In principio fu il “calmesion” di Robi… e il mio pensiero immaginato di due gemellini intenti a "OHMmare" durante una seduta di yoga. Poi fu la volta del ritornello, imperterritamente martellante, della canzone di Luca Dirisio “Calma e sangue freddo”. Questo il training autogeno con cui mi sono preparata al mio primo Reading di Poesia.
E’ andata bene – e lo dico con un misto di serenità, soddisfazione e orgoglio.
Ho disertato le prime file degli habituè, intenti a raccontarsi delle ultime opere pubblicate. Mi sono scelta un posticino defilato e da cui sarebbe stato facile defilarsi a fine serata. Ho sperato di non essere io la prima a calcare quel palco, ma – accidenti a chi ha inventato l’ordine alfabetico! - la mia speranza è stata vana. E così, con un “che culo!”, sussurrato con un fil di voce a mamma e cognata, mi sono alzata ed ho raggiunto il leggìo e il microfono predisposti per i poeti. E da lì, senza troppi convenevoli e senza alzare quasi mai lo sguardo dal libretto che mi ero preparata, ho dato voce, la mia voce, alle mie creature… Al crescendo di emozione e pathos de “Il mio Piccolo Posto” e ai ricordi dolceamari de “L’abbraccio di un Padre”…
Ho disertato le prime file degli habituè, intenti a raccontarsi delle ultime opere pubblicate. Mi sono scelta un posticino defilato e da cui sarebbe stato facile defilarsi a fine serata. Ho sperato di non essere io la prima a calcare quel palco, ma – accidenti a chi ha inventato l’ordine alfabetico! - la mia speranza è stata vana. E così, con un “che culo!”, sussurrato con un fil di voce a mamma e cognata, mi sono alzata ed ho raggiunto il leggìo e il microfono predisposti per i poeti. E da lì, senza troppi convenevoli e senza alzare quasi mai lo sguardo dal libretto che mi ero preparata, ho dato voce, la mia voce, alle mie creature… Al crescendo di emozione e pathos de “Il mio Piccolo Posto” e ai ricordi dolceamari de “L’abbraccio di un Padre”…
Alla fine non sono stati gli applausi a darmi l’emozione più grande. Avrei voluto raggiungere, quanto prima e a sguardo basso, il mio posticino, ma mi sono trovata in mezzo ad un “appostamento”… di mani che volevano stringere le mie… di occhi lucidi e gonfi di pianto che cercavano di incrociare i miei… di labbra sconosciute che cercavano semplicemente di avvicinarsi per sussurrare un Grazie… Ho dispensato sorrisi, ringraziamenti, strette di mano… gelidamente ghiacciate. Si perché a forza di canticchiarmi “ci vuole calma e sangue freddo” il mio sangue si era davvero raggelato, ero un freezer che camminava. E tale sono rimasta per tutta la durata della manifestazione.
Delle due l’una: - O la tensione, stavolta, si è manifestata così (e meno male, perché tachicardia e groppi in gola sarebbero stati peggio!)
- O la mia proverbiale ipotensione(i miei valori “normali” sono 80/55) si è resa presente anche in questa occasione (e meno male che si manifestata “solo” così e senza svenimenti vari!!)
cara gemellina, come ti capisco! Sono un fifone che in quella solitudine fra tanta gente saprebbe solo balbettare o sbagliare le parole. Sei stata GRANDE e mi dai fierezza. Il racconto del tuo "stordito" ritorno al posticino fra la gente che voleva "gustarti" con un saluto, un abbraccio o anche solo uno sguardo, mi ha fatto provare una grandissima emozione.
RispondiEliminaSono un privilegiato perchè posso mandarti questo mio grande abbraccio. A presto. robi
Caro gemellino, che ci vuoi fare se siamo facili all'appagnamento? :-) Ma quando è il caso, sappiamo uscire gli attributi e lasciare il nostro piccolo segno!!
RispondiEliminaHai visto? Il "pensiero immaginato" che mi hai donato è stato presagio di cose belle... grazie di cuore!! E grazie per la stima e l'affetto che sempre mi dimostri!
Ricambio l'abbraccio con altrettanto privilegio! ;-)
Lo spazio in cui ti esprimi
RispondiEliminaè quello che abbiamo sempre definito
fra un respiro e un battito
e ci trascini chi ti ascolta
non mi stupisco quindi
della commozione che hai suscitato
ma neppure della tua emozione
che ti permette di essere vera
inquieta... e vera
Un abbraccio... alato
BriCciole...
Ecco... ci hai preso in pieno!! Nel senso che in quello spazio ci sono io, nelle molteplici sfaccettature del mio essere... inquieta e vera!!
RispondiEliminaIn questi anni hai imparato a conoscermi... bene... e non ti stupisci di quel che accade dentro e intorno a me...
Per me, invece, è stupore... incredulità... e meraviglia... ogni volta come se fosse la prima... e in momenti come questo lo "stordimento" diventa un altro connotato del mio essere...
Da oggi in poi... Serenamente inquieta... e stordita!!! ^_^
Abbraccio alato ricambiato!
Evviva! Che bella soddisfazione :-)
RispondiEliminaAvere le mani ghacciate in occasioni simili, quando ero per qualche motivo al centro dell'attenzione, è capitato anche a me: ci accomuna anche questa cosa allora ;-)
Un forte abbraccio!
:-) grazie per il tuo evviva, che so essere sincero ed empatico.
RispondiEliminaEh, già, cara maris, abbiamo un'altra cosa in comune.. e mi sa che ne scopriremo altre, strada facendo! :-)
Abbraccio formato famiglia!
Sono ultrafelice per te, cara la mia "morbidona" Cal...
RispondiEliminae ti capisco molto bene perché anch'io, nonostante la mia veneranda età, sono rimasta tuttora una timida incallita e difronte ai complimenti e applausi mi inibisco.
Per quanto riguarda la mia presenza sul mio blog, beh, non ho più tanta voglia di esserci... per ora. :-)
Ti abbraccio.
Nadia
heilà!!! felice sono io a trovarti dalle mie parti! :-)
RispondiEliminaCapisco che tu comprenda come mi sia sentita... ma il paragone non regge... io sono una principiante... tu sei UNA GRANDE!! :-)))))
Quanto alla timidezza... da un po' di tempo a questa parte non la considero più "solo" un punto debole...
Abbraccionissimo!
Complimenti davvero per la scoperta che hai fatto e per il traguardo che hai raggiunto. E si, perché capita di tastarsi il viso e le braccia e il petto e di darsi un pizzico alle braccia per vedere se si è svegli o se si è in quella dolce forma di dormiveglia in cui tutto è possibile e tutto lo diventa!
RispondiEliminaE invece è tutto vero.
Poi scopri quanto profondo e apprezzato sia ciò che pensi per tradursi in ciò che scrivi, l'apprezzamento espresso degli altri ti colpisce e ti permette una visione di te nuova e inaspettata!
Ti faccio i miei migliori auguri Calo, per proseguire su questa strada che la vita traccia all'improvviso e con cui qualche volta fa anche dei bei regali!
...grazie per l'augurio sulla migrazione che presto ci vedrà tutti da qualche altra parte ma non demorderemo e troveremo il modo per esserci.
Uomo
Nessun traguardo... solo una nuova, imprevista ma emozionante tappa del mio cammino!! E tanto basta a ricordarmi ancora una volta che quel che sembra improbabile non è detto che sia impossibile!!
RispondiEliminaE allora... ad maiora! ^_^
Grazie per gli auguri!