comune, in collaborazione con l'Auser, organizza ormai da 8 anni a questa parte. A dire il vero, lo avevo già fatto due anni fa. Ed è di quella esperienza che voglio parlarvi oggi... perchè si può comprendere appieno il presente solo avendo chiaro il passato! :-)
Dunque... Vi siete mai trovati in una situazione di perplessa incertezza mista a titubante indecisione? Avete mai ricevuto da un amico, un familiare, o chi altro volete voi, un colpo sulla spalla, accompagnato da un: "Ma daiiiiii! Se vuoi, puoi!"? Ecco, tutto ha avuto inizio così, un pomeriggio di Luglio del 2011, mentre smanettavo al pc. Già da qualche giorno avevo notato quel bando, quello della VI edizione del concorso POETI E SOGNATORI... lo avevo quasi imparato a memoria, negli intervalli della partita a ping pong tra la gemellina del "quasi quasi ci provo!" e quella del "ma lascia stare, ma chi te lo fa fare!"... Poi, quel 21 Luglio, a 24 ore o poco più dalla scadenza del termine per la presentazione dei lavori, mentre gli occhi erano ancora una volta incollati a quella pagina web... ecco quel colpo sulla spalla, quelle parole... E un brivido. Non c'era nessuno accanto a me.
Vi è mai capitato di sentirvi straconvinti e assolutamente certi del fatto vostro? Ebbene, straconvinta e forte della certezza che fosse papà a chiedermelo, ho stampato 7 copie di "quella" poesia (L'ABBRACCIO DI UN PADRE, che vi posterò presto), ho compilato la scheda di partecipazione, inserito tutto in una busta, che ho affrancato e imbucato. Erano le 19,30. Da quel momento, e per oltre un mese, la "pratica concorso" è stata messa nel dimenticatoio e non ne ho fatto parola con nessuno... anche perchè, intanto, era iniziata l'altra partita tra la gemellina scaramantica e quella per la quale avevo fatto il passo più lungo della gamba.
23 Agosto, ore 12,45. Squilla il telefono e il Presidente dell'Auser in persona mi comunica, congratulandosi, che sono tra i finalisti del concorso e mi da appuntamento alla domenica successiva per la premiazione. Vi è mai capitato di fare la figura degli ebeti perchè non riuscite a spiccicare una parola? Ecco, in quei 5 minuti di telefonata mi si è talmente rintronato il cervello che avrò detto una cinquantina di volte GRAZIE, ma nulla più. Abbassata la cornetta... salti e lacrime di gioia: ero arrivata in finale e c'ero arrivata con papà mio!! Per me il tempo si sarebbe potuto fermare in quel momento.
Troppa grazia!! Significava negare alle gemelline la rituale partita di ping pong... e questo non era possibile! E allora per 5 lunghissimi giorni ho alternato momenti di apparente nonchalance a momenti di "non ci voglio andare!"... momenti in cui leggevo e rileggevo la poesia per prepararmi alla lettura in pubblico e momenti in cui mi assaliva il terrore che lacrime e groppi in gola potessero giocarmi brutti scherzi.
E finalmente arriva la sera di domenica 28 Agosto. Arrivo al giardino degli Spazi Socio-Culturali accompagnata da mamma, fratello e cognata, ed è subito... DISAGIO!! Giiacche e cravatte, abiti eleganti, lustrini e paillettes, ed io... casual che più casual non si può! Con i miei ci dirigiamo verso l'ultima fila delle poltroncine in platea e con un NO secco metto a tacere mio fratello che mi chiede se non sia il caso che mi faccia vedere da qualcuno degli organizzatori. Durante l'attesa, sento che saranno due attori professionisti a declamare le poesie. E spontaneamente liberatorio fuoriesce un sospiro di sollievo.
