lunedì 10 marzo 2014

Ho imparato...

Ho imparato dalle malattie molto di ciò che la vita
non avrebbe potuto insegnarmi in nessun altro modo.
Ho imparato che il malato ha paura
e ha bisogno di amore e pazienza,
di tenere accesa la luce della speranza
nella notte della sofferenza.
Ho imparato che ha bisogno di cure
e anche, soprattutto, di Cuore.
...
Ho imparato che un abbraccio e una carezza
sono il modo migliore di comunicare e
che un sorriso dona speranza e incute pazienza!
Ho imparato che dietro un cuore che trema,
spesso c'è un'anima in pena!
Ho imparato che piangere davanti ad un malato non lo aiuta
ma ti avvicina alla sua umanità.


Ho imparato che l'Amore è una cosa bellissima,
perchè mentre ti occupi di loro, TU HAI CURA DI TE .

18 commenti:

  1. Quanto hai ragione!

    Un abbraccio fortissimo anche da parte mia.
    Nadia

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  2. io ho imparato che un malato deve fare coraggio con tanta sincera tenerezza a quelli che lo curano e soffrono molto più di lui.

    Un abbraccio. robi

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  3. Nelle tue parole è racchiusa una splendida verità. Bravissima, quello che hai scritto lo condivido totalmente.
    Un abbraccio, Pat

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  4. Cara Nadia, sono quelle prove che temprano, lasciandoti in dono cicatrici che ti si ricamano addosso diventando parte di te.
    Ciao grande quercia!

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  5. Caro Robi, nel mio post ho scritto da figlia che ha imparato tanto negli anni della malattia del padre e che forse solo adesso, con ritrovata lucidità, se ne rende veramente conto...
    Ma capisco bene (oh se lo capisco!!) quello che vuoi dire... e tu sai come ho messo al primo posto mamma, cercando di "tutelarla", incoraggiarla e non farla abbattere quando è arrivato l'esito della mia biopsia...
    Grazie gemellino, grazie per la tua condivisione.
    Abbraccio ricambiato! ;)

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  6. Grazie, Patrizia! In realtà certe verità si comprendono solo vivendole in prima persona.
    Abbraccio ricambiato! :)

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  7. cara Calo,
    se sono stato un pò brusco nel commento è perchè sapevo di essere capito, apprezzato ed imitato da te in quello che è stato il passaggio più difficile della mia vita, affrontato con una serenità che ha sorpreso anche me.

    Ciao gemellina. Abbraccio che vale già per la buonanotte. robi

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  8. Brusco tu? Ma quando mai!! :)
    Grazie, grazie e ancora grazie per l'esempio che sempre mi dai!
    Buonanotte abbracciosa a te e Lina!

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  9. quant'è vero quello che dici...

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  10. ... ed io so bene quanto puoi capirlo...
    Buona giornata! :-)

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  11. E succede ogni volta. Vengo qui da te e mi sembra di guardare in uno specchio. Nelle tue parole ci vedio sempre riflessa una parte di me.
    Ti abbraccio forte, Calo.

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  12. Che grande Verità hai scritto, bravissima :) Queste sensazioni le toccate tutte con mano nei mesi passati a curare la mia mamma, mancata l'anno scorso a 96 anni. Assistere una persona che ami durante la sua malattia , insegna tante cose, impari cosa significa l'umiltà, l'essere semplici. Bellissima soprattutto l'ultima frase
    "Ho imparato che l’Amore è una cosa bellissima,
    perchè mentre ti occupi di loro, TU HAI CURA DI TE ."

    Un forte abbraccio

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  13. Oltre le distanze sono davvero tante le esperienze e le emozioni che ci avvicinano, cara Maris! E mentre scrivevo questo post avevo ben chiaro che non srebbe stato solo "mio"...
    Abbraccio ricambiato con l'augurio di uno spensierato fine settimana! :-)

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  14. Cara Rosy, sul momento, quando sei lì e devi donarti con tutto quello di cui sei capace (ma anche no!) non si capisce fino in fondo quella che tu hai chiamato "grande Verità"... è il tempo che te la fa scoprire, riuscendo anche a strapparti un sorriso! :-)
    Grazie del tuo passaggio, ti auguro un bel fine settimana!

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  15. oggi sono nove anni che mio padre è scomparso e questo tuo post mi entra nell'anima come un gabbiano in picchiata nella carne viva. dopo l'ictus rimase in "vita" per tre anni, dei quali due con una cannula sovrapubica per orinare, una cannula esofagea per nutrirsi e il corpo martoriato dalle piaghe da decubito. Di 95 kg che pesava era ridotto a 45 kg, e io impotente che lo accudivo e osservavo mentre si consumava giorno dopo giorno.
    Comprendo quello che scrivi e ti abbraccio per quello che hai scritto.
    Con tanta stima.
    haffner

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  16. Desidero anzitutto ringraziarti per la preziosissima parte di te che hai voluto donarmi. Grazie, grazie davvero! Anche io comprendo buona parte di quello che hai scritto... gli ultimi due anni della malattia di papà (recidiva di tumore al cavo orale dopo precedente glossectomia totale) sono stati devastanti... e il mio "gabbiano in picchiata nella carne viva" aveva le sembianze di crisi di fame d'aria protrattesi per oltre un anno dalla sua morte...
    Ma se oggi sono quella che sono lo devo anche a quei giorni neri.
    Grazie per l'abbraccio e per la stima e grazie per essere tornato.

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  17. E forse bisognerebbe imparare a prendersi un po' più di cura di sé, perché non è mai abbastanza, proprio per le cose che hai scritto prima. E' la vita passa troppo in fretta, un peccato sciuparla quindi.

    Ciao Calo, buona serata di domenica e un sorriso. :)

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  18. Hai ragione, troppo spesso la cura di sè passa in secondo piano!!
    Conto in una serata di relax in compagnia di un buon libro... sto appena tornando dal lavoro!! :)

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