martedì 27 maggio 2014

Maggio

Maggio, musicista del cuore


accorda gli strumenti dell'orchestra dei ricordi...


Gioiose risuonano le risate di una bimba che gioca,


graziosi allegretti accompagnano il romanticismo


di un'adolescente al bastione...


Immagini indelebili, inconfondibili


come lo sciabordìo delle onde


in questo scorcio di creato che è solo mio.

mercoledì 21 maggio 2014

La Rosa dell'Amicizia

Qualche giorno fa Arthur mi ha donato “La Rosa dell’Amicizia”. Nel bigliettino che l’accompagnava c’era scritto: “A Calo, una Sicilianuzza che sa ascoltare le sue emozioni e allo stesso modo ce le sa raccontare.”

Ho letto e riletto diverse volte quel bigliettino. E man mano che le parole scorrevano sentivo il viso farsi paonazzo, il cuore arrivarmi in gola, gli occhi riempirsi fin quasi a scoppiare, le lacrime scendere. Silenziose e grate.

Il lupo perde il pelo e non il vizio ed io, alla soglia dei 39 anni, non riesco proprio a non entrare in confusione e a non sentirmi “emozionatamente sottosopra” quando mi viene detto o scritto qualcosa che muove le corde del mio cuore. Ed è stato così anche per questo “premio” e per la motivazione che lo ha accompagnato! ^_^

A questo punto mi corre il “piacevole obbligo” di raccontare ai miei lettori 10 cose che si sappiano o meno di me, ma che siano vere. Lo faccio rispondendo alle seguenti domande/tracce:

1 Descriviti con un solo aggettivo: Sensibile

2 Quale stato d’animo ti rappresenta meglio? La serena inquietudine!
3 Un tuo pregio e un tuo difetto: Quando voglio bene, voglio bene davvero, senza mezze misure e mezzi termini. E poi sono permalosa… mannagg’ammè!

4 Il tuo motto è: DUC IN ALTUM!
5 Che musica ascolti? Di tutto un po’. Di una canzone mi piace soprattutto sviscerarne i testi.

6 Trovi più seducente l’intelligenza o l’attrazione fisica? Vuoi mettere il fascino che esercita una mente aperta e allenata al bello, con cui potersi confrontare senza mai stancarsi?

7 Quanti libri leggi in un anno? Dai 10 ai 15
8 Quanto trovi stupidi/carini i premi Award tipo la Rosa dell’Amicizia? Nei piccoli gesti spesso si nasconde un mondo… ed io sono grata ad Arthur per la gioia semplice che, con il suo gesto, mi ha donato.

9 Come è cambiata la tua vita con il blog? Quando il primo settembre del 2009 pubblicai il mio primo post, lo feci mossa dal bisogno di una valvola di sfogo dalla quale far uscire tutto quello che rischiava di scoppiarmi dentro… erano i giorni in cui la malattia di papà diventava più subdola di quanto già non fosse… i giorni in cui ero stata costretta a fare una scelta dolorosa tra il mio essere “figlia” e il mio essere “donna innamorata”… i giorni in cui avevo bisogno di un rifugio per l’anima e il cuore, visto che anche il “mio” scoglio non riusciva a donarmi più la serenità di cui avevo maledettamente bisogno…

Arrivai su myblog senza sapere bene come funzionasse e, per la verità, senza sapere nemmeno come si gestisce un blog; mi scelsi un nickname, yeasty-waves, che evocava le onde frangenti del mio essere, tra slanci di cuore e improvvise ritrosie, e senza pensarci troppo iniziai a condividere in quello spazio virtuale le mille sfaccettature del mio essere: i sogni e la quotidianità, le paure e le speranze, i punti di forza e quelli di debolezza, gli stati d’animo leggeri come una carezza sulla guancia e quelli ruvidi come carta vetrata, dolorosi e sofferti…

Sono passati quasi 5 anni e sono ancora qui! E’ vero, non sono stata costante, sono scomparsa tante volte e tante volte sono ricomparsa, a volte volontariamente, a volte ricercata e rintracciata dalla Scotland Yard dei Bloggers il cui motto è “ Chi l’ha visto ci fa una sega!”… ma devo tanto a questo posto e a quanti in questi anni lo hanno vissuto con me! ^_^

10 L’amicizia “virtuale” [per te]: E’ qualcosa che mi ha riempito il cuore, al pari se non di più dell’amicizia reale. Qui ho incontrato persone meravigliosamente belle nella loro diversità di vissuti personali, di caratteri, di pensieri, di valori, di punti di vista, mi sono arricchita nello scambio e nel confronto delle nostre umanità, ho conversato amabilmente e litigato di brutto, ho condiviso gioie e trepidazioni, sofferenze e lacrime, ho fatto conoscere il bello e il brutto di me… e sono ancora qui forte della forza e dei sorrisi che mi sono stati donati. GRATIS.

