venerdì 25 ottobre 2013

ARS DECLAMATORIA, ARS CANTERINA E ARS COSMETICA ovvero… piccola Calo cresce!

Sì… non c’è che dire… quello di oggi è proprio un post “artistico”!!  :) La sua ragion d’essere è duplice: da un lato,  la volontà di dire di me in tono ironico; dall’altro, il filo conduttore che unisce le mie “arti” e cioè il mio incantarmi da piccola davanti alla tv e, nella specie, davanti ai cartoni animati, agli spettacoli musicali e alle pubblicità..


Per quanto riguarda la mia Ars Declamatoria… beh… ebbi modo di metterla in mostra un pomeriggio che mamma mi portò in chiesa per la “Tredicina di S. Antonio” (una preghiera, molto sentita nella mia prima parrocchia, che si recita per 13 giorni, dal 31 maggio al 12 giugno, in preparazione alla festa del Santo).  Nonostante non capissi il senso delle preghiere che venivano recitate solennemente in coro, ebbi subito ben chiaro che era qualcosa che andava detto a voce alta… e allora, senza pensarci due volte mi schiarì la voce e declamai qualcosa che, in tv, avevo sentito declamare con altrettanta solennità: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame!!?” Ricordo ancora lo “shhhhhhh” di mamma e i volti, alcuni indispettiti altri sorridenti, delle nostre vicine di banco…


Passando all’Ars Canterina una premessa è d’obbligo: adoro le chermesse canore, di qualunque natura e tipo siano, dal Festival di Sanremo a quello della Canzone siciliana. Ebbene, era il venerdì santo di non so quanti anni fa ed io, seduta per terra sul balcone di casa, con le gambine che penzolavano tra gli spazi della ringhiera, attendevo il passaggio della processione. Una processione triste, con canti tristi e lamentazioni. Ad un certo punto la banda iniziò a suonare e il prete intonò un canto della tradizione popolare… “… sono stati i miei peccati, Gesù mio, perdon, pieta!” Non so bene quale lampadina si accese nella mia mente, ma capì che quello era il momento di cantare… ed ecco che da quel balcone al secondo piano arrivò un controcanto… originalissimo… “… Oh mammà mi vogghiu marità, oh mammà mi vogghiu marità, oh mammà mi vogghiu marità! Figghia mia a cù ta’ ddari? Mamma mia pinsaci tu!”


E di malafiura in malafiura arriviamo all’esternazione, o meglio alla “messa in pratica”, della mia Ars Cosmetica. Dopo tanti spot pubblicitari di signore bellissime e di creme per il viso un pomeriggio pensai bene di emularle. Da giorni avevo avvistato nella scrivania un barattolino bianco col coperchio e le scritte blu... aprendolo avevo già visto che era dotato di un pennellino... Ebbene, quel pomeriggio, lontano da sguardi indiscreti, ho aperto quel barattolo e con il pennellino mi sono spalmata sul viso una quantità industriale di prodotto... che però NON ERA una crema per il viso... ma colla Coccoina!! :( Arrivai da mamma che ero praticamente imbalsamata...  Lei riuscì a ripulirmi bene bene dopo strofinamenti e copiose quantità di acqua calda... ma per più di una settimana ebbi il faccino...diciamo... ustionato...


Che dire? Giufà fin da allora!!! ^_^

venerdì 18 ottobre 2013

Dire di te

 Non so come cercarti
non so dove trovarti
ma sento il bisogno di dire di te
dell’amore che ci ha legati
e che ci unisce ancora
nutrito di una tenerezza dilatata nel tempo. 

Tra un respiro e un battito
intravedo un cuore… il MIO
che fatica ad accettare la notte della morte
e si chiude a riccio
e un altro…
il TUO… che lo solletica
lo stuzzica, lo sprona
perchè la luce non può nascondersi a lungo
la gioia non può tacere per sempre

e l’inverno, prima o poi, deve far spazio alla primavera.

Chiudo gli occhi e ti vedo
sento il tuo respiro
ti percepisco presente e vicino
e la tua mano che stringe la mia
ancora una volta mi dona forza
ancora una volta mi dona VITA.

Si, tu vivi! 

Vivi nell’Amore,
nell’Amore donato e contraccambiato
che scorre nelle mie vene
e trasforma la mancanza
in PIENEZZA.

martedì 8 ottobre 2013

Un solo, piccolo dettaglio

Certi giorni sono diversi.

Potrebbero sembrare giorni qualunque, ma hanno qualcosa in più. Non molto... solo un dettaglio... spesso minuscolo. Di solito non ci si fa caso, perché un dettaglio non è fatto per essere notato. Ma se ci concediamo il tempo di scoprirlo, ecco che all’improvviso è così presente... da diventare immenso!

E allora accade che un solo minuscolo dettaglio ti illumina la giornata e ti fa tornare il sorriso! :-)

Qual è il dettaglio che oggi mi fa sorridere? L'aver appena scoperto che, dopo un periodo di magra, l'Ente per cui lavoro mi ha finalmente accreditato lo stipendio di... giugno!!

 

martedì 1 ottobre 2013

"Calmesion e sangue freddo": il mio primo Reading di Poesia

In principio fu il “calmesion” di Robi… e il mio pensiero immaginato di due gemellini intenti a "OHMmare" durante una seduta di yoga. Poi fu la volta del ritornello, imperterritamente martellante, della canzone di Luca Dirisio “Calma e sangue freddo”. Questo il training autogeno con cui mi sono preparata al mio primo Reading di Poesia.
E’ andata bene – e lo dico con un misto di serenità, soddisfazione e orgoglio.
Ho disertato le prime file degli habituè, intenti a raccontarsi delle ultime opere pubblicate. Mi sono scelta un posticino defilato e da cui sarebbe stato facile defilarsi a fine serata. Ho sperato di non essere io la prima a calcare quel palco, ma – accidenti a chi ha inventato l’ordine alfabetico! - la mia speranza è stata vana. E così, con un “che culo!”, sussurrato con un fil di voce a mamma e cognata, mi sono alzata ed ho raggiunto il leggìo e il microfono predisposti per i poeti. E da lì, senza troppi convenevoli e senza alzare quasi mai lo sguardo dal libretto che mi ero preparata, ho dato voce, la mia voce, alle mie creature… Al crescendo di emozione e pathos de “Il mio Piccolo Posto” e ai ricordi dolceamari de “L’abbraccio di un Padre”…
Alla fine non sono stati gli applausi a darmi l’emozione più grande. Avrei voluto raggiungere, quanto prima e a sguardo basso, il mio posticino, ma mi sono trovata in mezzo ad un “appostamento”… di mani che volevano stringere le mie… di occhi lucidi e gonfi di pianto che cercavano di incrociare i miei… di labbra sconosciute che cercavano semplicemente di avvicinarsi per sussurrare un Grazie… Ho dispensato sorrisi, ringraziamenti, strette di mano… gelidamente ghiacciate. Si perché a forza di canticchiarmi “ci vuole calma e sangue freddo” il mio sangue si era davvero raggelato, ero un freezer che camminava. E tale sono rimasta per tutta la durata della manifestazione.
Delle due l’una:
  • O la tensione, stavolta, si è manifestata così (e meno male, perché tachicardia e groppi in gola sarebbero stati peggio!)
  • O la mia proverbiale ipotensione(i miei valori “normali” sono 80/55) si è resa presente anche in questa occasione (e meno male che si manifestata “solo” così e senza svenimenti vari!!)
Lo dico io… come me nessuna c’è!! ;-)