Nella ridente e assolata campagna siciliana viveva un piccolo asinello che tutti chiamavano Sciccareddu. Un giorno, mentre passeggiava per i prati sotto il tiepido sole primaverile, notò degli strani movimenti in mezzo all’erba. Si fermò per osservare meglio e vide che si trattava di un piccolo animaletto. Un animaletto strano per la verità: più basso di lui, più lento e con una corazza a chiazze grigie e marroni. E ce n’era pure una gialla.
Sciccareddu si avvicinò a quell’esserino e, con la sua innata gentilezza, disse: "Ciao! Come ti chiami? Sei nuovo di queste parti? Non t’ho mai visto!" "Mi chiamo Tartuchina e… mi sono persa!"- rispose la tartaruga. "Volevo fare una passeggiata, conoscere amici… ma nessuno vuole stare con me perché il mio passo è lento… e poi …. sono brutta e diversa da tutti gli altri animaletti".
Sciccareddu le chiese: "Qual è la tua diversità? Forse perchè hai la corazza con una chiazza gialla?" Tartuchina rispose di si e si mise a piangere così tanto che formò nel prato un laghetto di lacrime. "Non fare così" - le disse l’asinello. "Sai, tutti noi se ci guardiamo allo specchio abbiamo qualche difettuccio: chi ha il naso a patata, chi ha le zampette storte, chi si sente goffo, grasso, ma non per questo è triste, non ha amici o piange sempre. Forse ancora non lo sai… ma ognuno di noi ha delle caratteristiche e delle doti che nessun altro possiede, e che lo rendono unico. Anche per te è così! Dai, sali sulla mia groppa, ti darò un passaggio e ti farò scoprire un mondo tutto nuovo".
L’asinello si chinò, prese sul dorso la tartarughina e iniziarono passeggiare senza una meta ben precisa. E cantavano, scherzavano, ridevano, rallegrando il paesaggio e tutti gli esseri che vi abitavano. La tartaruga, abituata a guardare solo in basso, quando alzò gli occhi scoprì il cielo azzurro, il sole splendente, e gli uccellini che danzavano di qua e di la per il cielo. "Wow, che bello!" - disse rivolgendosi al suo amico asinello.
Passarono ore indimenticabili e, quando si fece buio, si fermarono sotto ad un albero di ciliegio e dormirono tutta la notte vicini vicini.
Al mattino, Tartuchina chiamò Sciccareddu che ancora dormiva e gli disse: "Grazie amico caro, non ti dimenticherò mai, sarai sempre nel mio cuore, perché ti sei accorto di me e hai saputo donarmi il tuo tempo." E mentre piangeva di gioia e commozione staccò dalla sua corazza la tegolina gialla e la diede al suo amico. "Te la regalo, perchè possa farti luce in ogni momento della tua vita".
Sciccareddu per la gioia e l'emozione iniziò a saltellare di quà e di là, felice per il dono ricevuto e perchè aveva messo in pratica un insegnamento del suo papà e cioè che chi vuol bene a qualcuno trova sempre il modo di fare qualcosa per lui.
Bellissima storia, con una morale che molti ancora non vogliono capire.
RispondiEliminaGrazie, è stupenda.
Un caro saluto, Patrizia
:-) :-)
RispondiEliminaGrazie, grazie di cuore! Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il mio "racconto di zia"!
Buona giornata.
I nipotini andranno fieri un domani dei racconti della zia, e voglio sperare che faranno tesoro della grande umanità in essi contenuta.
RispondiEliminaCiao Calo, buon fine settimana.
haffner
bellissima favola da leggere nelle scuole perchè c'è bisogno di capire le diversità in questo mondo che sa solo criticare se non sei "normale". Bravissima!!!
RispondiEliminaTi ringrazio, haffner!
RispondiEliminaSpero tanto di diventare zia e spero che i miei nipotini abbiano qualcosa da imparare dai racconti della zia! ^_^
Buon fine settimana a te e a chi ti è caro.
:-)
RispondiEliminaA volte la semplicità e la genuinità di un racconto arrivano al cuore... e possono lasciare il segno... più di mille paroloni. In attesa di leggerla ai miei nipoti... la leggerò ai ragazzi della comunità! ^_^
Grazie per il consiglio e buon fine settimana!
Il tuo racconto ha praticamente fatto da pagina 777 di televideo mentre immaginavo le scene dei due teneri protagonisti.
RispondiEliminaCiao dolce! robi
:-)
RispondiEliminaE mente lo scirocco sovrasta e l’influenza mi rende una pezza... il richiamo alla pagina 777 del televideo è una coccola che resta. Grazie di cuore!