martedì 6 maggio 2014

Semplicemente lei

Tutto ha inizio in un giorno d’estate, in un corridoio gremito di voci e pianti, quelli dei ragazzi che stavano lasciando il Campo. Michele, il suo migliore amico, l’aveva presa per mano, l’aveva portata in disparte e guardandola negli occhi le aveva detto: “Ho imparato a confrontarmi con i tuoi eloquenti silenzi… con i tuoi occhi spesso sfuggenti per paura di essere un libro aperto… Non è facile riuscire a scorgere tutta la profondità del tuo essere, ma io ti voglio bene proprio per questo! Ti voglio bene per la tua testa dura, ti voglio bene per le tue lacrime, ti voglio bene per la tua generosità e il tuo altruismo… Ti voglio bene perché entri in confusione quando ti si fa un complimento e perché quando hai da dirmi qualcosa non lo fai di presenza o per telefono ma attraverso lettere chilometriche… Ti voglio bene perché ci basta un’occhiata per capirci, ti voglio bene per la tua vicinanza discreta e silenziosa quando tutto intorno è caos…” L’aveva abbracciata. Fortissimo. E a lungo. L’aveva poi salutata dicendole: “Ricorda che ti voglio bene e voglio il tuo bene, cara la mia amica serenemente inquieta!”. A queste parole, spontanea era scoppiata una risata… Michele era proprio Carmen Consoli dipendente!!


SERENAMENTE INQUIETA: mai appellativo era stato più calzante per descrivere quell’anima mossa da un cuore con le ali! E lei se l’era cucito addosso, quasi fosse un distintivo o un secondo nome. Ecco perché quando aveva voluto aprire un blog gli aveva dato questo nome e aveva scelto un nickname che evocava le onde frangenti del suo essere, tra slanci di cuore e improvvise ritrosie. E lì, in quello spazio virtuale, aveva iniziato a condividere le mille sfaccettature del suo essere: i sogni e la quotidianità, le paure e le speranze, i punti di forza e quelli di debolezza, gli stati d’animo leggeri come una carezza sulla guancia e quelli ruvidi come carta vetrata, dolorosi e sofferti. E lì, dietro a quel distintivo, sempre più nitida spuntava lei… semplicemente lei.


Ma la vita, a volte, sa essere bizzarra e generosa di prove e difficoltà e anche il rifugiarsi dietro ad un monitor può rivelarsi un boomerang, che fende il silenzio fragoroso del tuo essere vera… e il sangue della tua vulnerabilità scorre a fiotti.
Ecco perché, ad un certo punto, volendo reagire e rendere un punto di forza la sofferenza vissuta, fece delle scelte... percorsi infelici... intrapresi e interrotti... cambiati e ricambiati, in cui si era persa ancor prima di scorgere una meta di cui aveva smarrito il senso.


E sole e pioggia… e neve e tempesta… la vita pulsava ininterrottamente, scandendo lo scorrere delle lacrime, versate per lenire le ferite profonde lasciate sulla sua ipersensibilità, scalfita perché spesso incompresa. Poi, quando meno se l’aspettava, è successo che il cuore con le ali ha ritrovato in sé la forza per tornare a volare. Ecco che è riapparsa lei nella sua semplicità ed è in questo nuovo blog che, ormai da un anno e mezzo, il battito d’ali del suo cuore ha ritrovato il significato del suo esistere.

10 commenti:

  1. Sembra quasi autobiografico. Molto bello che lei abbia ritrovato il significato del suo esistere, dopo tanto peregrinare è giunta alla sua meta: se stessa!!!
    Dolce notte, Pat

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  2. Beh... in effetti un tantino autobiografico lo è davvero ^_^ !
    Buona giornata a te!

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  3. leggendo che è un tantino autobiografico sono "caduto dalle nubi.....!"
    Ho letto tutto quello che so che tu sei, sia perchè l'hai scritto sia perchè lo sento.
    Scusasse il ritardo nel commentare.
    Abbraccio di corazon. robi

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  4. Caduto dalle nubi? Spero tu non ti sia fatto troppo male! ^_^
    Ironia a parte... dapprima non riuscivo a capire il perchè... poi mi son detta che, in effetti, qualcosa di questo scritto potrebbe non esserti chiara, pur conoscendomi tu abbastanza sia attraverso i miei scritti, sia attraverso il tuo sentire da gemellino...
    Mi sa che devo provvedere a colmare qualche lacuna! Tu hai qualche domanda da farmi? ^_^
    Non hai bisogno di chiedere scusa, l'importante è sapere che ci sei!
    Buona serata!

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  5. quel "caduto dalle nubi" è pura ironia detta alla Checco Zalone. Come potevo non cogliere la tua autobiografia nel post?. Non devi colmare alcuna lacuna perchè sei la traduzione di molte mie situazioni.
    Ti auguro la buonanotte, cara gemellina. robi

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  6. Mi levo il cappello di fronte a tanta sensibilità d'animo e voglia di essere ciò che si è.
    Con stima Calo, con tanta stima.
    haffner

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  7. Ed è una fortuna per noi che possiamo ancora leggerti... Un bacio.

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  8. Che vuoi farci, caro Robi... quando il buon Dio ha diviso l'ironia tra i gemellini 106 io sono arrivata per ultima e non sempre riesco a coglierla!^_^
    Mano male che Robi c'è!
    P.S. Sapere di essere la traduzione di molte tue situazioni... mi conferma ancor di più che... niente è per caso... ;-)
    Abbraccio per te e Lina.

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  9. E io divento piccola piccola ogni volta che persone come te dicono tutto questo bene di me.
    Grazie haffner, con altrettanta stima e affetto.

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  10. Per me è meraviglioso che TU continui a donarti tra queste pagine...per me è un dono leggerti!!
    Grazie perchè ci sei.
    Ti abbraccio.

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