mercoledì 27 aprile 2016

Come una cassa armonica


Oggi un amico musicista mi ha donato una bella riflessione! Mi ha fatto pensare al nostro cuore, paragonandolo alla cassa di risonanza di una chitarra. Un paesaggio interiore abbastanza capiente che si lascia attraversare e in cui vibrano suoni e rumori che ci accarezzano e ci feriscono, ci commuovono e ci angustiano, ci fanno esultare e ci straziano.

A volte il nostro cuore è così libero, aperto e “sintonizzato” che riesce ad ascoltare, ad accogliere e ad amare il dolore che si nasconde nei silenzi o che si palesa in parole dure e disperate, la melodia muta delle lacrime trattenute e ingoiate, i sospiri dell'insoddisfazione e dell'incertezza, il ronzio di mormorii che invocano attenzione.

Altre volte, invece, la nostra cassa armonica interiore è così ingombra di noi stessi e “disturbata” dai nostri pregiudizi, che se anche le corde del cuore vengono pizzicate, nessun suono trova più un alveo in cui fluire e dare ragione di sé, anzi muore sul nascere, di asfissia e di rigetto.

…

Non lasciamo che la nostra cassa armonica interiore venga riempita da pallottole di carta e diventi “sorda”! Permettiamole di accogliere e far vibrare quanto è più prezioso e vulnerabile in noi e negli altri!



domenica 17 aprile 2016

Le ultime file


Amo stare nelle ultime file. Non nascondermi, per sfuggire ai palcoscenici dell'ostentazione, ma “stare”. Completamente. Con tutto l'essere. Amo stare in quelle che per alcuni rappresentano la penombra dell'anonimato e da lì osservare. Sguardi. Atteggiamenti. Stati d'animo. Esistenze.
È straordinariamente complesso e indiscutibilmente disarmante descrivere il “dono poliglotta” di questi momenti! Osservare, poi, ha i suoi effetti collaterali: può farti gioire e sorridere, ma può anche sfondarti lo stomaco per la delusione e la tristezza o farti fare il sangue marcio per la rabbia.
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Amo stare nelle ultime file. Osservare e provare a capire (anche se non sempre ci riesco!). Osservare e metabolizzare. Osservare… e così esserci. SI, IO CI SONO! Anche se non lo urlo ai quattro venti e non mi metto in prima fila o sotto i riflettori!
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Chi mi conosce sa quanto possano essere eloquenti i miei silenzi… e quanto le mie parole, seppur centellinate, non siano mai “a caso”. E allora, forse, meriterebbero considerazione. Anche se vengono da una voce fuori dal coro proveniente dalle ultime file.

martedì 12 aprile 2016

Luce dentro (Il riscatto degli incompiuti)

Chi mi conosce sa cosa scatta in me quando leggo un libro che mi fa vibrare le corde del cuore. Si tratta di un impulso interiore, di un irrefrenabile desiderio di mettere in rima sensazioni ed emozioni provate, che trova pace solo quando queste vengono fissate su una pagina bianca, affinché niente vada perduto.
Ecco cosa mi è palpitato dentro dopo aver letto LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO (e dopo aver lasciato sedimentare, nel giusto tempo della risonanza, LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI) di Lorenzo Marone...
 
Lampi di luce fendono nembi di umana tristezza
anelati arrivano, aggrappati ad una carezza,
tergono lacrime di sbagli, rimpianti e ferite aperte
redimono dolorosi fardelli, rimorsi e speranze andate deserte.
 
 
Intraprendente linfa è donata ai sogni
sete di Vita fra i tuoi nuovi bisogni,
trepidante e inquieto abbandoni l'immobilità del molo
e ti lasci andare ad un nuovo, inaspettato volo.
 
 
Zittite le paturnie e le illusioni
zampillano progetti e nuove occasioni,
eppur attonito non credi che questa esistenza
ancora ti riservi afflati di benevolenza.
 
 
Affidati al desiderio di procedere e progredire
inebriati di nettare di Vita,
la tristezza che non ti ha fatto dormire
scalfita è ormai, sconfitta e sfinita. 

