Eccomi qui, a parlare ancora una volta della Mia amata e martoriata Terra.
Il fatto ha avuto risonanza nazionale: venerdì 10 Aprile uno smottamento, iniziato nel 2005, ha provocato il cedimento strutturale di un pilone che sorregge il viadotto Imera, della A19 Palermo- Catania, innescando un effetto domino su altri due piloni e causando l’appoggio di un tratto di autostrada sull’altro.
Lo sappiamo tutti: la Sicilia non ha mai vissuto l'era moderna dei collegamenti veloci su rotaia, né ha mai goduto del diritto, divenuto piuttosto un miraggio, di spostarsi da un capo all'altro senza fare il pieno alla propria auto... ma quel che è successo appanna ulteriormente ogni prospettiva di sviluppo infrastrutturale... e non solo! :-(
L'Autostrada, chiusa nei due sensi di marcia, da opera per accorciare le distanze è diventata la disastrata linea di demarcazione che ha diviso in due la Sicilia, e il ping pong tra i possibili percorsi alternativi diventa sempre più improbabile, perché le strade statali, quelle in cui negli anni Venti si correva la mitica Targa Florio, sono in stato pietoso (buche, dissesti, avvallamenti, lunghi tratti sterrati...) e si teme che un aumento improvviso del traffico possa provocare incidenti.
E ora? E' questo il destino dei Siciliani: isolani e isolati?! Come una fucilata, carica di apocalittici presagi, è arrivata la notizia che preconizzava un lasso di tempo biblico di 10 anni per il ripristino del tratto della A19 interessato dallo smottamento. Ma lo si vuole capire, si o no, che su quell'autostrada si muovono le vite, le relazioni, le speranze e l'economia di una Terra?
Qualcuno dice che noi Siciliani siamo fatalisti. Beh... questo fatalismo mi porta a pensare alla leggenda di Colapesce, l’uomo-pesce che, durante un' immersione, vedendo la precarietà di una delle tre colonne sottomarine che sorreggono la Sicilia, decide di sacrificarsi e sorreggere in eterno la colonna pericolante. Uhm... mi sa che Colapesce si è stufato, forse troppo stanco di aspettare invano l'intervento del Re/Stato!
D'altronde, come cantava De Andrè, " lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità".
Calo...sono indignata io che non sono siciliana, quindi posso immaginare tu come possa sentirti!
RispondiEliminaHo seguito in questi giorni le vicende in TV e con mio marito proprio non potevamo crederci. Deve cambiare qualcosa, deve muoversi qualcosa, se no che facciamo qua? Stiamo a parlare di Stato? Ma dove? Che Stato? Uffa....guarda mi viene una rabbia e una tristezza...
Ma intanto ora ti abbraccio e mi rimetto a sperare per il meglio, me lo auguro con tutto il cuore, lo auguro con tutto il cuore a voi, meraviglioso popolo siciliano.
De Andrè scriveva con sagacia il testo della sua canzone....
RispondiEliminaDi fronte a un evento simile siamo tutti indignati pensando ai lavori eseguiti male dove l'unica preoccupazione è stata quella di spartirsi le mazzette su appalti e subappalti .
ciao carissima, buona serata
La situazione è molto seria e grave... e alla fine dovrà essere demolito l'intero ponte...
RispondiEliminaE sotto sotto la frana continua a muoversi, sotto l'autostrada e non solo... e cresce, imperturbabile, la conta dei danni... E, purtroppo, siamo solo all'inizio... :(
L'incuria l'ha fatta da padrona e purtroppo la mobilità alternativa è nel caos; bisogna intervenire sulle strade statali e soprattutto sulle provinciali, lasciate per troppo tempo in condizioni di abbandono dall'ANAS, tanto "c'era" l'autostrada...
RispondiEliminaBuona serata a te, Antonio.
Una situazione davvero difficile e con prospettive non proprio rosee per il futuro. Un'attesa troppo lunga che non può portare che danni alla vostra splendida isola. Troppa incuria, troppe speculazioni, troppo di tutto hanno portato a questi disastri che per voi sono solo fonte di problemi e preoccupazione. Non dovrei stupirmi, eppure nonostante tutto resto sempre senza parole davanti a queste cose, davanti a queste situazioni che non dovrebbero più succedere in un'epoca nella quale si parla di invenzioni stratosferiche. Mi dispiace, ma veramente tanto!!
RispondiEliminaUn abbraccio, Pat
Troppi guai... troppi, troppi guai... :(
RispondiEliminaE anche i tre mesi necessari per realizzare la bretella per "limitare i danni" sembrano una beffa...
Amarezza...
Se penso al caos che ha provocato l'abbattimento di un cavalcavia nella mia città che ero solito percorrere, non oso pensare a quello che succederà nella tua Sicilia tagliata a metà dal crollo del viadotto e mi sembrano assurdi i tempi per il ripristino. Capisco il tuo stato d'animo e spero che lo Stato si prenda carico del grande problema e lo sappia almeno attenuare con soluzioni immediate ed alternative alla ricostruzione.
RispondiEliminaUn abbraccio. robi
Non so come andrà a finire, ma l'orizzonte è nubiloso... :(
RispondiEliminaE oggi è stato un mezzo calvario anche sulla Palermo-Messina, sulla quale si è riversato il traffico degli autotrasportatori...
Buona serata per te e Lina
Il problema credo sia a monte, a quella sorta di indifferenza che spinge le amministrazioni locali a rinascere solo durante le elezioni.
RispondiEliminaE in questo senso tutto il mondo è paese. Ma sarebbe una cosa sensata da parte dei Siciliani dare un bel scossone, tipo terremoto di Messina del 1908, far credere che alla prossima mandata elettorale qualcuno la poltrona non se la troverà più sotto al sedere.
Sai che corse nel caso!!! :-)
I siciliani gli scossoni li subiscono, e quand'anche volessero "boicottare le poltrone"...finiscono col banchettare al tavolo del voto di scambio.
RispondiEliminaE intanto tutto cade a pezzi...