giovedì 22 gennaio 2015

Come quando

Come quando cerchi conforto e non riesci a saziartene,


come quando vuoi amare e non sai lasciarti andare,


come quando prendi a calci le pietre del sentiero


sperando nello sguardo di un passante,


come quando il pensiero fluttua


alla ricerca di un appiglio per rimanare a galla...


Non bastano giorni passati a combattere


nè notti lunghissime per recuperare...


Non basta una vita intera per imparare


che lei è Malinconia, e può farti male.


Come quando vedi una bimba


coccolata tra le braccia di suo padre,


come quando osservo un tramonto dal mio scoglio


 ma sono sola davanti al mare... dinanzi al mondo...


come quando mi guardo dentro


e vorrei solo tornare indietro...


Mi chiedi se è tristezza


 in realtà è malinconia che viene e che va


 come l'amore, come le persone.

mercoledì 14 gennaio 2015

C'è ancora chi si diletta a giocare a "futticumpagni"

Ho sempre saputo che le mie colleghe non hanno mai gradito la mia assunzione in Comunità… ho sempre avuto il sospetto che mi remassero contro e che aspettassero l'occasione giusta per piombinarmi con la loro perniciosa e meschina invidia…

Ieri ho avuto la conferma di tutto questo.

Vado in Amministrazione per lasciare “al solito posto” il mio Foglio-Firma delle presenze, per la vidimazione da parte del Responsabile, e cosa trovo? Una raccomandata A/R, pronta per la firma e la spedizione, che le due colleghe “laureate” hanno indirizzato al Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'IPAB, chiedendo un incremento del loro orario lavorativo settimanale da 12 ore a 18. E quali motivazioni hanno addotto al riguardo?

  1. Che la mia assunzione sarebbe stata fatta senza avere “preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili all'interno della Comunità”;

  2. Che la prestazione richiesta doveva essere “temporanea e svolta da personale altamente qualificato”;

  3. Che, “a loro danno”, la prestazione non solo non è stata temporanea (1 anno + proroga di 1 anno), ma è stata svolta da personale in Convenzione (io), “che non risulta possedere i titoli previsti dagli standard qualitativi dell'Assessorato alla Famiglia” (che richiederebbero educatori e non animatori);
Ora: posto che il prossimo 20 Marzo il mio contratto andrà naturalmente in scadenza e, (a meno che non vengano inseriti nuovi minori dai Servizi Sociali), non sussistono le condizioni per un'ulteriore proroga… che motivo c'era di puntare velenosamente il dito su due anni di lavoro svolto onestamente, con impegno e serietà, nonostante spessissimo con mansioni (cucinare, pulire, stirare) che esulavano dalle mie funzioni e competenze, “tanto se non li fa lei che ha 18 ore, chi lo deve fare?”… e con ritardi madornali nella percezione dello stipendio (ad oggi sono ferma a quello di ottobre)?


É vero, sono un animatore e non un educatore (ma la laurea in Giurisprudenza mica l'ho presa al CEPU!), ma ho comunque fatto la mia parte nel portare avanti il progetto educativo dei ragazzi e soprattutto non sono stata io, ma l'Assessorato alla Famiglia, a stabilire che “al fine di ottenere l'accreditamento dell'IPAB come Comunità-alloggio per minori, le figure mancanti in organico vanno assunte tramite Convenzione con Cooperative Sociali del territorio,” e non quindi affidando l'incarico a personale già dipendente.

Tant'è. Sto sperimentando sulla mia pelle quanto allettante e attraente sia il gioco del “futticumpagni”. Sono schifata.

mercoledì 7 gennaio 2015

Così come viene

Occhi fissi su una pagina bianca


che attende solo di essere vergata di Senso.


E accade, così come viene,


con una lacrima grande come il mare,


che lascia addosso il sale della vita,


che traccia sorrisi


lungo traiettorie di brividi e lividi,


di respiri e battiti.


Sorrisi


angoli di luce che promettono pioggia nel deserto,


brezza che accarezza,


sole dentro.