Una voce al microfono chiama all'appello i 13 finalisti, invitandoli a salire sul palco e a sistemarsi di fronte alla giuria. Qualche minuto dopo, l'esibizione di una giovane soprano da' il via alla serata. E al mio incommensurabile desiderio che tutto finisca il più presto possibile. Mi sento fuori luogo e ogni muscolo del mio corpo svela questo disagio. E' trascorsa un'ora quando il Presidente dell'Auser comunica, con un misto di soddisfazione e di orgoglio, che il terzo posto della sezione Adulti/tema libero è di una concittadina. Mi guardo attorno. Non faccio in tempo a rendermi conto che gli altri finalisti son tutti forestieri, che sento il mio nome echeggiare in quell'aere che profuma di mare. Con le gambe che potrebbero cedere da un momento all'altro raggiungo il Presidente che mi stringe la mano e insieme ascoltiamo la motivazione del premio. "Attraverso sequenze poetiche cariche di rinvii evocativi e simbolici, l'autrice crea una forte intensità di toni e di atmosfere. L'ineffabile si traduce in poesia che tocca le corde dell'anima. A premere sullo spirito il peso delle assenze struggenti e delle perdite irreparabili che segnano la vita e la storia personale di qualsiasi umana avventura".
Non ci credo. Non riesco a credere che quelle parole siano rivolte a me e a quello scritto che era nato per essere solo mio. L'Assessore alla Cultura si avvicina e mi dice: "Sono fiera di premiarti perchè sei l'unica concittadina, per questa splendida motivazione e perchè so cosa c'è dietro. Congratulazioni". La ringrazio, prendo la targa, ma non ci credo ancora! Non sento nemmeno gli applausi di rito, vorrei solo sparire. Ma non si può: l'attore Vincenzo Giannone si appresta a declamare la mia poesia.
Provo a tranquillizzarmi, convinta che il più è fatto, ma l'ingenuità del principiante mi gioca un brutto scherzo. Perchè quella voce da' colore, sfumature e vibrazioni al mio scritto... il cuore è pizzicato nelle corde più intime... le barriere annientate... E silenziose scendono le lacrime. Alla fine... un boato di applausi mi rimbambisce. Poi, l'abbraccio e il bacio del sindaco, anche lui in lacrime, e le sue parole: "Non potevi fare regalo più bello a papà", mi donano la gioia e la serenità che placano l'inquietudine.
Un'ora e mezza dopo, a fine serata ma senza neanche aspettare il rinfresco, vado via ad occhi bassi e passo sostenuto, volendo evitare gli appostamenti per i complimenti e le congratulazioni. Vado via perchè non vedo l'ora di tornare a casa per abbracciare quella foto e sentire... quanto è orgoglioso di me.
Che gioia leggere questo resoconto!!!
RispondiEliminaSono orgogliosa anche io di te, ma lui lo sarà stato ancora di più, ne sono certissima.
Un immenso abbraccio.
:-) Grazie, cara Maris!
RispondiEliminaOggi sorrido nel ricordare quei momenti... ma che ansia friccicarella mentre li vivevo!! ^_^
Concordo con te... papà sarebbe stato arcisupermega orgoglioso di me!!
Abbraccio per 4!
Inizio con il dire che mi è piaciuto molto come hai raccontato tutta la storia, con la giusta dose di patos e di ironia, creando delle aspettative che mano nella mano ci hanno portato alla conclusione. Brava!
RispondiEliminaPer il resto, beh, brava e complimenti per il premio che proprio perché la poesia era dedicata a tuo Padre, immagino ancora più emozionante e carico di significato.
Ma non crederai di cavartela così speso, adesso e a quel che vedo non sono il solo, che pubblicherai la poesia, quindi, sù, senza esitazione, nel quadro che hai delineato, manca il fiore che lo incornicia, quindi aspetto con impazienza.
Ciao, buon fine settimana.
Ciao! Buon fine settimana a te e grazie per il tuo apprezzamento! Pubblicherò la poesia non appena troverò 5 minuti per stare serenamente dietro lo schermo... Per adesso tra lavoro e ripetizioni non ho tempo nemmeno x me! A presto
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