Ci
sono momenti
che
segnano esistenze,
ricamano
cicatrici di sofferenze
e
gonfiano di urla e lacrime il cuore e le sue stanze.
Ci sono momenti
che
chiedono solo una valvola di sfiato,
un
bisogno saziato,
un
quieto vivere ritrovato.
In
questi momenti io canto
e do
voce a quanto mi frigge dentro.
Canto
sottovoce o a perdifiato,
canto
gli acuti e i bassi della mia vita,
gli
adagi, gli allegretti e le sue pause.
Canto
e mi svuoto,
mi
libero e guardo lontano.
Canto
e vibro,
ringrazio…
e amo.
E' il canto che capisco di più perchè mi appartiene in tutte le sfumature che hai descritto.
RispondiEliminaCanta gemellina, ti ascolto nel cuore.
Questione di feeling e di sfumature gemellinesche ^_^
EliminaQuel "ti ascolto nel cuore" é balsamo di consolazione...GRAZIE!
Abbacio grande!
Il canto...che cosa magica e liberatoria!
RispondiEliminaQuando è esteriore, cioè udibile con le orecchie, ma anche quando è interiore e, come ha scritto mirabilmente il nostro Robi, si puàò ascoltare el cuore...
Ti mando un abbraccio gonfio di fiato per cantare ancora, sempre, carissima Calo!
Perdona l'errore: "si può ascoltare nel cuore"...
EliminaGrazie mille, carissima Maris! (E te lo sto dicendo cantando! ^_^)
Elimina:-) baci baci!
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