domenica 17 aprile 2016

Le ultime file


Amo stare nelle ultime file. Non nascondermi, per sfuggire ai palcoscenici dell'ostentazione, ma “stare”. Completamente. Con tutto l'essere. Amo stare in quelle che per alcuni rappresentano la penombra dell'anonimato e da lì osservare. Sguardi. Atteggiamenti. Stati d'animo. Esistenze.
È straordinariamente complesso e indiscutibilmente disarmante descrivere il “dono poliglotta” di questi momenti! Osservare, poi, ha i suoi effetti collaterali: può farti gioire e sorridere, ma può anche sfondarti lo stomaco per la delusione e la tristezza o farti fare il sangue marcio per la rabbia.
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Amo stare nelle ultime file. Osservare e provare a capire (anche se non sempre ci riesco!). Osservare e metabolizzare. Osservare… e così esserci. SI, IO CI SONO! Anche se non lo urlo ai quattro venti e non mi metto in prima fila o sotto i riflettori!
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Chi mi conosce sa quanto possano essere eloquenti i miei silenzi… e quanto le mie parole, seppur centellinate, non siano mai “a caso”. E allora, forse, meriterebbero considerazione. Anche se vengono da una voce fuori dal coro proveniente dalle ultime file.

7 commenti:

  1. Mi hai descritto bene! Ultimofilista da sempre, ad osservare, silenziosamente, le recite degli altri.

    Sparo cazzate solo in rete, protetto dall'invisibilità che vorrei avere anche nella vita reale.

    Ciao silenziosa! robi

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    1. Anvedi!!! Ma io mica volevo descrivere te!! :) Ed invece... ecco che la lista si allunga!! ;)
      Silenziosa, si! Con un'indole introversa e dita estroverse (per scrivere e digitare)!!.
      Buona serata per te e Lina!

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  2. Certo che meriterebbero considerazione, ma forse perché questa considerazione manca...?
    Non so e non so se sarai disposta a comunicarlo, né se ho esagerato nello scrivere in questo modo, ma chiarisco che non scrivo per scrivere se non per esprimere pensieri, convinzioni forse anche sbagliate ma mie.

    Quello della posizione fisica relegata alle ultime file è, credo un grido che urla ragionevolmente reclamando attenzione, e lo gridiamo tutti, anche inconsapevolmente e nei modi che più ci si addicono, talvolta con la disinvoltura di chi non desidera che si noti, ma l'eco echeggia e non può non essere udito da orecchie esperte.

    Ma quell'angolo, silenzioso ed in penombra, è il posto privilegiato per eccellenza, osservazione e disanima, concertazione e programmazione, ogni cosa è possibile dal nascondimento di sé.

    Dono poliglotta si, condivido pienamente la tua affermazione, perché è possibile pronunciare parole dal valore universale, dalla comprensione che non attiene solo al tuo ambito ma procede nel mondo ed è notata e valutata dal mondo che può elogiarla ma anche deriderla, deprezzarla, denigrarla.

    Non sarà certo il timore, però, a frenare certi progressi, né l'indietreggiamento di alcuni, a fare indietreggiare noi che speriamo anche contro la speranza stessa che tutto è raggiungibile e che esiste anche il bene.

    Buona Serata Calo.


    Uomo

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    1. Forse, e più semplicemente, si é più portati a prendere in considerazione i più vicini...con tutti i pro e i contro che questo comporta, soprattutto in termini di obiettivitá...
      Invece le ultime file offrono prospettive più distaccate e, per ciò stesso, piu dolorose e vere...
      E comunque...indipendentemente dalla fila da cui la voce arriva...non c'é più sordo di chi non vuol sentire!
      Buona serata Gianni!

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  3. Io sono un caso a parte...amo stare nelle ultime file, per tanti versi. Amo osservare e metabolizzare, come te.
    Ma di natura sono anche una donnina assai loquace, non posso dire il contrario! Per iscritto come a voce. Parlo molto, insomma ;) Però centellino le confidenze, quelle si.
    Un abbraccio amica mia, colpisci sempre il cuore con ciò che scrivi....grazie!

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    1. La meraviglia di essere simili, canta la Pausini. La straordinarietà di essere diversi eppure affini, dico io! :)
      Grazie Maris, é sempre una gioia leggerti!

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