giovedì 21 settembre 2017

Come fuoco e cenere 2 (a volte ritornano)

Ci sono emozioni e stati d'animo che non si sopiscono mai del tutto… basta poco perché ritornino a fare capolino nella tua vita… a volte anche solo una canzone. È quello che mi è successo nelle scorse sere, assistendo alla XXIII edizione del Festival Canoro che si è svolto a Lascari.

La prima serata è quasi in direttura d'arrivo quando vengono annunciati il nome della penultima concorrente e della sua canzone: COME FUOCO E CENERE (presentata al Festival di Sanremo del 2011 da una tale Micaela). Una fitta al cuore e l'istinto, forte, di andare via. Uno sguardo alle mie spalle, la piazza gremita di gente e il pensiero di tutti quegli occhi addosso mentre cerco una via di fuga, mi dissuadono e mi bloccano al mio posto. Vorrei volatilizzarmi, ma è troppo tardi. La ragazza inizia a cantare e mi catapulta in un contesto spazio-temporale che ho marchiato a fuoco in ogni angolo di me.

18 marzo 2011 ore 2: eccola, subdola, la stretta che mi toglie il sonno e il fiato e che mi costringe a spalancare tutto, inspirando ed espirando ossessivamente verso la notte. Eccola, prepotente, mentre non mi risparmia nulla di “quelle” immagini dolorose, che anzi arricchisce di dettagli che devastano. Piango, impotente, il mio esistere così. Quasi come un automa indosso le cuffie e accendo la radio, sperando di riuscire a rilassarmi… trovo COME FUOCO E CENERE… ed è lei la compagna di quella notte… una notte in cui le parole scarabocchiate su un post-it prendono forma e senso e nasce la “mia” Come fuoco e cenere, questa:
 
Aperti gli occhi
buio e silenzio accesi tutt'intorno
lampi di emozioni ancora vive
illuminano petali di vita
e bruciano dentro
come FUOCO.
La gente
le sfide di ogni giorno
tutto scorre e non c'è un ritorno
...
un ritorno che vorrei,
che svanisce agli occhi miei
come CENERE dispersa dal vento.
 
Gli applausi mi riportano al Festival Canoro. Mi sento sottosopra. Spero, egoisticamente, che la ragazza non arrivi in finale. Non sarà così. Arriva la sera della finale.  Altro ascolto e altro impatto. Meno duro, forse. Sicuramente più liberatorio. Pioggerellina e lacrime sul viso, ripuliscono i cattivi pensieri e donano un inaspettato sorriso.

Siamo essere delicati il cui equilibrio si conquista a suon d'amore.
 
P. S. Per la cronaca, la ragazza che ha cantato COME FUOCO E CENERE ha pure vinto! 😉

6 commenti:

  1. Che intensità, Calo, nelle tue parole di quella notte!
    Immagino il balzo indietro nel tempo fatto riascoltando quella canzone che te le aveva in qualche modo ispirate...ma leggere poi di quell'inaspettato sorriso mi ha fatto piacere.
    E che poi ci sia stata anche la vittoria della ragazza che ha cantanto COME FUOCO E CENERE è una coincidenza (vogliamo chiamarla così?) importante e bella!

    Abbraccione!

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    1. Carissima Maris, grazie mille per la vicinanza, l'affetto e il "comune sentire" che rende bella la nostra amicizia...diversamente vurtuale! ;-)
      Abbacissimo per 4!

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  2. Non mi resta che ascoltare in cuffia la canzone ed assorbirne l'intensità che ha travolto le emozioni della mia gemellina.
    Notte da robi retard.

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    1. Hey, come va? Direi che più che il tuo retard qui si sente tanto, tanto, tanto la tua mancanza!
      Hai ascoltato la canzone? Le mie emozioni sono state travolte... e le tue?
      Abbacio grande!

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    2. Dal titolo non ho collegato subito che nelle mie notti in cuffia è stata una delle canzoni che più mi hanno avvolto di struggenti e vaghe emozioni. Quando la riascolterò, "notturnamente", avrò un motivo per regalare brividi al contenuto della cuffia.

      Il droga-twitter mi sta occupando lo spazio virtuale. Tenterò di sdoppiare le mie immagini almeno sul blog.
      Ciao gemellina de mi corazon.

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    3. E son sempre più i motivi, anche musicali, che ci uniscono!! ;-)
      Twitter? E tu mi/ci tradisci così?
      Redimiti, gemellino de mi corazon!!
      :-))))(

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