C'era una volta una lumaca. Il suo nome era Adagina e viveva nel villaggio di Dammitempo con i suoi genitori e suo fratello Striscio. Durante il giorno, quando mamma Flemma e papà Posapiano andavano a cercare foglie da portare a casa, Adagina usciva con Striscio e trascorreva il tempo passeggiando, chiacchierando e giocando con le lumachine e i lumachini suoi amici. La sera, invece, Adagina saliva sulla sua foglia-letto, si sistemava ben bene e da lì guardava il cielo.
Le piaceva tantissimo farlo, le donava pace e serenità! Per non parlare poi della meraviglia e dello stupore che provava quando scorgeva una nuova stella: quei puntini sbrilluccicanti come pietre preziose la incuriosivano e la emozionavano! Aveva imparato a conoscerle leggendo un libro di astronomia che aveva trovato a casa di nonno Valentino. Le piacevano tutte, ma aveva una predilezione per le stelle cadenti, per quelle lucine che talvolta lasciavano il cielo e scendevano giù. “Perché cadono dal cielo?”. “Dove vanno a finire?” “Continuano a splendere anche qui?” La curiosità di Adagina la portava a fare tante domande, ma nessuno, fino ad allora, era riuscito a darle le risposte che voleva.
Quella notte, era la notte di San Lorenzo, il cielo offriva uno spettacolo meraviglioso: non c’erano nubi e le stelle cadenti sembravano fuochi d’artificio! A naso insù, Adagina seguiva le peripezie delle stelle. Ad un certo punto, una stella sembrò cadere non lontano da lei. Impaurita ed emozionata, la lumachina non sapeva che fare. Un “ciao” sciolse ogni indugio. “Chi sei? Vieni fuori!”- disse Adagina non vedendo nessuno. Un esserino strano, splendente di una luce intermittente, le si presentò davanti. “ Ciao, io sono Piroettina. Sono una stella cadente”. Adagina cominciò a stropicciarsi gli occhi e a darsi pizzicotti: non poteva essere vero, doveva trattarsi di un sogno! “Tranquilla – continuò Piroettina- sono una stella vera, non stai sognando. So che tu osservi sempre il cielo. Anche io ti osservo. Ogni stella ha un punto di riferimento sulla terra ed io ho scelto te.” La lumachina era confusa, ma volle fidarsi di questa nuova amica che il cielo le aveva donato. La invitò ad accomodarsi sulla sua foglia-letto e si mise ad ascoltarla.
“ Vedi Adagina - disse la stella – in realtà io non è che sono proprio caduta. A dire il vero sono in missione, sono qui per esaudire il tuo desiderio segreto”. “Il mio desiderio segreto? E tu che ne sai?”. Piroettina sorrise. “Come ti dicevo prima, ho avuto modo di osservarti ed ho imparato ad ascoltare le tue parole al cielo e a leggerti nel pensiero i desideri che non hai mai condiviso con nessuno. E così ho scoperto che ti piacerebbe fare un viaggio tra le stelle.” In un misto di emozione, stupore e vergogna, Adagina era arrossita come quando la mamma scopriva le sue marachelle. “Dai, non hai motivo di fare così – disse Piroettina - è un gran bel desiderio il tuo. Può sembrare improbabile da realizzare, ma ricorda: IMPROBABILE NON VUOL DIRE IMPOSSIBILE! Ti fidi di me?” “Sì” –rispose Adagina . “E allora sali in groppa che si parte!”
Una forza misteriosa li sollevò da terra e Adagina chiuse gli occhi per la paura. Quando li riaprì… meraviglia!! Intorno era tutto blu!! Un blu intenso, quasi dipinto… proprio come nella canzone che cantava spesso nonno Valentino:“ Volare oh oh, cantare oh oh oh oh, nel blu dipinto di blu…” Ad un certo punto tantissimissime lucine iniziarono a sbrilluccicare attorno a loro. “Sono le mie sorelle – disse Piroettina – brillano così intensamente e velocemente per darti il loro benvenuto. E questo è un regalo per te”. Una stellina piccola piccola si posò sul guscio di Adagina e lasciò andare un po’ della propria polvere di stelle sulle sue cornicchie, che iniziarono a splendere lampeggianti. Adagina era affascinata. Possibile che tutto questo stava capitando proprio a lei?
Il meglio, però, doveva ancora venire. Piroettina e le sue sorelle diedero vita ad una vera e propria gara di salto sulle nuvole. Era il loro divertimento preferito e poi… atterrare sul soffice manto delle nuvole era bellissimo, sembrava quasi di immergersi nella panna! Adagina aveva sempre immaginato il cielo come un luogo silenzioso, invece il vociare e il ridere delle stelle le ricordava tanto il momento della ricreazione, quando il giardino della scuola si riempiva delle voci e delle risate di tutte le lumachine e i lumachini. “Sei stanca?” – chiese Piroettina. “No, perché?” “Perché voglio farti fare un giro memorabile in questo spazio sconfinato! Te la senti?” “Certo che sì” – rispose Adagina.
