"Sono convinto che ogni anima sia fatta di almeno cinque parole. Tutti dovrebbero avere una lista di cinque parole, le cinque parole che preferiscono. Le tue cinque parole sono quelle che dicono come respiri, e da come respiri dipende il resto. ... Ognuno dovrebbe scrivere una poesia con le sue cinque parole, giusto per ormeggiare l'anima in un porto sicuro."
Questo pensa Federico, il co-protagonista di CIO' CHE INFERNO NON E', l'ultimo romanzo di Alessandro D'Avenia.
Inutile dirvi che queste parole sono tra quelle che ho sottolineato e marcato a margine (più volte anche!!), perchè vi ho trovato una preziosissima parte di me... Inutile dirvi che ci ho letto quasi un invito a nozze... da accettare... per fare un dono a me. E a voi. E magari riceverne tanti in cambio... ^_^
Provo a spiegarmi meglio. Che ne dite se quest'anno gli auguri che ci scambiamo abbiano il contenuto e la forma di poesie, o comunque di pensieri, che racchiudano le 5 parole che maggiormente dicono di noi?
So che forse vi sto chiedendo tanto... ma sarebbe una gioia semplice... e mi rendereste DAVVERO FELICE!!! ^_^Io, intanto, faccio la mia parte. Le mie cinque parole sono: cuore, famiglia, inquieta, mare e serenamente. E la mia poesia suona così:
Cuore ricamato di cicatrici
a cui la famiglia ha dato ali e radici,
anima serenamente inquieta
che sente forte il bisogno di terraferma
ma anche, irresistibile, il richiamo del mare.
Tu sei così ed hai un difetto:
non sai rinunciare ad amare.
Cari Amici, vi dono queste parole con tutto l'affetto di cui sono capace e con lo stesso affetto vi auguro un Natale che sia "caldo" dell'Amore di chi ha il dono di vivervi. Vi voglio bene e voglio il vostro bene.
Calo