E allora scrivo, così come viene,


perché si legga, vero su bianco,


il labiale dell'Infinito che ho dentro.

giovedì 1 gennaio 2015

Gli auguri in melodia di Biagino il canarino

All'alba dell'1 Gennaio il regno di Armonia fu svegliato in modo rumoroso: squilli di tromba e colpi di cannone annunciavano che quello era un gran giorno, era il giorno del compleanno del Piccolo Principe. Il re e la regina avevano organizzato per lui un grande banchetto e una festa in musica, ai quali avevano invitato tutti, ma proprio tutti! Quel giorno, infatti,  era vietato starsene in casa o con i musi lunghi: bisognava gioire per il Piccolo Principe e far festa con lui!


Mentre al castello fervevano gli ultimi preparativi, vicino al ruscello che segnava il confine est del regno, il canarino Biagino si stava facendo bello per portare al Piccolo Principe il suo augurio in musica. Stava pettinando le sue piume dorate quando, da dietro la siepe, spuntò Birba, il gattone del lattaio del regno.


"Dov'è che vai così pulito e ben pettinato?"- domandò. "Da sua altezza il Piccolo Principe! Oggi è il suo compleanno voglio fargli gli auguri con una bella melodia" - disse il canarino Biagino. "Vieni un po' qui" - disse il vecchio gatto - "Voglio farti vedere questo nastro rosso che porto al collo." "Fossi matto!" - rispose Biagino - "Ho altro da fare!" E volò via in fretta.


Stava attraversando il bosco quando incontrò il gufo Mangiotutto. " Buongiorno Biagino, dov'è che vai così in ghingheri?" - domandò il vecchio gufo. "Sto andando al castello alla festa che il re e la regina danno per il compleanno del Piccolo Principe" - rispose il canarino. "Ma la festa non inizia prima di qualche ora! Perchè non vieni qui, che ti faccio vedere cosa nascondo sotto le ali!?" "No che non vengo, Mangiotutto! Io voglio andare dal Piccolo Principe, non finire nel tuo stomaco! Ti saluto!!"


Volando volando, vicino al fossato Biagino intravide un cacciatore. "Che bel canarino! Dove vai solo soletto?" "Da sua altezza il Piccolo Principe!" "Vieni un po' qui" - disse il cacciatore. "Hai mai visto un fucile?" "Certo che sì, ma voglio starne alla larga... Voglio andare a cantare dal Piccolo Principe, mica finire sulla tavola del suo banchetto!" E volò via veloce verso il castello.


Gli invitati erano tutti arrivati, il re e la regina erano appena scesi nel salone delle feste e attendevano l'ingresso del Piccolo Principe. Biagino volò su un palchetto laterale e da lì aspettò che arrivasse il suo momento. Un lungo applauso accompagnò l'ingresso del Piccolo Principe nel salone delle feste. Il re diede il benvenuto a tutti gli invitati, rivolse al figlio un messaggio augurale e lo invitò ad aprire le danze. Dopo il primo ballo, il re in persona chiamò Biagino. Il canarino spiccò il volo, andò a posarsi sulla spalla del Piccolo Principe, aspettò che tutti facessero silenzio e iniziò a cantare. Una melodia dolce e allegra si levò nell'aria donando a tutti un sorriso di stupore e meraviglia... Biagino era davvero bravo!!


Quando terminò il suo canto, il salone delle feste fu un tripudio di applausi e complimenti per il piccolo canarino, che arrossì in un misto di timidezza e orgoglio. Il Piccolo Principe, contento per questo regalo originalissimo, chiese al re suo padre di fare a Biagino un regalo per ringraziarlo. Il re, allora, si consigliò con la regina: "Che cosa potremmo regalare a questo bravo canarino che ci ha allietati tutti in questa festa di compleanno?" "Potremmo dargli in moglie la rondinella Rosina!" - suggerì la regina. E cosi accadde. Biagino il canarino prese in moglie la rondinella e alla festa di nozze che il re e la regina organizzarono per lui, cantò per la sua sposa. E tutti gli invitati furono felici e contenti per loro.



Cari Amici, è con questo nuovo Racconto di zia che vi auguro un nuovo anno in cui occhi e cuore possano prendere il largo, verso l'Infinito di ogni Vita che cerca il suo significato. Buon 2015!


Calo