La stella iniziò a piroettare su se stessa e poi spiccò il volo in quello spazio infinito. Piroettando piroettando, avanzarono tra comete incandescenti e meteore, fecero uno slalom tra i pianeti e poi una nuotata in un mare che non era salato ma sapeva di latte! Arrivarono infine alla Spiaggia Celeste e per Adagina ci fu una nuova, bellissima sorpresa: in quel luogo che profumava di borotalco e frutta fresca la grande famiglia delle stelle aveva organizzato una festa solo per lei. C’era la musica in sottofondo, c’erano festoni e palloncini colorati e una tavola imbandita di cose buonissime. Adagina ne mangiò a sazietà e poi crollò in un sonno profondo.
“Adagina, Adagina, sveglia che è tardi e devi andare a scuola!”- la voce della mamma l’aveva svegliata di botto. “Uff, è stato solo un sogno”- pensò mentre si preparava. Ma quando, prima di uscire di casa, si guardò allo specchio, il luccichìo delle sue cornicchie le ricordò quel che Piroettina le aveva detto: “Improbabile non vuol dire impossibile!”. E sorridente se ne andò a scuola.
SOGNO
RispondiElimina… e volare con le ali della mente verso mete irraggiungibili...
Anche il sogno può essere quel piccolo frammento momentaneo di felicità, che ti fa volare nello spazio senza tempo dove tutto è possibile.
Quando riapri gli occhi, pensi: “per un attimo ho vissuto felice la mia realtà sognata!” (Nadia Consani)
Sognare fa bene allo spirito, anche se a volte i sogni non si avverano.
Un abbraccio, Calo.
Nadia
Cara Nadia, sono per indole una sognatrice. Imperterrita, nonostante molti dei miei sogni non si siano avverati, o peggio siano svaniti lasciandomi con l'amaro in bocca e le gengive doloranti per la mazzata presa. Ma se anche ad una stella ho fatto dire che "improbabile non vuol dire impossibile"... puoi comprendere quanto io possa essere capatosta... ^_^
RispondiEliminaAbbraccio ricambiato!
in diversi commenti e profili mi sono dichiarato un "sognatore professionista" e a volte considero il giorno solamente un intervallo fra i miei sogni.
RispondiEliminaDolci sogni alla mia gemellina sognatrice. robi
Sognare, una delle pochissime cose che si possono fare liberamente. Col sogno puoi andare ovunque e fare qualsiasi cosa :)) Mi è piaciuto molto il tuo racconto.Buona settimana
RispondiEliminaEd io sono felice di constatare che i tuoi sogni ti hanno reso la bella persona che sei!! E' vero, le anime non si incontrano mai per caso... soprattutto se sono anime sognanti, gemelle e... 106! ;-)
RispondiElimina... e soprattutto sognare è gratis! ^_^
RispondiEliminaGrazie del tuo apprezzamento e dell'augurio di una buona settimana, Rosy. Spero lo sia anche per te!
'nnagg... ripasso! :-)
RispondiElimina... 'nagg!! Ti aspetto!! ;-)
RispondiElimina:) zia Calo è un portento con queste sue storielle deliziose!
RispondiEliminaMo' arrossisco!! :-) Spero che anche i tuoi monelli gradiscano!!
RispondiEliminaMa quanto è bello questo racconto, complimenti !!!
RispondiEliminaCiao, Patrizia
Grazie mille Patrizia! E benvenuta nel mio... piccolo posto!! :-)
RispondiEliminaGrazie Calo, una dedica ed una canzone bellissime. Ti voglio bene anche io :-*
RispondiEliminaUn racconto molto dolce, devi essere molto brava con i bambini.
"Piroettando piroettando, avanzarono tra comete incandescenti e meteore, fecero uno slalom tra i pianeti e poi una nuotata in un mare che non era salato ma sapeva di latte..."
RispondiEliminaMi piace l'idea dello slalom tra i pianeti e del mare che sa di latte, così come è bella l'immagine di "quel luogo che sa di borotalco", come dire che sa di buono, di pure, di semplice soprattutto.
Un bel racconto oltretutto simpaticissimo che gioca tra il sogno e la realtà e chissà se magari quel sogno si avvera e la nostra realtà si trasforma in sogno?
Chissà!!! Sarebbe bellissimo, non credi? :-)
Beh, quando si parla di emozioni "voglio" esserci e guai se non ci fossi. :-)
Grazie a te perchè ci sei!
RispondiElimina...
Quanto ai miei racconti... sono racconti di una zia... che zia non è...
Un abbraccio.
Caro Arthur,
RispondiEliminami sa che qualche volta, tra queste pagine, dovrò raccontare di come ho conosciuto Mauro, un carissimo amico di blog... e del nostro... viaggio tra le stelle...!!
A volte i sogni sono più a portata di mano... e più reali... di quanto si creda!!!
...
bentrovato a te e alla tua volontà di esserci quando si parla di emozioni!