Dopo i fatti drammatici di Parigi, di fronte a tanto disumano dolore sono rimasta in rispettoso silenzio, sia qui che su facebook. Nessuna bandiera francese, nessun segno di lutto, nessuna parola... né sincera, di cordoglio e di solidale compartecipazione per le vittime e per i loro cari... né presuntuosa, nel tentativo di sviscerare il senso profondo di quanto successo.
Non è insensibilità... è pudore... è delicatezza... è desiderio di "maneggiare con cura" uno strazio che chiede solo di essere rispettato. E poi...
...
Ci sono parole che si scrivono “a caldo”. Bisognerebbe rileggerle “a freddo” quando, spento il suono di ogni voce dell'umano sentire e compartecipare, l'eco sorda dell'assenza si prenderà il suo spazio.
Sapevo il giusto motivo del tuo silenzio e l'ho apprezzato.
RispondiEliminaMentre mi dilettavo ad "immaginare" la parodia del tradizionale Zecchino d'oro, non ho resistito all'assurdità ed ho voluto dare significato alla mia rabbia con un'amara anteprima e ancora non riesco a trovare un'altra frase che completi i miei tristi pensieri di questi giorni.
Ciao
Condivido con te questa testimonianza. La scrive il marito di una donna uccisa al Bataclan, Antoine Leiris.
Elimina«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.
L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».
Un abbraccio per te e Lina.
Detto in francese: chapeau ad una persona straordinaria ed irraggiungibile.
RispondiEliminaAbbraccio.
.. un po' come quel papá che per calmare il figlio di tre anni, terrorizzato dagli spari e dai "cattivi con le pistole, che chiedeva cosa fossero tutte quelle candele e fiori per strada, gli ha detto che i fiori e le candele vincono su tutto...
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