mercoledì 9 maggio 2018

Libri 2018 - Reading in progress

Riapprodo su questi lidi nel bel mezzo di un periodo che definire intenso è un eufemismo... con la convalescenza di mamma che procede lentamente e tra alti e bassi...e il ricovero (e successivo intervento allo stomaco) di uno dei suoi fratelli a Cefalù, con conseguente stallo e permanenza qui da noi di 6 tra familiari e parenti vari.
Se non fosse che la tensione e la fame nervosa mi stanno facendo lievitare nelle forme e nel peso, potrei dire che mi sento una trottola che gira, gira e gira di qua e di là... Solo che la trottola è agile e veloce, io invece sto iniziando ad arrancare sotto il peso di una stanchezza fisica e mentale. :-(
Ma non è di me che voglio parlare! Voglio (se non altro per donarmi un attimo di "normalità"), parlare delle mie ultime letture, solo due per la verità, visto che sono stata... in altre faccende affaccendata! :-)
 
UN RAGAZZO NORMALE - Lorenzo Marone. Impaziente di leggerlo, tanto da non poter attendere i “normali tempi di consegna”, l'ho preso subito in formato digitale. Poi mi sono imposta una “diligente pazienza” durante la lettura, che è stata VOLUTAMENTE lenta… “di pancia e di cuore”... ed ho lasciato che mi lavorasse dentro, ruminandomi la vita. Sì, perché tra le pieghe della narrazione, insieme a Mimì e alla sua famiglia, a Sasà e a Viola, a Matthias e a Giancarlo Siani, ho trovato Calo… il suo desiderio di Vita e di Vita in abbondanza… l'amore per la lettura e la passione per la scrittura… il prendersi a cura e a cuore gli altri … il suo decimo compleanno… i silenzi e gli scatti… gli slanci di cuore e le ritrosie… l'essere “precisina” e fin troppo “pillicusa”… la sensibilità… quell'arma a doppio taglio che la fa piangere, semplicemente perché la scena che sta leggendo l'ha davvero vissuta con disarmante somiglianza di dettagli... “A volte sostavo in soggiorno davanti alla foto in bianco e nero di loro due, appoggiati ad una vecchia auto targata NA, (nel mio caso PA!) con il sole che tagliava a metà la strada, mentre si abbracciavano guardandosi con occhi carichi di amore e speranza. Mamma aveva il volto picchiettato di lentiggini e i boccoli biondo rame ad avvolgerle il viso; era bellissima nella sua camicetta che lasciava il passo ad una gonna larga che si apriva sulle ballerine chiare. Lui, invece, indossava un paio di jeans a zampa e di elefante ed una camicia con il colletto smisurato, e aveva l'aria del macho, che si sente fiero per la bellezza che ha accanto. Studiavo con attenzione i dettagli dell'immagine e pensavo al fotografo che aveva visto scaturire quell'abbraccio dal nulla, mi domandavo se anche lui, all'epoca, si fosse accorto se sul volto dei due era già annidato l'amore futuro che li avrebbe uniti, se avesse notato che in una piega del sorriso di mamma sembrava già essere scritto il suo destino, la mia presenza e quella di Bea (di Biagio!), se sotto gli occhi di papà accecati dal sole avesse intravisto la consapevolezza di un uomo che sa che quella sarà la compagna della sua vita...”
Dulcis in fundo… nel “tanto di Calo” trovato in questo romanzo… un suo incorreggibile difetto: il non saper rinunciare ad amare! E allora non posso che consigliarne la lettura e ringraziare Lorenzo Marone perché, ancora una volta, mi ha ricordato quanto vale essere straordinari nell'ordinario.
 
SONO SEMPRE IO - Jojo Moyes. Ci sono dei momenti in cui, anche nella lettura, si ha bisogno di leggerezza… di non ingolfare i pensieri… di scorrere righe e storie semplicemente per il piacere di farlo… e allora ti dici: “Ma sì, vediamo cosa combina a New York Louisa Clark!”… e tra i titoli già presenti nel tuo e-reader scegli SONO SEMPRE IO di Jojo Moyes.
È stato bello ritrovare questa giovane donna, a volte un po' ingenua ma senza troppi grilli per la testa, altruista e dirompente nel dono di sé (spesso anche a discapito di se stessa), integerrima sul lavoro e nella vita di ogni giorno. E sorprendente è stato ritrovarla nella Grande Mela… più coraggiosa… più consapevole… più determinata ad uscire dal proprio guscio e a riscattarsi.
Ancora una volta lo stile narrativo della Moyes e la “simpatia innata” di Louisa son riusciti a creare quel clima di empatia che permette al lettore di immedesimarsi, in qualche modo, nella vita della protagonista e in quel lavoro di introspezione-smantellamento-ricostruzione di sè che le farà finalmente capire COSA VUOLE per se stessa e CHI vuole nella sua vita.
E ancora una volta non si può non amare Lou… il suo maturare nella libertà, nelle scelte e nei sentimenti… e quel suo essere ”sempre lei”… un cuore grande che sa farsi strada verso quello degli altri.
Consigliato!

6 commenti:

  1. Aspettavo di leggere il tuo pensiero su Un ragazzo normale :) Che dire? Marone ha colpito nel segno ancora una volta! Immagino quanta emozione nella lettura tu abbia provato e io a mia volta ho ritrovato tante piccole, meravigliose cose che mi hanno catapultato in quesgli anni, in quelle atmosfere che sono state per tanti vervi anche le mie.
    Di Jojo Moyes invece non ho ancora letto nulla. lo farò appena avrò modo :)
    Abbraccione!

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    1. Giá, Lorenzo non sbaglia un colpo! Spero di riuscire ad incontrarlo quando verrà a Palermo! Tu gli hai poi scritto?
      Quanto a Jojo Moyes... sí, te la consiglio proprio! ;-)
      E ti ricordo che ê tornata anche Vani Sarca! :-))
      Abbraccio ricambiato!

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    2. Sì, gli ho scritto via mail e lui mi ha risposto con un saluto e un ringraziamento :-)))
      La nuova avventura di Vani la leggerò senz'altro. E terrò presente la Moyes anche per un pò di leggerezza.
      Baci baci!

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  2. Anche se non parla di me..., "Un ragazzo normale" sarà un libro delle mie vacanze (se avrò possibilità di farle).
    Un abbraccio alle mie due letterate Calo & Maris.

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    1. Hey! Bubuséttete, bentrovato! Come stai?
      Sotto l'ombrellone o sul divano... Mimí e Giancarlo ti aspettano!
      Come sta la mamma di Lina?
      Abbraccio ricambiato!

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    2. Sto!
      Sarò lieto di conoscerli e di viverli con le tue stesse emozioni.
      La mamma di Lina sta come una mamma di 88 anni che ha quasi tutti i problemi di salute del mondo.
      E la vita continua (come dice Cocciante) né diversa né uguale.
      Ciao piccolina, abbi cura anche di te.

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