E adesso che ho “pagato pegno” raccontando 10 cose su di me, permettetemi di condividere simbolicamente la “mia” rosa dell’amicizia con quelle persone che qui considero davvero AMICI. E poco importa se per alcuni solo facebook mi ha fatto vedere come sono fatti, se per altri ho avuto il dono di parlarci al telefono e per altri ancora nemeno quello… ognuno di loro, a suo modo, ha conosciuto la canzone del mio cuore e me l’ha cantata quando ne avevo dimenticato le parole. E questo è il regalo più bello che potessi ricevere.

La mia rosa e il mio GRAZIE vanno (rigorosamente in ordine alfabetico nei loro nomi di battesimo) ad Alessandra, ad Arturo, a Beppe, a Daniele, ad Enzo, a Gabriele, a Katia, a Manuela, a Mariateresa, a Maristella, a Mauro, a Michele, a Nadia, a Roberto, a Romina e a Stefano.

Si, lo so che sono più di dieci e che non ho rispettato il regolamento del premio… ma a casa mia l’abbondanza non ha mai fatto carestia! :-)

mercoledì 14 maggio 2014

3 Ciliegie

Ritornano ogni anno a parlarmi di TE

e a ricordarmi la caparbietà con cui hai voluto e piantato

quell'alberello solo per me.

Quest'anno sono bastate le prime tre

per fare esplodere il cuore

come fuochi d'artificio nel cielo dei ricordi.

...

Ricordi che profumano di ciliegie.

Ciliegie che hanno il gusto dolce e malinconico

del ricordo di TE.

martedì 6 maggio 2014

Semplicemente lei

Tutto ha inizio in un giorno d’estate, in un corridoio gremito di voci e pianti, quelli dei ragazzi che stavano lasciando il Campo. Michele, il suo migliore amico, l’aveva presa per mano, l’aveva portata in disparte e guardandola negli occhi le aveva detto: “Ho imparato a confrontarmi con i tuoi eloquenti silenzi… con i tuoi occhi spesso sfuggenti per paura di essere un libro aperto… Non è facile riuscire a scorgere tutta la profondità del tuo essere, ma io ti voglio bene proprio per questo! Ti voglio bene per la tua testa dura, ti voglio bene per le tue lacrime, ti voglio bene per la tua generosità e il tuo altruismo… Ti voglio bene perché entri in confusione quando ti si fa un complimento e perché quando hai da dirmi qualcosa non lo fai di presenza o per telefono ma attraverso lettere chilometriche… Ti voglio bene perché ci basta un’occhiata per capirci, ti voglio bene per la tua vicinanza discreta e silenziosa quando tutto intorno è caos…” L’aveva abbracciata. Fortissimo. E a lungo. L’aveva poi salutata dicendole: “Ricorda che ti voglio bene e voglio il tuo bene, cara la mia amica serenemente inquieta!”. A queste parole, spontanea era scoppiata una risata… Michele era proprio Carmen Consoli dipendente!!


SERENAMENTE INQUIETA: mai appellativo era stato più calzante per descrivere quell’anima mossa da un cuore con le ali! E lei se l’era cucito addosso, quasi fosse un distintivo o un secondo nome. Ecco perché quando aveva voluto aprire un blog gli aveva dato questo nome e aveva scelto un nickname che evocava le onde frangenti del suo essere, tra slanci di cuore e improvvise ritrosie. E lì, in quello spazio virtuale, aveva iniziato a condividere le mille sfaccettature del suo essere: i sogni e la quotidianità, le paure e le speranze, i punti di forza e quelli di debolezza, gli stati d’animo leggeri come una carezza sulla guancia e quelli ruvidi come carta vetrata, dolorosi e sofferti. E lì, dietro a quel distintivo, sempre più nitida spuntava lei… semplicemente lei.


Ma la vita, a volte, sa essere bizzarra e generosa di prove e difficoltà e anche il rifugiarsi dietro ad un monitor può rivelarsi un boomerang, che fende il silenzio fragoroso del tuo essere vera… e il sangue della tua vulnerabilità scorre a fiotti.
Ecco perché, ad un certo punto, volendo reagire e rendere un punto di forza la sofferenza vissuta, fece delle scelte... percorsi infelici... intrapresi e interrotti... cambiati e ricambiati, in cui si era persa ancor prima di scorgere una meta di cui aveva smarrito il senso.


E sole e pioggia… e neve e tempesta… la vita pulsava ininterrottamente, scandendo lo scorrere delle lacrime, versate per lenire le ferite profonde lasciate sulla sua ipersensibilità, scalfita perché spesso incompresa. Poi, quando meno se l’aspettava, è successo che il cuore con le ali ha ritrovato in sé la forza per tornare a volare. Ecco che è riapparsa lei nella sua semplicità ed è in questo nuovo blog che, ormai da un anno e mezzo, il battito d’ali del suo cuore ha ritrovato il significato del suo esistere.