 
Offri a te stesso pagine bianche da vergare di Senso
nuovi sorrisi, sole dentro
narra con la tua vita quanto può essere immenso
ogni istante, se l'Amore è il suo epicentro.
 
 
Lasciati andare alla tentazione di essere felice
emozionati di speranza e di stupore,
guarisci la dolorosa cicatrice
che giace, ricamata, tra le pieghe del tuo cuore.
 
 
...
 
 
Entra la luce da ogni crepa e ferita
riscalda e illumina impertinente e ardita
 ogni frammento di infinito di cui è costellata la vita.

lunedì 4 aprile 2016

... e le gioie semplici sono le più belle: i 70 anni di mamma!

Eccomi qui, arci-super-mega-felice di condividere le gioie semplici che hanno caratterizzato i festeggiamenti per il 70° compleanno di mamma.
Come avevo già accennato nel post precedente , "l'Associazione di stampo affettuoso" ha progettato e realizzato due momenti di festa. La prima, intensa, emozionante ed intima, ha avuto luogo il giorno del compleanno di mamma, giovedì 31 marzo. Quel giorno casa nostra non ha avuto nulla da invidiare ai migliori negozi di fiori: una composizione di rose gialle e tulipani rossi, un'azalea bianca e rossa, un'orchidea ciclamino e un mazzo di rose rosa antico, donati da cari amici di famiglia, avevano adornato il salone già prima dell'ora di pranzo. Quando eravamo pronti per metterci a tavola è arrivato l'ultimo omaggio floreale: un mazzo di rose Red Velvet, accompagnato da questo biglietto:
 
 
 
E sono state lacrime, copiose e calde. Da parte di mamma e non solo. Quando ci eravamo divisi i compiti, mio fratello aveva espresso il desiderio di poter essere lui a scrivere quel biglietto in nome e per conto di papà... e l'aver apposto la "sua" firma, ottenuta attraverso una scansione della sua vecchia carta d'identità, è stata un'emozione difficile da contenere...
Dopo aver pranzato, è toccato a me donare a mamma, insieme alla torta, il biglietto che avevo scritto a nome di noi figli e di mia cognata, questo:
 
 
 
 
A questo punto, tra un abbraccio e qualche lacrima, mai di troppo, abbiamo detto a mamma del piano segreto e della festa a sorpresa. Lo so, non è stata più una sorpresa, ma siccome mamma è fin troppo sensibile ed emotiva e cinque anni fa ha subito un intervento al cuore per le sue tachicardie da fibrillazione atriale, abbiamo voluto... prepararla.
E così ieri casa nostra si è riempita di parenti e amici, tutti pronti a festeggiarla. Abbiamo aspettato che ci fossero tutti e poi siamo partiti alla volta del ristorante. E' andato tutto alla grande: posto accogliente e ameno, cibo delizioso e abbondante al pari di un banchetto di nozze, compagnia giustamente rumorosa e festante, mamma felice ed orgogliosa di noi e di quello che eravamo riusciti ad organizzare nei minimi dettagli. Pensava, povera cara, che meglio di così non poteva andare. Ed invece il meglio doveva ancora venire!! :-) Per comprendere a cosa mi riferisco, mi è necessario ricordare che mamma è la seconda di otto figli e ha 4 sorelle e 3 fratelli. Di questi, solo 4 (3 sorelle e 1 fratello) ieri erano fisicamente presenti alla sua festa. Gli altri 3 (un fratello e una sorella che vivono in Francia, e un fratello che vive in Sardegna), sono stati presenti... grazie ad un collegamento via Skype! :-)) E' stato un momento emozionante, commovente, di indescrivibile calore familiare! Era la mia sorpresa per mamma, doveva essere un regalo per lei ed invece è diventato un regalo per tutti i miei zii, tutti in lacrime a ringraziarmi perché, anche se solo per 10 minuti, si erano ritrovati tutti e otto e rivisti dopo 5 anni dall'ultima volta in cui era successo.
 
 
E' vero, le gioie semplici sono le più belle, sono le più grandi... sono quelle che ti si imprimono nella mente e nel cuore... e anche sulla pelle, in quell' abbraccio a 4, strettissimo e fortissimo, che ci siamo scambiati sul portone di casa a fine giornata. ;-)