mercoledì 30 aprile 2014

Ghirigoro, lo scarabocchio color dell'oro

C'era una volta una scuola e una maestra che aveva ideato un concorso di disegno. L'iniziativa era piaciuta così tanto ai bambini, che in pochi giorni avevano realizzato tanti disegni bellissimi e coloratissimi. Il giorno della premiazione erano stati appesi in bella mostra sulle pareti del salone-teatro. Tutti, tranne uno.


In un angolo, dentro ad un cestino, uno scarabocchio tracciato con un pennarello dorato se ne stava triste su un foglio stropicciato e accartocciato, in compagnia di cartacce, fazzolettini e pacchetti di merendine. Qualcuno aveva pensato bene di gettarlo via, perchè insignificante e quindi non meritevole nè di essere esposto, nè di essere conservato.


Era arrivato il momento della premiazione. Al 1°posto si era classificato il disegno di Romina, un cerchio di bambini di diversi colori e razze che facevano un girotondo intorno al mondo.Secondo era arrivato il veliero disegnato da Stefano e terzo, infine, il Superman disegnato da Roberto. Dopo una piccola festicciola, era arrivato per tutti il momento di tornare a casa e nel salone-teatro era sceso il silenzio.


Ghirigoro era sempre lì, tutto rannicchiato nel cestino. Ad un tratto alcune vocine di bimbi interruppero quel silenzio... "Noi siamo i più belli, i più lodati e tu invece sei lì tutto sgualcito, non hai nemmeno una forma che somigli a qualcuno o a qualcosa!". "E' vero - aggiunse il veliero - che forma è la tua? Non sei un fiore, non sei una casa, non sei un animale... sei proprio strano, cosa mai potresti essere?". Ironico anche Superman disse la sua: "Io sono un super-eroe, tu invece non hai nulla di super!"


Ancora echeggiava la sua voce quando la bidella Maristella entrò nel salone per ripulirlo. Stava per svuotare il cestino dei rifiuti quando un forte colpo di vento spalancò energicamente la finestra, facendo prendere il volo a Ghirigoro, che comincò a svolazzare di quà e di là, senza una meta precisa e allontanandosi sempre più dal cestino, dai bambini, dal veliero e da Superman.


Il giorno dopo, in una piazza vicino alla scuola, un musicista di strada aveva smesso di suonare perchè si erano rotte le corde della sua chitarra. Per un caso a noi sconosciuto, Ghirigoro era finito vicino a lui, ma il musicante non se n'era accorto, tanto era preoccupato su come, adesso, si sarebbe guadagnato da vivere. Si appisolò qualche minuto su una panchina e al suo risveglio trovò la sua chitarra con sei nuovissime corde dorate. Quell'evento aveva dello straordinario, era fuori dal comune e quando il musicista iniziò a toccare il suo strumento una melodia bellissima risuonò per tutto il piazzale e la gente lo venne ad ascoltare entusiasta.


Qualche giorno dopo, poco lontano da quella piazza, nella campagna circostante stormi di rondini volavano quà e là, cercando il necessario per terminare il nido. Su un albero ce n'era uno, non del tutto finito, in cui le uova stavano per schiudersi. Ai piedi di quell'albero, mamma rondine vide un insolito pezzo di carta, ma indaffarata com'era nel cercare foglie e ramoscelli lo lasciò perdere e volò via. Al suo ritorno l'aspettavano due sorprese: i piccoli erano nati e il nido che li accoglieva era tutto dorato, ben costruito e ultimato!


Pochi giorni dopo Ghirigoro se ne stava disteso lungo il viale principale, proprio davanti alla bottega di un maestro orafo. Quando il giovane arrivò, vide vicino alla sua saracinesca quello strano foglio di carta; incuriosito lo raccolse, ma rimase deluso davanti a quello scarabocchio dorato sì, ma senza forma e senza senso. Entrato in bottega, poggiò distrattamente Ghirigoro sul bancone e subito si diresse al tavolo da lavoro: doveva realizzare un gioiello per la sua fidanzata! Stava tagliando delle sottili lamine d'oro quando squillò il telefono. Si avvicinò al bancone per rispondere, ma qualcosa lo stranizzò: il foglio che aveva sotto gli occhi era bianco e senza alcun segno... ma allora che fine aveva fatto quel foglio un po' stropicciato con lo scarabocchio dorato, senza forma e senza senso? Stava cercando una risposta quando, tornato al tavolo da lavoro, ebbe una straordinaria sorpresa: Ghirigoro era diventato una collanina intrecciata con uno splendido pendente a forma di infinito... il regalo per la sua fidanzata!


