domenica 27 luglio 2014

Another day is dawning

E' appena scoccata la mezzanotte
e tutt'intorno è silenzio,
nel letto caldo della notte
ai ricordi faccio spazio.


Scorrono le diapositive di giorni passati
quando la vita era meravigliosa
quando chiara e precisa
era la percezione della felicità.


Sorridono occhi
labbra e cuore
per quei giorni pieni di sole
e colmi di amore.


Divincolandosi dall'inevitabile malinconia
sorride la mia anima:
ha calcato e ancora calcherà la via
di chi senza riserve AMA.


...


Perchè la speranza sempre attecchisce e porta frutto
nello spazio tra un respiro e un battito.

venerdì 18 luglio 2014

Dedicato

Quattro anni fa un carissimo amico blogger mi donò uno scritto. Oggi sono io a donarlo a due amici blogger... loro leggeranno e capiranno!


Tu che questo luogo respiri,
che qui hai portato il bello di te...
hai il grande difetto di non saper rinunciare ad amare,
ad amare chi ti ha dato i natali.


E dunque
stringila a te quella mano... stringila forte.
La mano che ha tenuto per mano
in infiniti momenti, ne sono certa,
quel bimbo che oggi è un uomo.


Respira la vita,
prova ad immaginarla infinita
come vorresti tu,
per colei che Ami a prescindere...
che Ami perché così è la natura della vita che dona la vita.


Stringila a te quella mano... stringila forte.
Perché un cuore appeso a un filo
sa dare molto e tu lo sai,
può insegnare
quanto meravigliosa sia la vita.


Il mio pensiero è per te,
che silenziosamente soffri,
che silenziosamente
stringi quella mano...
che silenziosamente
guardi quegli occhi,
che chiedono di te...


Fa' che quella mano che oggi è di un uomo
torni anche per un solo istante
ad essere la mano di quel bambino,
che la manina sentiva stringere sin da piccolo
da una mano forte...
una mano fiera.


E sentirai...
tutto l'amore che da quella mano adulta...
hai ricevuto
ricevi...
e riceverai... all'Infinito...


E tu... che hai ancora molto da donare
troverai la forza
la forza della vita...
quella donata da una Madre che ti Ama
e che nei tuoi occhi cercherà i suoi...
per trovarli nel suo Cuore...
Un Cuore vero
che pulsa per Te.
Stringila a te quella mano... stringila forte.


 


Con tutto il cuore,  Amici Cari,
non quello disegnato, o quello raccontato...
ma quello che ho dentro. Di lui mi fido sempre.


Calo


 

mercoledì 9 luglio 2014

In parziale ossequio...

... all'ordine che Grande Quercia le ha dato nell'ultimo post, piccolo ramo prova a far spuntare qualche germoglio sorridente e lo fa in primis postando un "umore canterino" un po' più allegro, in secundis riportando un post che scrisse esattamente un anno fa e che le è tornato alla mente domenica scorsa, quando al suo paese era la festa del santo patrono.


Che c'azzecca?! Leggete, sorridete (ma non troppo!!) e... capirete! ^_^


C’era una volta Giufà, un personaggio letterario della tradizione popolare siciliana, un ragazzino stupidello che viveva alla giornata, in maniera candida e spensierata, e che aveva una naturale predisposizione per combinare guai… C’era una volta… anzi… c’è ai nostri giorni, un’evoluzione genetica di Giufà… ed è donna!! Questa creatura sa essere, a volte, un rarissimo esemplare di maldestra goffaggine d’ispirazione quasi fantozziana… L’ultima “giufata” è avvenuta qualche domenica fa, in un paese in festa per la ricorrenza del santo patrono. Quel giorno indossava la tuta che aveva comprato il mese prima per partecipare ad un matrimonio; aveva cambiato i bijoux e gli accessori e sostituito le sbrilluccicanti chanel con le più comode sneakers… e in questo look elegante ma casual si sentiva proprio a suo agio. La donna (che quando non indossa i panni di Giufà, tra le altre cose è un Ministro Straordinario della Comunione e la domenica porta l’Eucaristia a casa agli ammalati), aveva partecipato alla Messa e stava per iniziare il suo servizio. Uscita dalla chiesa, notava che la piazza stava già riempiendosi di gente e c’era pure la banda in procinto di partire per la questua. Mentre stava scendendo dalla scalinata della chiesa accadeva l’improbabile, ma per lei non impossibile: “intruppicava” nell’orlo della tuta (per la verità un po’ lunghetta per essere portata con le sneakers, seppure “zeppate”) perdeva l’equilibrio, si sbilanciava in avanti e finiva per terra in ginocchio, con la gamba destra sulla piazza, la sinistra tra il penultimo e l’ultimo gradino e le mani intracciate sul petto per evitare che, durante il volo d’angelo, la teca con le ostie consacrate potesse uscirle fuori dal sacchetto che portava al collo… Malafiuraaaaaaaaaaaa!! In un batti baleno aveva tutti intorno e il viso le era diventato color scarlatto… Per evitare il protrarsi di quella situazione alquanto imbarazzante, scattava in piedi come una molla (per la verità non so come abbia fatto) e congedava gli accorsi con un secco: “Sto bene, grazie. Non mi son fatta niente. Per favore non fate capire nulla a mia madre”. E lasciava velocemente la piazza. Cari lettori, se vi capita di passare da queste parti e vedere una donna che adagia sulla sua gamba sinistra dosi copiose di ghiaccio e di Hirudoid sappiate che è lei: la Giufà in gonnella!!

mercoledì 2 luglio 2014

E' uno di quei giorni che...

"...ti prende la malinconia, che fino a sera non ti lascia più..."


Così cantava Ornella Vanoni... e così oggi canto io... anche se il mio non è "uno di quei giorni"... In realtà è un periodo che mi sta sfiancando, emotivamente e fisicamente, e la malinconia ha il sapore dolceamaro di chi si è accontentato ma non ha goduto.


E' uno di quei periodi in cui, complici una serie di occupazioni e preoccupazioni (alcune personali, altre inopportune e imposte), il nastro dei miei giorni corre veloce al ritmo del tasto FF... ed io mi ritrovo a rincorrere la mia vita, perchè non voglio lasciarmela scappare. A volte riesco a stare al suo passo... altre boccheggio... e desisto... perchè è impellentemente urgente il bisogno di rallentare... se non di fermarmi.


E' uno di quei periodi in cui le mortificazioni e le insoddisfazioni la fanno da padrone, ed io mi ritrovo a leccare ferite, che magari fortificano, ma che bruciano maledettamente... e solo io so il perchè.


E' uno di quei periodi in cui dire "domani è un altro giorno" non da sollievo nè conforto, perchè in quel domani c'è la povertà della solitudine di chi non ha saputo spendersi o si è speso in modo sbagliato.