Caro lettore,
quello che ti accingi a leggere non è un vero e proprio post… è in realtà una riflessione di getto e di pancia che trae spunto da questa frase, tratta dalla canzone COME TI SENTI di Marco Mengoni: “Come mi sento? Domanda fatale. E se ti rispondo non stai neanche a sentire.”
Nella vita di tutti i giorni è più facile domandare “che fai di bello?”, piuttosto che “come stai?”. Forse è più comodo (e più sbrigativo!) tenersi sul vago che scendere nel personale… forse si ha paura di dover prestare orecchie e cuore alla voce dell’altro… a quella storia che gli morde il cuore e glielo mastica… Forse prendiamo tutto troppo alla leggera… ma che triste amarezza quando c’è chi, col cuore in mano, trova il coraggio di essere nudo, fragile, autentico e risponde e chi, sempre troppo di corsa o preso da altro, non sta neanche a sentire…
bisogna essere forti per essere fragili.....
RispondiEliminaQuando si apre il cuore e dall'altra parte ti accorgi che non ti stanno a sentire, anzi paiono scocciati e forse nemmeno ti credono, è veramente orribile!!
RispondiEliminaUn abbraccio, Pat
Probabilmente hai ragione.
RispondiEliminaIo ne faccio una questione di "attenzione all'altro". Possiamo essere attenti, aperti come una stanza accogliente, in ascolto di quanto sgorga dalle sorgenti del cuore e dai pori del mondo, oppure possiamo essere una casa troppo ingombra di noi stessi da non avere spazio per chi è altro da noi...
Buona serata!
Eh già... :/
RispondiEliminaAbbraccio ricambiato con l'augurio di un bel fine settimana!
sono quelle storie di tutti i giorni che la progressiva amarezza nella vita reale mi ha consigliato di evitare, ma che purtroppo non si possono azzerare.
RispondiEliminaBuon week end alla mia sensibile gemellina. robi
Azzerare situazioni del genere sarebbe, forse, troppa grazia...
RispondiEliminaDovremmo, forse, imporci un rallentamento.. un riscoprire lo "stare" con gli altri...
Buon fine settimana a te e Lina.
se leggerai nel mio blog, c'è un post che riporta una situazione analoga ma , non per vantarmi, ho saputo ascoltare l'altra e mi sono accorto che si era stemperato quel nodo che la attanagliava.
RispondiEliminaciao carissima amica
Nella vita di tutti i giorni spesso non ti chiedono neppure come stai, ma preferiscono far finta di niente... è più facile e più comodo... non si sa mai che ti debbano aiutare.
RispondiEliminaTi abbraccio forte, piccola Calo.
Nadia
E' un periodo parecchio incasinato, ma prometto che verrò appena posso a leggere il post di cui parli! Quello che qui mi hai anticipato, mi convince ancora di più di una cosa in cui credo fermamente: il tempo donato agli altri non è mai tempo perso!
RispondiEliminaA presto!
Hai fotografato una realtà triste e avvilente che, purtroppo, diventa sempre più frequente... :(
RispondiEliminaParole amare che lasciano il segno... specie se provengono dalla nostra Grande Quercia...
Ti abbraccio fortissimo anche io... per quel che posso... piccola Calo c'è!
Carissima Calo,
RispondiEliminaci siamo in questo mondo sempre in corsa ma ci dimentichiamo degli altri, di quello che c'è accanto a noi. La mancanza di saper guardare agli occhi ,di ascoltare un amico, di fare soltanto una carezza. Quanto diverso sarebbe il mondo!!!
Bacione cara Calo
:)
Non solo sarebbe diverso il mondo, ma saremmo, prima di tutto, diversi noi!!
RispondiEliminaCiao carissima amica, è sempre un piacere averti tra queste pagine!
La verità è che è molto difficile ascoltare gli altri, si va troppo in fretta e si è troppo presi a coltivare il proprio orticello, per cui si vive senza quel cuore in mano.
RispondiEliminaMa io ci credo, ed è un bel punto di partenza. :-)
ma a proposito, quest'anno non scrivi nulla per Scriveregiocando? Aspetto come sempre un tuo scritto, mi farebbe veramente piacere e se vuoi sapere qualcosa di più nel mio blog o in quello di Morena Fanti trovi tutti i particolari.
Ci sei? :-)
... Probabilmente hai ragione... ma allora non dovremmo pretendere dagli altri ciò che noi stessi, in primis, non siamo in grado di dire, fare...
RispondiElimina...
ScrivereGiocando? Ci penso!