Questa è la storia di Ghirigoro lo scarabocchio color dell'oro, che nè primo, nè secondo, nè terzo era arrivato, ma che aveva fatto felice un musicista, una mamma rondine ed un innamorato.

mercoledì 23 aprile 2014

La voce del silenzio

Voleva stare un po' da solo Michele. Per pensare. Anzi no. Voleva stare un po' da solo per resettare mente e cuore e per donarsi quel black-out di cui da tempo sentiva il bisogno. Senza dare troppe spiegazioni ai suoi colleghi aveva tolto il camice, era salito sulla sua Ford Focus e come un automa aveva lasciato la città e imboccato la strada che saliva verso Piano delle Fate. Curva dopo curva era arrivato agli "Spazi Verdi", aveva lasciato la macchina e si era incamminato a piedi su per il sentiero. Noncurante dello spettacolo di odori e colori che la natura gli offriva, aveva oltrepassato l'osservatorio geofisico... il rifugio... il bar... il Santuario... ed era arrivato lì, al suo piccolo posto... a quel sedile scavato in una roccia.


Ed eccolo... il silenzio a lungo anelato... a spegnere le ansie e i turbamenti di quei giorni.


Capriccioso arriva un soffio di vento, insolente quanto basta a dare alito ad emozioni credute sopite. Un moto dell'anima gli riempie gli occhi di lacrime e lo vede... Vede i boccoli color del grano che incorniciano l'incarnato roseo del suo viso... vede i suoi grandi occhi marroni... i suoi musetti tristi e i suoi sorrisi... E lo sente... lo sente ridere... lo sente ripetergli "va tutto bene"... lo sente cantare... lo sente bisbigliargli paroline dolci... parole d'amore...


Lo sente Michele, lo sente nel suo cuore. E lui, ancora una volta, sta inondando d'amore quel posto caldo che Michele, lì nel profondo, ha riservato solo per lui. Lui... quel figlio che un pomeriggio d'Aprile, come un ladro, gli aveva portato via.

mercoledì 16 aprile 2014

Auguri...

 

 

 

Offro un assaggio di questo uovo augurale

a quanti passano da questo spazio virtuale:

alla mia CerchiAmici,

a chi mi commenta,

a chi lascia un "mi piace" e nulla più,

a chi non sa come e perchè è arrivato qui

ma mi dona un po' del suo tempo...

A tutti e a ciascuno:

Buona Pasqua!

Calo

 

 

martedì 8 aprile 2014

Aprile

Anima verde e gonfia di fiume in piena


prende il largo nel mare della vita,


rispondendo all'appello


irresistibile e inquieto rivolto a quanti


lottano e amano, soffrono e sperano.


E così VIVE.

martedì 1 aprile 2014

Io speriamo che me la cavo (reloded!)

A volte ti sorprendi a immaginare


che possa capitare proprio a te,


di avere una missione un po’ “speciale”


che la tua professione può diventare.


E’ la vita che accade, non una sfida,


è la cura del tempo, non l’applauso del mondo,


è una grande responsabilità.


E’ il filo di un aquilone, 


un equilibrio sottile,


non è cosa ma è come,


è una questione di stile.


Non è “che t’importa”,


non è “tanto è uguale”,


è ubriacarsi d’amore


e in questo, trovare il giusto canale.


La mia missione un po’ speciale


ha il volto, la vita, il nome di 9 ragazzi:


Antonella,


Elisa,


Giuliana 


Giusy,


Leila,


Madalina,


Margherita,


Monica,


Sebastiano.


 


Mi hanno rinnovato il contratto per un altro anno (non è un pesce d’aprile!). E da oggi, come il primo giorno… Io speriamo che me la cavo!