domenica 26 febbraio 2017

Magari domani resto (!!!)

Quando 10 mesi fa (dopo aver letto LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO e dopo aver lasciato sedimentare nel giusto tempo della risonanza LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI), scrissi la mia LUCE DENTRO - IL RISCATTO DEGLI INCOMPIUTI, non immaginavo lontanamente che Lorenzo Marone avrebbe davvero fatto entrare una Luce nella mia vita!!

E' arrivata in punta di piedi (perché ho titubato parecchio prima di farla entrare!) e mi ha fatto compagnia per una decina di giorni (no, non è che sono lenta a leggere, è che Luce è come la Vallelata, va gustata lentamente sennò finisce subito! ) 

E così, davanti al barattolone di Nutella da 1 kg, e con in sottofondo Combattente di Fiorella Mannoia, Luce mi ha aperto il suo cuore… ed ha messo a soqquadro il mio!!! E tra sorrisi e lacrime, empatia e trimulizzi dell'anima, mi ha ricordato il senso, il valore e la forza di ogni mio “restare”… e quanto sono arci-super-mega-fortunata ad avere la famiglia che ho e tanti don Vittò che tengono sempre vivo il fuoco della mia serena inquietudine. E SOPRATTUTTO che anche io sono venuta al mondo per assolvere qualcosa di meraviglioso!


Ho sottolineato e ricopiato intere parti del libro, ma due sono i miei “pezzi di cuore”: quello della “viscerale stretta di famiglia fracida, che però si voleva bene” e quello del “siamo rimasti così, uniti l'uno all'altra, con le braccia poggiate sul vecchio tavolo di una vita, a incrociare le nostre dita prima dolcemente e poi sempre più forte, finché la pelle si è schiarita e quasi mi è sembrato di sentire il loro sangue pulsare nell'incavo delle mani”. Rileggerli (e rivivere nel buio delle palpebre quanto hanno evocato) mentre in sottofondo va SEMPRE E PER SEMPRE di Francesco De Gregori  è la più struggente delle coccole!
 
MAGARI DOMANI RESTO è un libro per i cuori ricamati di cicatrici ma con le ali!
 
P.S. Magari, prima o poi, lo incontrerò anche io Lorenzo Marone!

mercoledì 15 febbraio 2017

In attesa di leggere MAGARI DOMANI RESTO

LEI è lì. Ha il "suo" posto in quel piccolo mondo che è il mio comodino. Se ne sta lì, in attesa che io vinca gli indugi e la prenda, finalmente, tra le mani.
A volte, buona buona, si limita a sussurrarmi "sono qui, ti sto aspettando"; altre, impertinente ed ardita, inizia a tamburellare ostinatamente alla porta del cuore, affinché io possa "assolvere qualcosa di meraviglioso".
Perché indugio? Perché ho paura, una fifa matta di essere messa a nudo e di ricevere una sventola tra capo e collo che forse non riuscirei a sopportare, forse per orgoglio o forse, più semplicemente, perché di questi tempi non sono abbastanza corazzata per vivere il mio presente all'infinito.
E allora vigliaccamente scappo.
LEI invece mi chiede di restare e di permetterle di entrare tra le crepe e le ferite della mia vita.
E magari, domani, sarà LUCE. ;-)

giovedì 9 febbraio 2017

A volte, inaspettatamente, qualcuno

In questi giorni sto leggendo il DIARIO di Etty Hillesum. E sto anche seguendo il Festival di Sanremo. In questi giorni densi di parole e musica mi sento propensa all'incontinenza emotiva. E allora può accadere una cosa strana: leggere la pagina del "A volte, inaspettatamente, qualcuno" e di getto scrivere questo post. In cui c'è Etty e tanto, troppo, troppo, troppo di Calo.
 
A volte, inaspettatamente, qualcuno si inginocchia in un angolino di me stessa. A volte lo fa strozzando in gola il proprio dolore e abbracciando il silenzio... a volte a denti stretti, tremando di paure e rimorsi... a volte in lacrime, col cuore messo a nudo nella sua inquieta e vulnerabile sensibilità... a volte cantando a squarciagola, perché dentro ha così "tanta roba" che chiede solo di esplodere...
A volte, inaspettatamente, qualcuno si inginocchia in un angolino di me stessa. Quasi sempre lo fa sulle note di una canzone che dà voce alle emozioni che nessuno sa... ora pugno allo stomaco o carezza dell'anima... ora sale su ferite vecchie e nuove che non vogliono saperne di cicatrizzarsi o balsamo di consolazione e speranza...
A volte, inaspettatamente, qualcuno si inginocchia in un angolino di me stessa. E quel qualcuno sono IO.

mercoledì 1 febbraio 2017

Ma che splendore che sei, nella tua fragilità...

Così cantava Margo Mengoni nella sua splendida ESSERI UMANI. Così mi ritrovo a canticchiare io da quando, qualche giorno fa, mi è successa una cosa particolare.
Una delle persone che abita il mio cuore, e che mi è modello per la forza della sua fede, mi ha mostrato il suo lato vulnerabile, fragile, titubante. La cosa mi ha dapprima destabilizzata, poi però non ho potuto fare a meno di dire GRAZIE per la disarmante bellezza della nostra umanità!
Non riesco ad esprimerlo meglio di così: quando si ha il coraggio di mostrarsi per quello che si è, nelle proprie ferite, incompiutezze e difficoltà, è più facile che chi cerca aiuto senta di potersi avvicinare!
E allora GRAZIE a Te, e a tutti gli esseri umani che hanno il coraggio di non celare il loro essere "umani"!